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Avendo venduto il mio LB mi sono finalmente procurato un 100ed, per la precisione si tratta dell'Orion 100ed ex di Vicchio, che ho recuperato da Deepsky...
Siccome redeifiordi (alias Marco) passerà ad ottobre per ritirare il tele, ho approfittato dell'occasione per un confronto fra i due strumenti, su stelle doppie e pianeti. Marco, non essere geloso!!! Prometto che il "tuo" LB non te lo tocco più, ma questa prova dovevo farla, ero troppo curioso.
Verso le otto ho quindi messo fuori il dobson in giardino, per dargli tutto il tempo di acclimatarsi con calma e non avere scrupoli di coscienza a riguardo, per poi iniziare verso le 10-10,30 le mie osservazioni, dopo uno star test.
Voglio subito dire che, ciò che scrivo, sono solo le personalissime considerazioni di un modesto astrofilo, uno che senza troppe pretese si diverte da anni ad osservare il cielo; prendetele quindi per quello che sono. I test, quelli seri e rigorosi, li lascio fare ai "bravi"....
Il seeing della serata era così così...Diciamo senza infamia e senza lode, ma non chiedetemi precise valutazioni. Come oculare ho usato il Baader Hyperion zoom + barlow Meade apo 2x mod.140, ottenendo quindi, sul rifrattore, un range di 75-225x, che direi ottimale per questo strumento. Il diagonale è il WO dielettrico da 31,8.
Ho verificato che è anche possibile avvitare direttamente il gruppo di lenti della barlow, all'ingresso del diagonale ed andare a fuoco senza prolunghe, dato che l'escursione del focheggiatore è molto lunga. In questo modo si ottiene un fattore d'ingrandimento che stimo in circa 2,5x.
Per prima cosa ho voluto constatare la resa del rifrattore sulle stelle doppie strette e (indovitate un po'?) ho subito puntato sulla "doppia doppia" della Lyra. Avevo già avuto modo di testare le potenzialità di un buon rifrattore sulle doppie, risolvendo lo stesso oggetto col mio piccolo 66ed; mi aspettavo quindi una buona prestazione.
Il risultato è andato al di là delle aspettative, già a 75x le quattro componenti sono facilmente risolte; salendo progressivamente verso il massimo degli ingrandimenti, la separazione diventa un'autostrada, come mai avevo visto prima, con un'immagine che resta sempre "pulita" e gradevole e non ti da mai la sensazione di stare forzando troppo. Vista così, la "doppia doppia" diventa davvero un piccolo gioiellino da osservare.
Potrei anche fare a meno di confrontare l'immagine col dobson, perché l'avrò osservata innumerevoli volte e la ricordo bene, comunque, per scrupolo effettuo l'osservazione. Le quattro componenti sono ovviamente risolte (ci mancherebbe), però l'immagine è più incerta e sporca, anche a causa del seeing non eccezionale e le stelline sparano, soprattutto se si cerca di salire con gli ingrandimenti. Insomma "l'effetto gioiellino" è molto attenuato.
Nulla di nuovo direte.... E' vero; in questo campo i rifrattori hanno decisamente una marcia in più ed il newton le busca di santa ragione, non c'è nulla da fare.
Finalmente Giove si è un po' alzato e posso puntarlo. Qui il confronto fra i due strumenti si fa più serrato. In entrambi i casi, l'immagine è gradevole, con l'ampia fascia equatoriale in evidenza. Il disco è ovviamente più luminoso nel LB, più fermo, inciso e contrastato nell'Orion, dove si intravede un po' di oscurità ai poli e qualche fascia in più. Probabilmente, basterebbe diaframmare il dobson per ottenete lo stesso risultato.
Ad un certo punto, la bella sorpresa del passaggio di IO, che si materializza davanti al pianeta, come una pallina da ping pong, per poi "uscire" di fianco, è colta meravigliosamente da entrambi gli strumenti. La piccola pallina è un pochino più pulita nel rifrattore, ma si tratta di dettagli. Sinceramente, mi è difficile dire dove sia più bello osservare; certo, se il seeing fosse ottimale, ed il pianeta in questione fosse Saturno (e gli anelli ben in evidenza), con lo specchio da 10" potrei sicuramente "spingere" di più che con una lente da 4", ma in fondo, non è quello che cerco e non so neppure se coglierei davvero dei dettagli in più.
La ragione per cui ho cambiato strumento, è solo quella di poter disporre di un tele, leggero da spostare, dalla resa immediata e sincera, per osservazioni di doppie e pianeti. Un tele che mi dia le soddisfazioni che cerco su questi oggetti, che non sono certo quelle di uno studioso, ma solo quelle di un semplice astrofilo. Mi pare di aver centrato l'obiettivo. Per il resto delle mie osservazioni, esse sono ormai prettamente "rich field" e per quello, il mio binocolo angolato è imbattibile.
_________________ Stefano Binocoli: Nexus 100; Vortex Vulture 10x50; Pentax Papilio 6,5x21 Telescopi: Dobson GSO 300 deluxe; WO Zenithstar 66SD
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