Forghieri Maurizio ha scritto:
Il contrasto, come sapete tutti, dipende dall’ostruzione del telescopio, ma vi è anche il grado di lucidatura delle superfici ottiche che fa la sua parte.
Se la lucidatura non è delle migliori (vedi superlucidatura), uno strumento piccolo, può battere uno strumento più grande sul contrasto.
Essendo ignorante, ipotizzo semplicemente; considerato quello che ha appena detto Maurizio, come "misura" (rigorosamente virgolettato) del potenziale di contrasto di uno strumento, non si potrebbe utilizzare il valore di
strehl ratio insieme alla dimensione angolare del disco di Airy?
Mi spiego meglio, o almeno ci provo. La definizione (all'incirca) dello strehl ratio dovrebbe essere
<<la percentuale dell'energia luminosa che viene effettivamente concentrata dal sistema ottico considerato nella figura di diffrazione>>, questa dovrebbe tener conto della precisione di lavorazione, del grado di lucidità, della trasmissività luminosa e forse di qualcos'altro che non conosco, ora se quest'energia luminosa venisse misurata, in maniera da avere un valore in lux, lumen, candele, magnitudine (o quello che ritenete piu adatto) e questo dato lo si dividesse per la superficie del disco di Airy del sistema ottico in esame, avremo un TOT lux (o quel che è) diviso arcsec quadrato
[lux/arcsec²], questo non sarebbe un valore univoco per giudicare le prestazioni sul contrasto?