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 Oggetto del messaggio: Re: dobson vs apo vs SC
MessaggioInviato: mercoledì 7 dicembre 2011, 15:07 
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Iscritto il: lunedì 19 gennaio 2009, 21:32
Messaggi: 2887
Località: LV426/Acheron
Io osservo la Luna tranquillamente con il 60 cm e anche ETHOS 21 a 160x e 4 mm di pupilla di uscita. La magnitudine superficiale della una è inferiore a quella di una spiaggia assolata, più o meno com il parcheggio di un centro commerciale. Il telescopio non aumenta mai la magnitudine superficiale.
L'impressione di abbagliamento è causata quando si comincia ad osservare la Luna essendo adattati al buio. Allora si perde rapidamente l'adattamento al buoi e cin un occhio si vede mentre l'altro è come se fosse stato catapultato di notte da una spiaggia dei Caraibi. Ci vuole circa una decina di minuti per riprendere l'adattamento al buio.
Una volta adattati alla Luce si osserva però molto bene, e tra l'altro in regime fotopico si vedono finalmente i colori (che per inciso io vedo anche con fasi parziali e non solo con Luna piena).
Per vederli però bisogna essere in regime fotopico cioè con pupille di uscita di qualche millimetro. In ogni caso la upilla dell'occhio si contrai (come in piena luce) fino a circa 2 mm e quindi si parzializza l'apertura a meno che l'ingrandimento non sia almeno metà del diametro in mm.


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 Oggetto del messaggio: Re: dobson vs apo vs SC
MessaggioInviato: mercoledì 7 dicembre 2011, 19:10 
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Iscritto il: lunedì 4 settembre 2006, 13:29
Messaggi: 5486
Località: Mugello
Tipo di Astrofilo: Visualista
Secondo l'esperienza di alcuni esperti e certa bibliografia, in condizioni osservative medie un apo da 160mm offrirebbe la stessa qualità osservativa di uno Schmidt-Cassegrain di 300mm e di un Newton di 350mm.

Tenendo presente quanto sopra e il fatto che l'apo dell'ipotetico confronto è da 150mm si potrebbe fare la classifica col newton da 400mm al primo posto, lo SC secondo e ultimo l'Apo, però visto che parliamo di dobson, quindi di un newton con rapporto particolarmente aperto e ostruzione sensibile, potremmo dire che Sc e newton se la giocano alla pari.

Personalmente non avrei dubbi e in base alla mia esperienza con strumenti più piccoli, sceglierei lo Schmidt-Cassegrain da 300mm :mrgreen:


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 Oggetto del messaggio: Re: dobson vs apo vs SC
MessaggioInviato: mercoledì 7 dicembre 2011, 19:12 
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Iscritto il: venerdì 10 febbraio 2006, 0:42
Messaggi: 27067
Località: 41°N 16°E
Tipo di Astrofilo: Visualista
Vicchio ha scritto:
Secondo l'esperienza di alcuni esperti e certa bibliografia, in condizioni osservative medie un apo da 160mm offrirebbe la stessa qualità osservativa di uno Schmidt-Cassegrain di 300mm e di un Newton di 350mm.


Dalla mia profonda ignoranza vorrei proprio sapere i perchè di questa affermazione.

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volpetta.com
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 Oggetto del messaggio: Re: dobson vs apo vs SC
MessaggioInviato: mercoledì 7 dicembre 2011, 19:44 
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Iscritto il: domenica 7 settembre 2008, 11:45
Messaggi: 3032
Località: Roma
Tipo di Astrofilo: Visualista
Vicchio ha scritto:
...quindi di un newton con rapporto particolarmente aperto e ostruzione sensibile... Personalmente non avrei dubbi e in base alla mia esperienza con strumenti più piccoli, sceglierei lo Schmidt-Cassegrain da 300mm :mrgreen:

A me risulta che l'ostruzione di un dob è in media intorno al 18/20%, quella di uno SC intorno al 35%. Secondo te è ragionevole (acclimatamento a parte perché non voglio infierire...) che un 300 ostruito al 35% vada meglio di un 400 ostruito al 20%???

