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Autore Messaggio
MessaggioInviato: mercoledì 12 maggio 2010, 20:54 
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Messaggi: 6502
Località: Roma
Vedo solo ora l'interessante topic, che mi era sfuggito:

Cita:
Avendo un ccd monocromatico e volendo fare foto a colori.
Ho visto che ci sono varie tecniche di composizione colore, dalla composizione classica con filtri LRGB all'utilizzo di filtri a banda stretta tipo OIII + Halfa + SII.
dovendo scegliere quali vanta/svataggi ha una tecnica rispetto all'altra escludiamo per un attimo il costo?


L'utilizzo dei filtri a banda stretta tende normalmente ad evidenziare il segnale per gli oggetti che emettono nella riga corrispondente alla banda centrale del filtro, ovvero in più di queste righe.


Cita:
Con l'utilizzo di filtri a banda stretta
Cosa succede ai tempi d'espozine per avere il medesimo S/R?
E' una tecnica di composizione che puo' andare bene per ogni oggetto deep compreso ammassi e galassie?
Può essere una buona soluzione in cieli mediamente inquinati dall'illuminazione per diminuire il gradiente?

L'utilizzo di filtri interferenziali va "mirato" all'oggetto da riprendere, non è quindi una replica dell'RGB: non ha, infatti, alcun senso riprendere in SII un oggetto che non ha alcuna emissione in tale riga, od un'emissione debole.
Come ti hanno detto, i filtri Ha, OIII e SII possono essere usati con le nebulose ad emissione e planetarie, ma non tutte allo stesso modo, per il semplice fatto che non tutte hanno lo stesso spettro di emissione: a voler essere pignoli, l'ideale sarebbe di procurarsi (come faccio spesso io) uno spettro dell'oggetto da riprendere, e regolarsi in conseguenza.
E' bene inoltre tener presente che alcuni filtri, come l'SII,o gli Ha da 6-4- 3 nm, sono indicati solo per aperture cospicue, con aperture piccole daranno senza dubbio un rapporto S/R non ottimale.
Per le galassie, i filtri a banda stretta sono a mio avviso inutili, eccetto che per le galassie con nucleo attivo (AGN) e quelle che presentano forti componenti di formazione stellare e zone H2, per le quali i filtri OIII, Ha, SII vanno bene.


Cita:
Inoltre, con l'utilizzo dei filltri a banda stretta è neccessario utilizzare filtri IR-cut dato che alcuni di questi filtri lasciano passare nell'infrarosso, che fastidio può dare nelle riprese deep sky l'informazione presa nell'infrarosso?


Dipende dall'uso che si vuole fare dell'immagine: la componente IR ha una certa importanza, eccetto che per fini estetici, per i quali è dannosa, ed è indicato un Ir cut nel caso i filtri non l'abbiano già


Cita:
in buona sostanza l'ideale sarebbe:
ok banda stretta per le nebulose ad emissione e neubulose planeterie.
ok LRGB per galassie e ammassi

però il fatto che non si possano riprendere oggetti come galassie e ammassi perche hanno poca emissione in queste bande mi farebbe escludere almeno per il momento la banda stretta.
inoltre l'efficienza quantica del mio sensore nel rosso scende pesantemente ~52% a 700nm quindi le riprese delle nebulose sarebbe difficoltosa, sbaglio?



Grossomodo è così, con i distinguo che ho detto: quanto all'efficienza quantica del tuo sensore, devi misurarla nell zona dell'Ha, a 656 nm, dove è circa del 70%.

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Fulvio Mete
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MessaggioInviato: giovedì 13 maggio 2010, 14:43 
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fulvio mete ha scritto:
Cita:
Con l'utilizzo di filtri a banda stretta
Cosa succede ai tempi d'espozine per avere il medesimo S/R?

