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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: filtri planetari, servono?
MessaggioInviato: lunedì 4 ottobre 2010, 12:41 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 16:40
Messaggi: 5909
Località: Magenta (MI)
Io uso quelli colorati da 10/15€ trovati nel Kit (valigetta di oculari e varie) Celestron.

Il Rosso nr. 25 è quasi indispensabile per evidenziare i contrasti sulla superficie marziana.

Con la torretta binoculare nel Dobson da 14" osservo con discreta frequenza (poche volte l'anno) i pianeti mettendo un filtro verde/blu ad un oculare ed un filtro arancio/rosso all'altro oculare, questo da prima che cominciasse la "febbre da 3D" che ora impazza al cinema...
Come si vede in tal modo ? Non ve lo dico, e nemmeno vi faccio provare, perchè occorre davvero allenarsi e direste solo che è una schifezza... :D

Cieli sereni !

Alessandro Re

_________________
Sono socio del GAR http://www.astrofilirozzano.it
2 Dobson ARIETE: 14" +16"exmdl f/4,5
Celestron C8 , Newton 8" SW e Vixen 120S-NA su Vixen Sphinx SXW ; Tecnosky Apo 65, Celestron C80ED/OmniXLT100ED e C5 su CG5-GT/Vixen Porta
Torrette Baader Maxbright + Denkmeier DualArm PxS NPack + 2Antares 19mm 70°, Televue Nagler zoom 3-6mm, 7mm T1, 13mm T2 e T6, Pan 24mm.
Binocolo Steiner Rallye 20x80 e 28x110 su pantografo G. Fiorini normale e Maxi


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 Oggetto del messaggio: Re: filtri planetari, servono?
MessaggioInviato: lunedì 4 ottobre 2010, 19:36 
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Iscritto il: mercoledì 18 marzo 2009, 13:26
Messaggi: 2226
Tipo di Astrofilo: Visualista
C'è un aspetto fondamentale che non avete citato ed è quello della dispersione ottica.

Infatti ques'ultima dipende dall'indice di rifrazione che a sua volta dipende dalla frequenza dell'onda.

La turbolenza atmosferica, o seeing, genera delle micro fluttuazioni dell'indice di rifrazione dell'aria dovuto a continui e rapidi cambiamenti di pressione e temperatura.

Quindi succede che usando un filtro colorato che lascia passare solo un gruppo di frequenze queste essendo per definizione "frequenze vicine" verranno disperse "similmente" (passatemi il termine) e quindi l'effetto è quello di attenuazione della dispersione poichè lo spettro è semplicemente più stretto.

In poche parole un opportuno filtro colorato può aiutare ad migliorare il seeing, niente di magico, è solo e semplicemente una conseguenza ottica ! :wink:

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Dobson RP Astro Phoenix 16" equipaggiato con TS SWA 38mm 70°, ES 24mm 82°, ES 14mm 82°, Televue Ethos 8mm 100°, Astronomik 2" UHC, torretta Baader Maxbright con correttore di coma+tiraggio da 1.7x e coppia di Vixen NPL 30mm.

Binocolo Nikon EDG 8x42, Canon 10x30 IS


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 Oggetto del messaggio: Re: filtri planetari, servono?
MessaggioInviato: lunedì 4 ottobre 2010, 19:49 
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Iscritto il: martedì 25 marzo 2008, 13:53
Messaggi: 1147
Località: brianza
ivan86 ha scritto:
In poche parole un opportuno filtro colorato può aiutare ad migliorare il seeing, niente di magico, è solo e semplicemente una conseguenza ottica ! :wink:

il filtro rosso "migliora il seeing" non solo per la faccenda della dispersione atmosferica (al riguardo una volta vendevano degli appositi prismi per compensarla tipo l'AVA Planetary Atmospheric Dispersion Corrector,che su internet pare sia scomparso).
Il miglioramento è dato dal fatto che l'indice di rifrazione dell'aria è più basso per il rosso rispetto agli altri colori, quindi a parità della turbolenza delle masse d'aria in movimento il rosso viene rifratto meno e l'immagine è più stabile. Se potessimo vedere l'IR l'immagine sarebbe ancora più calma (ecco perchè si riprendono i pianeti anche con l'IR-pass).

A 650nm la risoluzione dello strumento è peggiore che non a 400 o 500, ma essendo limitati dal seeing e non dallo strumento il discorso fila.
ciao
dan


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 Oggetto del messaggio: Re: filtri planetari, servono?
MessaggioInviato: lunedì 4 ottobre 2010, 20:21 
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Iscritto il: mercoledì 18 marzo 2009, 13:26
Messaggi: 2226
Tipo di Astrofilo: Visualista
weega ha scritto:
Il miglioramento è dato dal fatto che l'indice di rifrazione dell'aria è più basso per il rosso rispetto agli altri colori, quindi a parità della turbolenza delle masse d'aria in movimento il rosso viene rifratto meno e l'immagine è più stabile.


appunto, il rosso è migliore perchè disperde meno..

indice di rifrazione, frequenza e dispersione sono correlati.

