Siamo agli sgoccioli per quanto riguarda le planetarie che ho ripreso a luglio.
Ora è il turno di Abell 78, una nebulosa planetaria che se vista senza approfondimento non desta particolare interesse, sembra una comune nebulosa come tante eppure ci troviamo di fronte ad una delle più rare ed importanti planetarie conosciute.
Senza alcuna premessa vi invito subito a dare un'occhiata all'immagine da me ottenuta, ed in particolare alla differenza che intercorre tra l'Halpha e l'OIII:
Abell 78Notato nulla di particolare?
L'immagine in Halpha è molto differente da quella in OIII, ovvero in Halpha la zona centrale è completamente mancante! Ci troviamo di fronte ad una situazione parecchio strana!
Andiamo per gradi!
La ripresa in Halpha evidenzia solo lo shell esterno, tipico della fase di vento stellare comune a tutte le planetarie, con un aspetto abbastanza uniforme e tranquillo. L'OIII è totalmente diverso: lo shell esterno, infatti, è quasi del tutto assente, al contrario è molto marcata la presenza di uno shell interno brillante ed irregolare.
La planetaira assomiglia morfologicamente alle tipiche nebulose giovani il cui nucleo centrale sta attraversando la fase finale di contrazione quando si genera la struttura interna conosciuta come hot-bubble e dove sia l'Halpha che l'OIII mostrano un'immagine identica. Ma qui non è così, qui non solo lo shell esterno manca nell'immagine in OIII (da ciò si deduce che il nucleo centrale non ha abbastanza energia da fotoionizzare gli atomi di ossigeno nello shell esterno) ma cosa molto strana, nello shell interno manca proprio il gas d'idrogeno! Perchè non possibile che in quella regione esiste l'energia sufficiente a ionizzare l'ossigeno e non l'idrogeno visto che ne ha bisogno molto ma molto meno!!
Ebbene, da queste valutazioni, gli studiosi sono giunti ad un ipotesi abbastanza condivisibile, ovvero che la nebulosa è una born-again, ovvero una nebulosa in via di formazione, dove il nucleo centrale durante lo spostamento sul ramo orizzontale (dopo che la stella ha abbandonato il ramo asintotico delle giganti e il vento stellare ha disperso gli strati esterni e formato la PN) sta subendo una contrazione ed un aumento di temperatura. Fin qui nulla strano...se ne conoscono a centinaia di planetarie in questa condizione ma Abell 78 è un caso ancora più particolare in quanto è presumibile che il nucleo abbia raggiunto una temperatura e una densità tale da innescare sullo strato esterno la reazione nucleare dell'elio, generando un flash energetico violento di relativa breve durata, chiamato flash dell'elio. Da non confondere con il flash dell'elio delle giganti rosse del ramo asintotico.
Le linee evolutive dei nuclei di planetarie si distinguono in due catagorie, quelle che nel corso della loro evoluzione bruciano in superficie solo idrogeno e poi si spengono (diventando nane bianche), e quelle che bruciano l'idrogeno in shell fin quando si manifestano le condizioni dell'accenzione dell'elio, il quale però ha breve durata e conduce la stella nella sequenza delle nane bianche.
Data la breve durata del flash dell'elio è molto difficile trovare planetarie che evidenziano questa caratteristica, pertanto Abell 78 è un esempio molto didattico!
Tale flash avvenuto forse qualche centinaio di anni fa, spiegherebbe anche il mistero dell'assenza di idrogeno nello shell interno, il quale potrebbe rappresentare una momentanea eiezione di materiale superficiale dal nucleo (ormai povero di elementi leggeri).
Un altro esempio raro di planetaria in queste condizioni???
Abell 30! Magari meno appariscente ma senza dubbio da andare a spulciare la prossima primavera!! Che ne dite???
(stavolta sono stato saggio a mettere il link dell'immagine in cima al post almeno non siete costretti a subire tutta la vicenda planetaresca

)