Marcopie ha scritto:
L127 ha scritto:
Una volta tentai un topic con le istruzioni per una serata divulgativa questo (scusate l'autocitazione

)
http://forum.astrofili.org/viewtopic.php?f=3&t=51569 ma forse non riuscii a spiegarne la finalità tanto che le pur interessanti risposte vertevano più sul cosa far vedere piuttosto che sulla "trama" di una serata.
Vado OT, ma tanto è una discussione nata da un OT...
A me riuscì, quasi improvvisando, di creare un "percorso" di questo tipo:
1) i nostri dintorni (pianeti)
2) fuori dal sistema solare (stelle, stelle doppie)
3) come nascono le stelle (Nebulose diffuse, ammassi)
4) come muoiono le stelle (Planetarie, SNR)
5) come sono organizzate le stelle (via Lattea=galassia)
6) fuori dalla galassia (ammassi globulari, galassie)
Nel tempo che passava prima che tutti riuscissero ad osservare parlavo, e parlavo, e parlavo...

Cito anche io il mio post sotto questo, mi pare adatto.
Cita:
Proverei cosi': c'e' la conoscenza del cielo, inteso come la volta celeste sopra di noi, e la conoscenza dello spazio, inteso come parte dell'Universo in cui ci troviamo.
A me di conoscere la volta celeste interessa un po' poco... invece mi piace moltissimo ogni considerazione che contestualizzi nell'Universo quel che vediamo. Faccio un esempio: ho letto che agli antipodi dell'ammasso della Vergine c'e' un altro ammasso quasi altrettanto colossale. Quel che mi piace di questa affermazione (penso sia vera, ma a prescindere) e' la visualizzazione che offre della Terra nell'Universo, non tanto della visualizzazione dei due oggetti nella volta celeste. La differenza e' sottile
Marco, il percorso che suggerisci e' di sicuro interesse. Per me la "localizzazione" puo' essere maggiore anche aumentata. Spazialmente, mi induce a situare questi oggetti celesti in una linea che rappresenta la distanza (oppure genericamente su sfere), questa scaletta. Alcuni astroimagers li apprezzo proprio perche' cercano di varcare questa monodimensionalita' e cercano di spaziare su due se non tre dimensioni, parlando degli oggetti delle foto e loro differenti distanze. Staranno fischiando le orecchie a Danilo

... che ringrazio anche qui.
Ecco, cosi' non mi immagino piu' una linea ma uno spicchio!
E penso che si possa fare anche di piu'. Vedi che fino a qui le foto sono delle entita' a se' stanti, si potrebbe invece fare un collage per studiare gli appartenenti ad un ammasso giovane e confrontarlo con i relativi componenti di un ammasso vecchio. Un conto e' sapere che una galassia sta a 50 Mly, un conto e' sapere che e' la galassia piu' lontana del nostro ammasso, paragonata ad una foto di una galassia di stesse dimensioni ma piu' vicina. La cosa curiosa e' che magari le ho viste, le foto della galassia piu' vicina e piu' lontana dell'ammasso locale ma non me ne sono reso conto.
Sai che bello se un coraggioso si mettesse pure a riscalare le foto, infischiandosene della risoluzione, per poter dare il senso delle distanze in gioco!?
Chi mi riscala la piu' vicina e la piu' lontana galassia del nostro gruppo in modo da normalizzare le dimensioni reali ma non il rimpicciolimento della prospettiva (per simulare che le galassie abbiano identiche dimensioni, qualora non fosse). Avrei una chiarissima evidenza delle dimensioni in gioco.
Questo, senza velleita' scientifiche di ricerca, penso sia del alla portata dei migliori di noi e darebbe una forte sensazione delle grandezze in gioco. Le foto di quintetti o galassie multiple ci sono, sarebbe bello poterne paragonare le dimensioni a distanza normalizzata.
Cosi' come guardo col binocolo una montagna davanti a me, non guardo solo gli spot ma mi interesso agli eventuali percorsi che puo' offrire agli animali, o dove rifluirebbe l'acqua nella stagione della pioggia (ecco che servono piu' osservazioni a spicchio per tentare di rilevare un percorso).
Sono ultrapantofolaio ed ancora troppo lento per mettere a frutto una uscita, balconista ad ovest, neofita di 2 anni nella fotografia astronomica ma gia' nella mia piccola esperienza mi sono trovato a farmi domande "tridimensionali". Sta finendo un periodo terribile (tra M13? e M57) in cui nelle prime ore della notte non avevo alcun oggetto interessante. Guardo Autostar e vedo che nella mia zona non passa nulla di nulla (per la mia capacita' di raccolta luce, ovvio). Ho visto che questa zona e' quella subito successiva (nel passare davanti al mio spicchio di cielo) alla Via Lattea.
Allora mi domando: e' forse normale che puntando fuori dai bracci si vedano pochi oggetti? Per le nebulari forse si'. Ne' ci sono grandi galassie nello sfondo. E' un caso? O fa parte della struttura del nostro ammasso (non so, magari sto puntando il polo galattico e scappa fuori che l'ammasso e' disposto lungo l'eclittica galattica, esattamente come se guardo al polo Nord non trovero' mai pianeti...)?
Mi scuso per le farneticazioni, spero che si sia capito il senso.
PS: BELLISSIMO argomento!!!!!!