E' bene inoltre tener presente che alcuni filtri, come l'SII,o gli Ha da 6-4- 3 nm, sono indicati solo per aperture cospicue, con aperture piccole daranno senza dubbio un rapporto S/R non ottimale.
Per le galassie, i filtri a banda stretta sono a mio avviso inutili, eccetto che per le galassie con nucleo attivo (AGN) e quelle che presentano forti componenti di formazione stellare e zone H2, per le quali i filtri OIII, Ha, SII vanno bene.
[quote]

Ciao Fulvio. Non concordo con questa tua affermazione: se la banda del filtro e' centrata e la trasmissione del filtro e' la stessa, il segnale passa tutto "indipendentemente" dalla larghezza di banda del filtro, quindi se un filtro da 10 nm lascia passare l'Ha al 90% ed un filtro da 3nm lascia passare l'Ha al 90%, non vedo perche' il solo segnale dell'Ha dovrebbe essere ridotto, a meno che non diciamo che il segnale Ha non e' una singola frequenza ma occupa una banda di frequenze di una certa largezza. All'opposto un filtro con banda piu' stretta riduce notevolmente il rumore, visto che passa meno segnale "non voluto" nella finestra.
Quindi a rigore, un filtro a banda stretta produce immagini con maggiore S/R, non minore, soprattutto sotto cieli inquinati. Il vero problema e' che filtri a banda stretta sono meno facili da realizzare con elevata trasmissione, e' facile che siano leggermente centrati in banda (ovvero il segnale potrebbe non cascare nel picco massimo di trasmissione del filtro) e soffrono di maggiori problemi di shift di banda in presenza di tilting, ovvero nel caso di ripresa con rapporti di apertura spinti e' facile che il segnale caschi fuori dalla finestra di trasmissione.

In quanto al commento sulle galassie, aggungerei che i filtri a banda stretta si possono usare solo su galassie relativamente vicine, galassie con elevato redshif infatti hanno intrisecamente le righe di emissione (Ha ecc) spostate in frequenza ;)

Cieli sereni
Marco

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MessaggioInviato: giovedì 13 maggio 2010, 14:53 
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Ciao Jhonny.

RGB e banda stretta sono due riprese completamente diverse e non confrontabili, a meno che ti interessa discutere su vantaggi e svantaggi tra una moto da cross ed una da pista.. semplicemente si usano per motivi diversi

Non puoi confrontare i rapporti S/R in quanto in un caso passa tutto il segnale, nell'altro passa solo il segnale di una precisa componente, se questa componente manca (ad esempio un oggetto senza emissione di Ha) il segnale in quel caso e' zero..

D'altro canto se hai cieli inquinati e vuoi riprendere oggetti ad emissione allora i filtri a banda stretta sono la sola soluzione perseguibile. Quindi ok per nebulose (diffuse o planetarie), no per galassie ed ammassi.

Non serve usare IRcut se i filtri sono ben progettati, in quanto hanno gia' un trattamento per togliere sia l'infrarosso che l'ultravioletto, anche se ci sono casi dove questo filtraggio non e' ben realizzato.
Il problema che hai con l'infrarosso (e l'ultravioletto) e' che se il tuo strumento non e' ben corretto per queste frequenze (probabile nel caso di strumenti a rifrazione) il segnale che riesce a passare risulta sfuocato e quindi l'immagine finale che ottieni e' "impastata"..

Cieli Sereni
Marco Lorenzi

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MessaggioInviato: giovedì 13 maggio 2010, 14:55 
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Marco penso che Fulvio intendesse il diametro del telescopio e non la larghezza della banda passante..correggetemi se ho inteso male..

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Luciano Nicola Scaramuzzi

C'è chi ama osservare gli oggetti celesti e chi invece gli anelli di diffrazione, ma tutte le passioni sono legittime..[cit Marcopie]

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MessaggioInviato: giovedì 13 maggio 2010, 15:26 
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Nepa ha scritto:
Marco penso che Fulvio intendesse il diametro del telescopio e non la larghezza della banda passante..correggetemi se ho inteso male..


Ciao Luciano, ho capito cosa intendeva Fulvio, il succo del discorso e' che il rapporto S/R di una nebulosa che emettesse *solo* in Ha a pari diametro e' migliore in una ripresa effettuata tramite un filtro con 3nm di banda che con 10 nm di banda, ed ancor di piu' di una luminanza. Ovvero, il segnale che raggiunge il sensore e' lo stesso se tutti i parametri sono uguali (trasmissione del filtro, diametro di ripresa ecc) mentre e' piu' basso il rumore.

Cieli sereni
Marco

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MessaggioInviato: giovedì 13 maggio 2010, 15:30 
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Cita:
Ciao Fulvio. Non concordo con questa tua affermazione: se la banda del filtro e' centrata e la trasmissione del filtro e' la stessa, il segnale passa tutto "indipendentemente" dalla larghezza di banda del filtro, quindi se un filtro da 10 nm lascia passare l'Ha al 90% ed un filtro da 3nm lascia passare l'Ha al 90%, non vedo perche' il solo segnale dell'Ha dovrebbe essere ridotto, a meno che non diciamo che il segnale Ha non e' una singola frequenza ma occupa una banda di frequenze di una certa largezza. All'opposto un filtro con banda piu' stretta riduce notevolmente il rumore, visto che passa meno segnale "non voluto" nella finestra.


