AndMan, però, se metti a fianco a quelle due anche la foto di Angelo che compare in questo stesso thread la differenza c'è e non è poca
download/file.php?id=30034&mode=viewLe strutture sulla zona equatoriale sono molto più ricche di particolari in quella di Angelo e i bordi delle bande sono più nette.Nella NEB si risolvono delle minute striature a basso contrasto inclinate a 45° che non ci sono né nella tua né in quella di Go.
Hai ottenuto degli ottimi risultati per un 10", ma io continuo a vedere un certo vantaggio a favore del 14".
Spremere un 10" fino al limite è più facile che spremere un 14" fino al limite. Come ho detto la probabilità di ottenere una immagine diffractoin limited dipende dal rapporto D/r0. E' spiegato qua
http://www.astrosurf.com/cavadore/optiq ... index.html (per Pietro: questo è lo stato dell'arte che sta alla base delle ottiche adattative).

Facciamo il confronto in base a questa "teoria": Mettiamo un 10" e un 14". Vediamo quante immagini diffraction limited si possono ottenere con diversi gradi di seeing.
Prima di fare il confronto va fatta una precisazione che riguarda il concetto di "diffraction limited" seconbdo Fried. La formula siopra, elaborata da Fried, fornisce la probabilità che un frame di
durata infinitesima soddisfi la condizione che
l'errore rms sia minore di 1/6.28.
Cioè:
a) i frames devono essere esposti per un tempo molto breve, che deve essere minore del tempo di coerenza della turbolenza (tipicamente centesimi se non millesimi di secondo). Questa condizione non viene soddisfatta quasi mai. In una tipica esposizione di 1/15 di secondo l turbolenza si muove (non viene congelata) e la probabilità di ottenere un frame diffraction limited è quindi minore di quanto fornito dalla teoria. In ogni caso se si espone con tempi più brevi (per esempio 1/60) ci si avvicina alla condizione ideale.
b) il criterio di qualità per Fried è 1/6.28 rms che è bassino (rispetto a 1/14 che è il criterio di Rayleigh). Fried calcola la probabilità di ottenere delle immagini "discrete". Ovviamente avrebbe potuto calcolare la probabilità di ottenere immagini a 1/14 rms ma sarebbe stata più bassa.
Il numeretto che esce dalla formula è quindi una stima della frazione di immagini "buone" secondo il criterio sopra precisato. Una parte di queste saranno ottime nel senso che raggiungono il criterio 1/14. Ci saranno poi altre immagini di qualità via via decrescente.
Chiarito questo facciamo il confronto delle due aperture.
Facciamo prima il caso di seeing cattivo. Diciamo che r0 sia 5 cm. Usando la formula sopra otteniamo la frazione di frame "buoni" prodotti da una apertura di 25 cm e da una apertura di 36 cm. Ci metto anche una apertura di 30 cm che mi serve dopo per il ragionamento.
25 cm -> 11.4%
30 cm ->2%
36 cm -> 0.17%
Come si vede, con seeing "cattivo" su 1000 frames ce ne saranno 114 che raggiungono la qualità di una apertura di 25 cm, 20 che raggiungono la qualità di una apertura di 30 cm e nessuno che raggiunge la qualità consentita da una apertura di 36 cm.
Con un telescopio di 25 cm si possono avere frames che si avvicinano al limite di questo telescopio. Al contrario con un telescopio di 36 cm non si ottengono mai frames che si avvicinano al suo limite. Il 36 cm raccoglierà gli stessi 114 frames buoni del 25 cm e una parte di questi, precisamente 20 saranno anche migliori raggiungendo la qualità di 30 cm ma nessun frame sarà tale da sfruttare appieno la potenza del 36 cm.
Non è quindi esatto dire che il 36 cm rende come il 25, perchè un sesto dei frames (20 su 114) è comunque superiore a quelli ottenibili da 25. E' esatto invece dire che il seeing pessimo ha sostanzialmente appiattito le prestazioni.
A questo punto andebbe però riconsoderato il fatto che il 36 cm opera con tempi di esposizione più brevi e quindi i famosi 114 frame sono più "mossi" nel 25 cm. Se per esempio il tempo di coerenza fosse 1/90 secondo e il 25 operasse a 1/15 avrebbe una esposizione che dura 6 volte il tempo di coerenza. Come prendere 6 frames di 1/90 di fila e sommarli assieme senza riallineali. Non tutti questi saranno buoni. Se il 36 cm opera invece a 1/30s ha una esposizione che dura solo tre volte il tempo di coerenza ed sarebbe come prendere tre frames da 1/90sdi fila e sommarli senza allinearli (certamente meglio no). Quindi, per questo solo fattore tutti i frames "buoni" del 25" sono meno "buoni" che nel 36 cm e sono a loro olta meno buoni della condizione ideale in cui la turbolenza è congelata perfettamente.
Facciamo adesso il caso di un seeing decente. r0=10 cm. Oteniamo queste probabilità.
25 cm -> ~100%
30 cm ->~100%
36 cm -> 74.4%
Con un seeing di 1.2" praticamente tutti i frames raggiungono la qualità di una apertura di 30 cm e il 74.4% raggiunge la qualità di 36 (sempre nel senso lambda/6.26 rms). Fra questi ce ne saranno molti che raggiungo anche qualità superiori come lambda/14 rm (cioè diffraction limited secondo Rayleigh).
In questo caso non c'è storia perché il 36 cm può essere sfruttato al 100% delle sue possibilità.
Se il seeing migliorasse ulteriormente, il 36 potrebbe ancora migliorare, il 25 no, perchè è già al 100% delle sue possibilità.
Ipotetici seeing miracolosi possono avvantaggiare solo le grandi aperture.