Altra planetaria...altro giro.
Questa ripresa pur scarsa che sia, è il risultato di un autentico miracolo a causa di una serie di problemi della montatura che non sto a spiegare, relativi al moto in declinazione, ragion per cui partirà presto per una cura dal dottore.
La ripresa è stata ottenuta senza le correzioni in DEC e fortunatamente avevo ben bilanciato ed operato un buon stazionamento, per cui la deriva è stata limitata in tutto l'arco della ripresa. Ciò non toglie che non sia stata difficoltosa, perchè oltre al danno anche la beffa di improvvise raffiche di vento, sufficienti a far perdere la stella guida molte volte per cui ho dovuto sorvegliare con attenzione tutte le pose per tutta la notte (!!!).
L'oggetto è
Abell 54 nella costellazione della Vulpecula, e si tratta di una planetaria molto elusiva con una media di magnitudine di 17. L'immagine risultante è l'unione di pose in Halpha e OIII di 180s. A causa della debolezza dell'oggetto era sicuramente necessario alzare il tempo di posa di almeno il triplo, putroppo nelle condizioni in cui mi sono trovato è stato già un intervento divino diretto quello che si vede.
La nebulosa manifesta una differenza morfologica nelle due lunghezza d'onda: in Halpha appare con bordi più definiti e più larga, mentre in OIII le dimensioni sono più contenute e i margini molto più sfumati. Eseguendo una tricromia si nota molto bene tale differenza. Questo è il chiaro segno che la planetaria presenta una stratificazione della ionizzazione a causa del fatto che la stella centrale ha superato da poco la fase di combustione dell'idrogeno in shell, per cui ha avviato una rapida contrazione che ne ha abbassato il potere ionizzante. Le zone interne presentano una fase di alta energia, mentre le zone esterne mostrano già fenomeni di fluorescenza dovuti alla ricombinazione elettronica.
Dopo tutto questo chiaccherare, ecco il link dell'immagine:
Abell 54