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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Perché il meglio è meglio.
MessaggioInviato: mercoledì 8 luglio 2009, 10:33 
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 19:35
Messaggi: 530
Località: Carpi (MO)
Il contrasto, come sapete tutti, dipende dall’ostruzione del telescopio, ma vi è anche il grado di lucidatura delle superfici ottiche che fa la sua parte.
Se la lucidatura non è delle migliori (vedi superlucidatura), uno strumento piccolo, può battere uno strumento più grande sul contrasto.

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 Oggetto del messaggio: Re: Perché il meglio è meglio.
MessaggioInviato: mercoledì 8 luglio 2009, 11:02 
Soffermiamoci un pochino di più sul concetto di contrasto.
Secondo me non è così "scontato"...


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 Oggetto del messaggio: Re: Perché il meglio è meglio.
MessaggioInviato: mercoledì 8 luglio 2009, 11:13 
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Iscritto il: giovedì 7 dicembre 2006, 23:07
Messaggi: 8592
Località: Leiden, The Netherlands
fede67 ha scritto:
Soffermiamoci un pochino di più sul concetto di contrasto.
Secondo me non è così "scontato"...


Lo volevo scrivere. Se fosse semplicemente l'analogo della risoluzione, che dipende solo dalla larghezza di banda della risposta in frequenza, la forma dell'MTF (conseguentemente della figura di diffrazione) a cosa servirebbe?

Io direi invece che la velocità con cui decade la curva (e quindi l'ampiezza degli anelli secondari) definisce il contrasto in quanto, a parità di diametro, all'aumentare dell'ostruzione si genera un "tappeto" di luminosità dettato appunto dagli anelli secondari che, appunto, diminuisce il contrasto. Altrimenti tutta quella collezione di figure sul libro di Suiter a che serve? :P
O no?

PS: Ho trovato questo bell'articolo. Vale la pena anche solo leggere le figure :P

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 Oggetto del messaggio: Re: Perché il meglio è meglio.
MessaggioInviato: mercoledì 8 luglio 2009, 11:17 
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Iscritto il: sabato 11 febbraio 2006, 12:43
Messaggi: 16227
Località: Milano
Tipo di Astrofilo: Visualista
Forghieri Maurizio ha scritto:
Il contrasto, come sapete tutti, dipende dall’ostruzione del telescopio, ma vi è anche il grado di lucidatura delle superfici ottiche che fa la sua parte.
Se la lucidatura non è delle migliori (vedi superlucidatura), uno strumento piccolo, può battere uno strumento più grande sul contrasto.

Essendo ignorante, ipotizzo semplicemente; considerato quello che ha appena detto Maurizio, come "misura" (rigorosamente virgolettato) del potenziale di contrasto di uno strumento, non si potrebbe utilizzare il valore di strehl ratio insieme alla dimensione angolare del disco di Airy?
Mi spiego meglio, o almeno ci provo. La definizione (all'incirca) dello strehl ratio dovrebbe essere <<la percentuale dell'energia luminosa che viene effettivamente concentrata dal sistema ottico considerato nella figura di diffrazione>>, questa dovrebbe tener conto della precisione di lavorazione, del grado di lucidità, della trasmissività luminosa e forse di qualcos'altro che non conosco, ora se quest'energia luminosa venisse misurata, in maniera da avere un valore in lux, lumen, candele, magnitudine (o quello che ritenete piu adatto) e questo dato lo si dividesse per la superficie del disco di Airy del sistema ottico in esame, avremo un TOT lux (o quel che è) diviso arcsec quadrato [lux/arcsec²], questo non sarebbe un valore univoco per giudicare le prestazioni sul contrasto?