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Marco Pierfranceschi,
autore dei libri:
- Il cielo ritrovato - guida pratica all'astronomia visuale (manuale)
- Breve guida all'astronomia amatoriale (vademecum)
- Ripensare le città (saggio)
- La Principessa Scimmia (fiaba/fantasy)
...nonché blogger (Mammifero Bipede, su Wordpress)


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 Oggetto del messaggio: Re: dobson vs apo vs SC
MessaggioInviato: mercoledì 7 dicembre 2011, 20:50 
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Iscritto il: venerdì 23 giugno 2006, 13:32
Messaggi: 4798
Località: Canossa (RE)
Tipo di Astrofilo: Visualista
Cavola... che topic! :shock:

Anche secondo me l'apertura vince sempre. Ovviamente c'è qualcosa da dire sulla comodità dell'osservazione etc. Ma se hai un grande Dobson (e ce l'hai tu), e una sedia regolabile, stai il più comodissimo possibile. Come lo sai, inseguire a mano non è mica un problema e ancora a 400x lo fai tranquillamente (a questo ingrandimento Giove resta ancora facilmente nel campo dei miei Ultrawide per 45 secondi...). Quindi vedrai sicuramente il più col Dobson.

Un'altro discorso è l'immagine e se lo trovi più "piacevole" in un'altro telescopio. Questo è molto personale e se qualcuno mi dice che a lui piace il più l'immagine in un APO, lo credo direttamente perchè nessuno strumento da un'immagine così "incisiva". Ma se vedi un dettaglio in un'APO, lo vedrai anche nel Dob. Inversamente, non è sempre il caso.

E non menziono gli SCT perché a mio parere sono troppo sopravalutati come strumento per l'hi-res e sono nella mia esperienza sempre secondo nel confronto con un Newton di pari diametro.

Ciaooo!

Peter

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18" f/5 Arie Otte binodobson
2 x 36mm Siebert Observatory, 2 x 22mm Nagler t4, 2x 12mm Nagler t4,
2 x 9,9mm Siebert Starsplitter, 2 x 8mm Delos, 2 x 4,5mm Delos
RP Optix 23-41x100 con 2 x 21mm Siebert Ultrawide
http://www.astronomydrawings.com
http://astronomydrawings.blogspot.it/
Facciamola finita con le luci stradali: https://www.youtube.com/watch?v=l_5ycdkhH8o


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 Oggetto del messaggio: Re: dobson vs apo vs SC
MessaggioInviato: giovedì 8 dicembre 2011, 9:09 
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Iscritto il: venerdì 27 luglio 2007, 23:20
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Tipo di Astrofilo: Visualista
secondo me molto dipende dalla quantità di tempo che si passa su un oggetto - non è un problema da nessun punto di vista inseguire a mano ( su uno o due assi) se si osserva per una manciata di minuti.
se l'osservazione si prolunga invece la cosa può diventare problematica al punto da prendere più attenzione dell'osservazione stessa - l'esperienza di Angelo ( che sicuramente non ha pregiudizi contro i dobson) mi sembra interessante, anche se, ovviamente non è assoluta.
teniamo conto che questo genere di osservazione ( penso soprattutto al planetario anche se qui si parla di luna) può protrarsi anche per ore su un soggetto unico - a quel punto le differenze si fanno sentire...e la differenza può essere tra il mollare dopo 20 minuti o restare per due o tre ore ( fatto sui pianeti più di una volta).

non dimentichiamo che non stiamo parlando di osservazioni scientifiche ( dove i parametri sono molto più oggettivabili in funzione dei risultati da ottenere - che non escludono l'uso anche di piccoli diametri se non ricordo male - e in cui, in ogni caso, nessuno degli strumenti nominati sarebbe preso in considerazione credo) e che oltre a parametri "assoluti" contano altri fattori.
Vincenzo parla di dettagli finissimi, Mauro accenna ai colori - i secondi si vedranno anche in presenza di una collimazione approssimativa, i primi no...
e qui veniamo a un altro punto debole ( so che mi attirerò critiche, ma amen: siamo fra amici :) ): la collimazione....

se si parla di dobson io penso a un dobson ... cioè a uno strumento che si muove a mano magari autocostruito in cui quasi tutto l'investimento va nelle dimensioni dello specchio spesso a discapito del resto.
in queste condizioni ( specialmente con i tralicci) mi sembra difficile ottenere collimazioni ottimali che tengano anche nel tempo, per cui non è detto che, a parte la raccolta di luce si riescano ad ottenere dettagli fini compatibili con la soglia teorica.
se invece lo strumento è motorizzato, be' non è più un dobson :) ma un newton in altazimutale :).

sulla questione scaletta non mi pronuncio: siamo sempre nel campo del soggettivo: io in cima a una scaletta al buio inseguendo a mano su due assi dovendo ogni tanto scendere per riposizionarla, be' la considererei più una tortura ( con anche un filo di brivido dovuto all'altezza) che un' osservazione - altri ovviamente ci si divertirebbero un mondo :)