Ciao, Marco:
In base a questo principio, , tenuto conto che la larghezza della riga Ha è di circa 1-1,5 A, fare una ripresa, con lo stesso telescopio, con un filtro di tale ampiezza o con uno da 100 A (10 nm) sarebbe la stessa cosa, in quanto in entrambi i casi il segnale Ha passa tutto, al 100%: invece (purtroppo) non è così.La questione è che nei filtri interferenziali a banda stretta (ma non troppo), insieme al segnale dell'Idrogeno alfa, beta, OIII e quant'altro della riga centrale, passa anche altro segnale,del continuo e/o di altri elementi, che comunque fanno parte dell'oggetto ripreso, che contribuisce alla formazione dell'immagine complessiva ed alla luminosità della stessa, per questo i produttori, in presenza di alcuni filtri a banda molto stretta, consigliano in genere diametri non piccoli.E' da considerare, inoltre, che non esiste un oggetto che emetta in un solo elemento (Ha, Hb, NII, SII etc) e spesso le righe sono molto vicine tra loro, quindi a, ad esempio, nella banda spettrale di una planetaria o di una galassia di Seyfert centrata sull'Ha e di 60 A di ampiezza ci sono molti altri elementi(NII, SII,etc) che , ripeto, contribuiscono alla formazione dell'immagine ed al segnale ricevuto.

Cita:
Quindi a rigore, un filtro a banda stretta produce immagini con maggiore S/R, non minore, soprattutto sotto cieli inquinati. Il vero problema e' che filtri a banda stretta sono meno facili da realizzare con elevata trasmissione, e' facile che siano leggermente centrati in banda (ovvero il segnale potrebbe non cascare nel picco massimo di trasmissione del filtro) e soffrono di maggiori problemi di shift di banda in presenza di tilting, ovvero nel caso di ripresa con rapporti di apertura spinti e' facile che il segnale caschi fuori dalla finestra di trasmissione.


Maggior segnale dell' Ha o riga centrale che sia, come dicevo , ma non segnale complessivo , come dicevo dianzi, e non ti parlo per sentito dire, dato che, tra gli altri, posseggo un filtro Ha da 1,5 A ed uno da 60 A : direi che tra i due non c'è partita quanto a luminosità complessiva.
La questione poi che tali filtri vengono impropriamente usati con focali corte e ciò comporta uno shift di banda è un altro aspetto del problema, che tuttavia non ha a che fare con l'apertura dello strumento usato, ma bensì col rapporto F/D e col cono ottico in arrivo sul filtro, normalmente progettato (salvo alcuni casi) per ricevere un fascio ottico collimato.

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MessaggioInviato: venerdì 14 maggio 2010, 2:15 
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fulvio mete ha scritto:
In base a questo principio, , tenuto conto che la larghezza della riga Ha è di circa 1-1,5 A, fare una ripresa, con lo stesso telescopio, con un filtro di tale ampiezza o con uno da 100 A (10 nm) sarebbe la stessa cosa, in quanto in entrambi i casi il segnale Ha passa tutto, al 100%


Ragionando per estremi e' vero. Ovviamente come ho specificato stiamo parlando di rapporto S/R relativo alla riga Ha. Grazie per l'informazione sulla larghezza dell'Ha, che non sapevo

Cita:
E' da considerare, inoltre, che non esiste un oggetto che emetta in un solo elemento (Ha, Hb, NII, SII etc) e spesso le righe sono molto vicine tra loro, quindi a, ad esempio, nella banda spettrale di una planetaria o di una galassia di Seyfert centrata sull'Ha e di 60 A di ampiezza ci sono molti altri elementi(NII, SII,etc) che , ripeto, contribuiscono alla formazione dell'immagine ed al segnale ricevuto.