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 Oggetto del messaggio: Re: filtri planetari, servono?
MessaggioInviato: lunedì 4 ottobre 2010, 20:31 
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Iscritto il: mercoledì 18 marzo 2009, 13:26
Messaggi: 2226
Tipo di Astrofilo: Visualista
ps: nelle fibre ottiche monomodali per l'oltre-oceano la frequenza del rosso è la più usata nei cavi proprio per la minor dispersione :wink:

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 Oggetto del messaggio: Re: filtri planetari, servono?
MessaggioInviato: lunedì 4 ottobre 2010, 22:12 
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Iscritto il: martedì 29 gennaio 2008, 0:31
Messaggi: 154
Località: Ripatransone (AP)
Tipo di Astrofilo: Visualista
ricollegandomi al post in oggetto, allora chiedo: Il filtro FRINGE KILLER della Baader Planetarium allora potrebbe andar bene?

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osservo con riflettore Heyford Saturn 150/750
oculari plossl 40, 30, 25, 10, 9, 5, 4 mm e Barlow Teleskop Service APO 2,5x.
Rifrattore Celestron Nexstar 102 SLT
binocolo Zenith 12 x 50


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 Oggetto del messaggio: Re: filtri planetari, servono?
MessaggioInviato: martedì 5 ottobre 2010, 5:24 
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Iscritto il: martedì 25 marzo 2008, 13:53
Messaggi: 1147
Località: brianza
ivan86 ha scritto:
weega ha scritto:
Il miglioramento è dato dal fatto che l'indice di rifrazione dell'aria è più basso per il rosso rispetto agli altri colori, quindi a parità della turbolenza delle masse d'aria in movimento il rosso viene rifratto meno e l'immagine è più stabile.


appunto, il rosso è migliore perchè disperde meno..

indice di rifrazione, frequenza e dispersione sono correlati.

Aspe', non ha senso dire che un colore "disperde",
un colore viene rifratto (o deviato, come si preferisce), e per il rosso l'indice di rifrazione è più basso degli altri colori.
A disperdere è un mezzo ottico (si parla ad esempio di vetri a bassa dispersione) e soprattutto la dispersione è riferita alla differenza di indice di rifrazione (e quindi di angoli di deviazione) tra lunghezze d'onda differenti.

OT
Circa le fibre ottiche monomodali, non è un fatto di dispersione cromatica, ma di trasparenza del mezzo ottico. Oltretutto per il "lancio in fibra" del segnale si usano quasi sempre laser o led quasi monocromatici, quindi la dispersione cromatica non è un problema.
Le monomodali sono costruite in modo che nel core (parte centrale della fibra) rimanga solo una certa lunghezza d'onda, mentre le altre vengano propagate al cladding dove vengono assorbite. La lunghezza d'onda scelta perchè resti nel core è generalmente quella per cui quel mezzo è maggiormente trasparente, in modo da aver minor assorbimento possibile e dare la possibilità di stendere km di fibra senza interporvi amplificatori di segnale. Può essere il rosso (vetro) come può essere l'IR (fibre in polimero).
fine OT

tornando al topic, anch'io non ho mai apprezzato i filtri planetari, ma devo dire di non aver mai guardato i pianeti in maniera sistematica, cosa credo fondamentale per apprezzare minimi aumenti di contrasto. Comunque se dovessi comprarli non so se andrei su quelli colorati economici, dato che un filtro otticamente mal lavorato, anche se posto vicino al piano focale, può far danni. Forse a quel punto meglio i filtri in gelatina tipo kodak wratten
ciao
dan


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 Oggetto del messaggio: Re: filtri planetari, servono?
MessaggioInviato: martedì 5 ottobre 2010, 7:17 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 16:41
Messaggi: 23739
OT
ma siete proprio sicuri sicuri che nelle fibre monomodali si propaghi "il rosso"? ;)
fine OT

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qa'plà!

Per quelli che vogliono una prova che i fisici sono dopotutto umani, la prova sta nell'idiozia di tutte le diverse unità che usano per misurare l'energia [R. Feynman]


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 Oggetto del messaggio: Re: filtri planetari, servono?
MessaggioInviato: martedì 5 ottobre 2010, 7:53 
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Iscritto il: venerdì 21 dicembre 2007, 13:49
Messaggi: 4574
Località: Roma / Amelia (TR)
Tipo di Astrofilo: Visualista
giuamor ha scritto:
ricollegandomi al post in oggetto, allora chiedo: Il filtro FRINGE KILLER della Baader Planetarium allora potrebbe andar bene?


Il fringe killer è un filtro contro le aberrazioni dei rifrattori acromatici corti, ha un uso diverso (ad esempio sui newton credo serva a poco)

_________________
Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati.

Dobson GSO 10" con Telrad - Celestron CPC800 - Meade ETX-70
Panoptic 24mm - FF 19 mm - Hyperion zoom 8-24 mm - Genuine Ortho 5mm - Barlow Televue 2X - Astronomik OIII
Zwo ASI 120 MC


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 Oggetto del messaggio: Re: filtri planetari, servono?
MessaggioInviato: martedì 5 ottobre 2010, 8:13 
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Messaggi: 16953
Località: Senigallia (AN)
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Io ho due serie di filtri colorati Meade....non costano molto, e ogni serie ne comprende 4....

Mi ricordo un buon giove con un filtro azzurro...metteva ben in evidenza le bande....ma questo col 150!

In effetti devo dire che li uso molto poco, specie da quando ho telescopi di maggior diametro...non ne sento molto il bisogno...

_________________
Tanta voglia e passione di ammirare l'universo che ci circonda!

Kosmos - Tre vite, la passione per il cielo, è il mio primo romanzo nel quale ho unito la divulgazione dell'astronomia alla narrativa contemporanea. Lo potete trovare in tutte le librerie e nei negozi online! Grazie per il supporto.


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