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 Oggetto del messaggio: Re: dobson vs apo vs SC
MessaggioInviato: giovedì 8 dicembre 2011, 9:20 
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Iscritto il: giovedì 10 agosto 2006, 10:11
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Località: Monza
Tipo di Astrofilo: Visualista
Vorrei solo sottolineare che i dobson mantengono la collimazione. Quelli fatti davvero male si scollimano, quelli appena decenti no. Sennò con sta storia che il dobson è sempre scollimato si da cattiva informazione.
Altra cosa: per collimare il mio dobson non impiego più di 5 minuti. Così sfatiamo anche il mito della collimazione come tortura.

Infine vorrei dire che, nonostante la mia difesa del dobson contro tutto e tutti, posso capire che non a tutti possa piacere il modo di osservare in un dobson.

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Stelle già dal tramonto ci confondono il cielo a frotte, nubi meticolose nell'insegnarti la notte
Telescopi: Reginato Supermaser 20", CPC11, pentax 105 e 75.
Oculari: pentax xw, Nagler, Delos, takahashi tpl, zoom Svbony 3-8 e 8-20
Torretta binoculare maxbright 2 e televue binovue.


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 Oggetto del messaggio: Re: dobson vs apo vs SC
MessaggioInviato: giovedì 8 dicembre 2011, 9:52 
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Iscritto il: venerdì 27 luglio 2007, 23:20
Messaggi: 10643
Località: Milano
Tipo di Astrofilo: Visualista
vince' i dobson fatti veramente bene non si scollimano, sicuro, infatti forse ho un po' esagerato.
per quanto riguarda la tempistica collimazione ... insisto sono parametri poco misurabili: tu ci metti 5 minuti io molti di più ( con i newton) altri ancora più di me - ho visto un astrofilo metterci mezz'ora e non venirne a capo...
è un po' come la faccenda della scaletta e dell'inseguimento ... come si fa a misurare queste cose?
e, ancora di più, lo "stile di osservazione" che ovviamente resta completamente fuori gara.

ma andiamo ot...

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 Oggetto del messaggio: Re: dobson vs apo vs SC
MessaggioInviato: giovedì 8 dicembre 2011, 10:05 
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ammesso che il dobson sia costuito a regola d'arte ( e onestamente fatico a credere che un "legnone" da 1,5-2,5 metri tenga la collinazione da 0 a 90° di altezza) il problema è che si sono così tanti parametri di collimazione che al 90% dei casi si vedono strumenti non finemente collimati e quindi che non rendono mai al 100%.

Vince , non me ne volere , ma mi sento di dire che anche gli SC che sono strumenti fatti in qualche modo , tengono un po' meglio la collimazione e soprattuto è possibile ricollimarli in meno tempo. (neanche loro la tengono per bene..intendiamoci)

Quando parlo di collimazione io intendo osservare il disco di Airy a fuoco.. a 500-700-900x
non controllare una stella sfuocata a 100x :)

.. altrimenti non ha senso parlare di alta risoluzione , ma solo di alti ingrandimenti.


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 Oggetto del messaggio: Re: dobson vs apo vs SC
MessaggioInviato: giovedì 8 dicembre 2011, 10:35 
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Iscritto il: lunedì 19 gennaio 2009, 21:32
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A me sembra di leggere "opinioni" da parte però di chi parla più per sentito dire che per esperienza reale.