Certamente, ma questo e' un altro discorso, di fatto e' il principio di funzionamento dei filtri multibanda (UHC, deep sky ecc). Se si parla di segnale totale e' evidente che un filtro a pettine che lasciasse passare tutte le righe di emissione e nient'altro ha alla fine un segnale maggiore di un filtro che lascia passare il solo segnale di una sola riga. Ma se lo scopo e' di avere riprese del genere allora in buona parte decade l'uso di filtri a banda stretta e la scelta dovrebbe andare su filtri multibanda (per riprese evidentemente solo monocromatiche, visto che non potresti piu' creare RGB a falsi colori).

Personalmente ho usato intensivamente filtri a banda stretta da 12nm, 8.5nm, 6nm e 5nm (gli ultimi son quelli che uso ancora). Con tutti questi filtri ho fatto riprese con aperture da pochi cm (teleobiettivi) a 200mm. Senza dubbio consiglio gli ultimi filtri per tutte le aperture (anzi, al momento riprendo solo con un teleobiettivo di 75mm di apertura con ottimi risultati) che mi danno i migliori S/R per gli oggetti che mi interessano (nebulose). Ovviamente quelli con banda passante piu' stretta producono una forte riduzione dell'intensita' stellare (che e' a mio avviso una ulteriore cosa positiva nella ripresa di nebulose), ma la nebulosa ad emissione ha la stessa intensita' che nelle riprese con filtri a banda larga.

Cita:
La questione poi che tali filtri vengono impropriamente usati con focali corte e ciò comporta uno shift di banda è un altro aspetto del problema, che tuttavia non ha a che fare con l'apertura dello strumento usato, ma bensì col rapporto F/D e col cono ottico in arrivo sul filtro, normalmente progettato (salvo alcuni casi) per ricevere un fascio ottico collimato.

Concordo, e' esattamente quello che intendevo io.

Cieli sereni
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MessaggioInviato: venerdì 14 maggio 2010, 9:09 
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Cita:
Personalmente ho usato intensivamente filtri a banda stretta da 12nm, 8.5nm, 6nm e 5nm (gli ultimi son quelli che uso ancora). Con tutti questi filtri ho fatto riprese con aperture da pochi cm (teleobiettivi) a 200mm. Senza dubbio consiglio gli ultimi filtri per tutte le aperture (anzi, al momento riprendo solo con un teleobiettivo di 75mm di apertura con ottimi risultati) che mi danno i migliori S/R per gli oggetti che mi interessano (nebulose). Ovviamente quelli con banda passante piu' stretta producono una forte riduzione dell'intensita' stellare (che e' a mio avviso una cosa positiva nelal ripreswa di nebulose), ma la nebulosa ad emissione ha la stessa intensita' che nelle riprese con filtri a banda larga.


Sono a conoscenza delle tue preferenze e prendo atto delle tue notevoli abilità in questo campo, Marco, solo che secondo me, su quasi tutte le planetarie e molte nebulose estese ad emissione, rende meglio un buon UHC che non un Ha da 6 o 3 nm.Ciò in quanto, a parte il fatto che ci si perde la maggior parte delle stelle, specie con aperture ridotte, buona parte di tali oggetti non emette mai solo in Ha, come dicevo pocanzi, ma anche in altre righe, comprese quelle dell'idrogeno della serie di Balmer precedenti all'Ha.Allego lo spettro di una celebre nebulosa, Eta Carinae, che reca una evidente dimostrazione di tale assunto.Il segnale intorno a 656 nm (Ha+NII) è una parte cospicua, ma non la sola dell'emissione complessiva della nebulosa, che presenta righe di notevole intensità in OIII e Hb.
La stessa nebulosa di Orione, che ha una notevolissima emissione in Ha, ha , a 6584 A una intensa riga di emissione dell'NII, come si osserva dallo spettro di C. Buil, che allego.Un ipotetico filtro da 3 nm centrato sull'Ha taglierebbe via questa riga, componente importante dell'emissione totale, come taglierebbe anche, ad es., l'emissione della testa di cavallo che emette essenzialmente in H beta.
Tutto ciò a parte la considerazione dell'esigenza del diametro per i filtri a banda molto stretta, per catturare anche la (sola) Ha o quello che sia su stelle appartenenti a classi stellari nelle quali l'idrogeno alfa non è un elemento notevole.Questo è comunque un punto di discussione e di valutazione delle preferenze individuali, se interessa catturare la sola emissione Ha , ben vengano i filtri a banda strettissima centrati su tale riga, solo che l'immagine risultante spesso non riflette l'emissione di tutte le componenti della nebulosa.


Allegati:
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