HackMan ha scritto:
Aggiungo ancora che: a) è troppo generico, Yoshida non deve essere necessariamente rappresentativo di tutti gli esemplari prodotti,
Formulando così se ne fa di nuovo una questione di autorità (in questo caso si cerca di invalidare l'autorità di Yoshida, sulla base di congetture). La questione non è non deve essere chi sia più autorevole. Al massimo quali sono gli elementi di riscontro che vengono forniti.
HackMan ha scritto:
... sembra che qui i tester abbiano beccato qualche esemplare peggiore, e potrebbero non essere i peggiori ne è dato di sapere quale è la media "giusta": il mio parere è che una tale variabilità di "riuscita" di un tubo sia la spia di cosa viene venduto agli astrofili in generale...
La parola giusta è "sembra". Siccome non si sa bene che cosa fossero quei colori ai poli, la "conclusione" che si tratti di uno strumento eccezionalmente difettoso è una teoria (anzi una congettura) non è supportata da sufficienti elementi. Come nell'esempio dell'aneddoto del mio C8, avrei potuto concludere che era astigmatica un'ottica che invece era molto buona. L'unico modo per trasformare il "sembra" in qualche cosa di più concreto è spiegare l'origine dei difetti cromatici riferiti... sempre se vuole. E questo lo può fare chi ha il telescopio.
HackMan ha scritto:
b) l'esito in effetti in alcuni casi è capovolto e la variazione da pezzo a pezzo sembra non tenere conto tanto del blasone... ma che c'è di strano ?
Di strano c'è che bisognerebbe ammettere che in Giappone, patria della qualità totale, non hanno procedure di controllo di qualità. A me sembra improbabile.
Di illogico poi c'è anche che, se ammettiamo che la variazione pezzo a pezzo sia di regola superiore di quella da marca a marca, allora è del tutto inutile comperare telescopi in base alla marca e meglio sarebbe comperarne una manciata di economici a caso per scovare il pezzo che va meglio.