Punto 1. Collimazione. Si continua leggere che i dobson non tengono la collimazione. Peccato che questa affermazione venga sempre da chi i dobson non li ha. Ci possono essere degli strumenti con errori concettuali, nella cella o nella struttura, che perdono collimazione passando dallo zenit allì'orizzonte. Ma il fatto che alcuni telescopi abbiano errori concettuali non significa che questo sia la regola. Un teleacopio costruito secondo il librone di Berry e Kriege (che ha già 20 e passa anni) non perde la collimazione. Il tuboa struttura reticolare è una delle strutture più rigide possibili perchè le aste lavorano a trazione e compressione e non a flessione. Ovviamente questa cosa può sfuggire a chi non ha qualche elemento di meccanica delle strutture. Fatto il tubo rigido, la perdita di collimazione potrebbe essere causata da una cella con supporti laterali errati (ce ne sono ma non sono la regola) oppure da un supporto del secondario concettualmente errato (che non è+ essere incollato ma è avere la struttura degli spider quasi "labile"). Ora, se uno si prende una struttura tipo Obsession il problema non c'è. Il tele mantiene la collimazione e questa cosa si può verificare allo star test cambiando direzione di osservazione. In quanto a collimare, il Newton ha un solo elemento ottico con asse che è il primario, il secondario è piano. L collimazione di un newton in ultimissima analisi consiste nel portare l'asse del primario nel fuocheggiatore. Se si capisce la logica l'operazione è estremamente semplice e veloce http://autocostruttori.blogspot.com/201 ... imare.html . I collimo in un minuto con il laser e questo passo è sufficiente a osservare fino a circa 300x. Poi, quando si decide di fare veramente altissima risoluzione si trova una stella (magari vicino al pianeta), se il seeing permette si ingranano 500x (se il seeing non permette non si fa alta risoluzione) e si ritocca di star test. Quando lo star test è con gli anelli concentrici non c'è altro. Non è possibile che un telescopio sia scollimato ma abbia lo star test perfetto. Quando lo star test è perfettamente concentrico significa che l'asse ottico del primario è allineato con quello dell'oculare. Non c'è altro, o meglio potrebbe essere che il secondario sia leggermente spostato nel suo piano, ma questo significa solo che il campo perfettamente illuminato si estende di più da un lato del campo visivo che dall'altro. Stiamo parlando di cose come un calo di luce del 5% da un lato e del 6% dall'altro.

Punto 2. La scala. La scala è un problema psicologico più che reale. Qualcuno acquista dei telescopio ultracompatti per evitare la scala (il 22" UC Obsession per esempio). Una volta però che si prende confidenza il problema non c'è. Una scala consente ampie alternative di appoggio (nei gradini bassi ci si può appoggiare di pancia o di schiena e nei gradini alti ci si può sedere in cima). Certo deve essere una scala stabile, ma si trovano. Se un difetto c'è per le scale è che i gradini dovrebbero avere una spaziatura minore di quella normale, per consentire di accedere a qualsiasi altezza con la stessa facilità (ci sono della altezze più facili e delle altezze più difficili con le scale a gradini spaziati normalmente). Un vantaggio della scala, che si apprezza a meno 20°C è che aiuta a scaldarsi (salire e scendere). Provate a -20°C a fare le corsette intorno al telescopio e vedrete che tutto sommato salire e scendere è meglio che mettersi a correre in tondo ogni 45 minuti di osservazioni.

Punto 3. La durata di osservazione. Con un dobson bisogna munirsi di oculari a grande campo (tipo ETHOS) e di paracorr (altrimenti si nota il flash in alta risoluzione quando il pianeta passa per lo sweet spot). Così si ha un tempo considerevole di attraversamento. Inoltre un dobson fatto benen NON vibra, per il semplice fatto che le vibrazioni sono causate da tubi montati su montature. Il dobson non ha la montatura, e se è fatto bene (anche qua basta il libro di B&K) quando lo si spinge si muove e quando si smette di spingere si ferma. Quindi ricentrare l'oggetto non è che sia poi questo grande problema. Per questo la gran parte dei possessori di dobson non usa sistemi di inseguimento. Ma volendo ci sono due alternative: motorizzazione altazimutale (tipo sevocat) o motorizzazione su piatafforma equatoriale. Io trovo che invece che dividere il budget fra un dobson più piccolo e servocat sia meglio prendere il donson più grande perchè così si vede di più e meglio. Sempre sul tempo di osservazione: la tecnica di aguzzare la vista e cercare di decifrare immagini che hanno poco microcontrasto può essere necessaria, ma si tratta di una tecnica che si rende necessaria per compensare le deficienze dell'immagine. Altra cosa è quando i dettagli li vedi istantaneamente e saltano all'occhio vivi e brillanti. Allora non è che serva aguzzare la vista e insistere decine di minuti per cercare di capire se si intuisce un ricciolo di qua o di là: il ricciolo si vede bene ed è pure verde-grigio-celeste. Io son rimasto ore a osservare Giove (potrebbero servire per disegnarlo) ma più per seguirne la rotazione che per cercare di decifrare evanescenti impercettibili dettagli. Quelli si vedono subito. Ho detto e ripeto che le immagini che si possono vedere con aperture dai 40 cm in su superano spesso gran parte delle foto che si possono vedere in questo stesso forum e sono seconde solo alle migliori foto dei C14.

PS molta gente la pensava secondo i luoghi comuni PRIMA di avere il dobson, ma ha cambiato idea dopo.


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