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 Oggetto del messaggio: Re: Perché il meglio è meglio.
MessaggioInviato: mercoledì 8 luglio 2009, 12:29 
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Iscritto il: venerdì 2 novembre 2007, 18:42
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"Il contrasto in un'immagine è il rapporto o differenza tra il valore più alto (punto più luminoso) e il valore più basso (punto più scuro) nell'immagine."
Questa definizione, che non dà adito a interpretazioni soggettive, è quella universalmente accettata in tutta la letteratura fotografica.
Ho la sensazione che quì si stia intendendo, da alcuni, per contrasto il microcontrasto, di cui non conosco una definizione formale. Dovrebbe essere qualitativamente parlando la facilità con cui si riescono a distinguere nell'immagine i confini di figure, che si distinguono dalle zone adiacenti per differenza di luminosità o di colore.
Mentre il contrasto con il potere risolutivo non c'entra per niente, il microcontrasto è influenzato anche ma non solo dal potere risolutivo stesso.
Ciao Pino

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Osservo con: vedi profilo.
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 Oggetto del messaggio: Re: Perché il meglio è meglio.
MessaggioInviato: mercoledì 8 luglio 2009, 12:39 
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Iscritto il: giovedì 7 dicembre 2006, 23:07
Messaggi: 8592
Località: Leiden, The Netherlands
Zubenelgenubi ha scritto:
"Il contrasto in un'immagine è il rapporto o differenza tra il valore più alto (punto più luminoso) e il valore più basso (punto più scuro) nell'immagine."


Ecco, parafrasando (mica poco) intendevo questo :)

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 Oggetto del messaggio: Re: Perché il meglio è meglio.
MessaggioInviato: mercoledì 8 luglio 2009, 12:42 
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Iscritto il: giovedì 10 agosto 2006, 10:11
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"Il contrasto in un'immagine è il rapporto o differenza tra il valore più alto (punto più luminoso) e il valore più basso (punto più scuro) nell'immagine."

Premetto che ne so quanto un bambino di due anni, ma il punto meno luminoso di un'immagine non varia a seconda dell'apertura del telescopio?

Ad esempio se osservo M101 con un 80ino io avrò, do' dei valori a caso, il centro della galassia di un valore X, il fondo cielo (zona meno luminosa) di un valore Y.

Con un telescopio di 20cm di apertura X e Y saranno tutti e due più luminosi, giusto? Ma quanto e come variano? Allo stesso modo e in uguale intensità?

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Stelle già dal tramonto ci confondono il cielo a frotte, nubi meticolose nell'insegnarti la notte
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 Oggetto del messaggio: Re: Perché il meglio è meglio.
MessaggioInviato: mercoledì 8 luglio 2009, 12:54 
No, un punto ha una luminosità che non varia a seconda dell'apertura.
Se tu prendi un punto di M101, o un punto della Luna, quei punti hanno sempre la stessa luminosità, indipendentemente dall'apertura.
Quello che varia col variare dell'apertura non è la luminosità dei singoli punti.
E' un discorso già fatto, ma non sarebbe male riprendere anche questo...
però si rischia di mettere "troppa carne al fuoco"...


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 Oggetto del messaggio: Re: Perché il meglio è meglio.
MessaggioInviato: mercoledì 8 luglio 2009, 13:14 
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fede67 ha scritto:
No, un punto ha una luminosità che non varia a seconda dell'apertura.
Se tu prendi un punto di M101, o un punto della Luna, quei punti hanno sempre la stessa luminosità, indipendentemente dall'apertura.
Quello che varia col variare dell'apertura non è la luminosità dei singoli punti.
E' un discorso già fatto, ma non sarebbe male riprendere anche questo...
però si rischia di mettere "troppa carne al fuoco"...

No, Fede.
Se ragioni in questo modo non sono d'accordo
Se prendi un tele da 40 cm di diametro vedi stelle che con un 8 cm non vedi. Non mi puoi dire che il punto (stella) sia lo stesso "indipendentemente" dall'apertura.
Se poi vogliamo fare anche con un sensore il discorso è il medesimo. Il singolo pixel viene colpito da una quantità di fotoni molto maggiore in rapporto alla maggiore apertura (per unità di tempo)

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 Oggetto del messaggio: Re: Perché il meglio è meglio.
MessaggioInviato: mercoledì 8 luglio 2009, 13:20 
Mi sono espreso male...
parlando del singolo punto non intendevo un oggetto.
Anche se assumiamo una stella come sorgente puntiforme, essa non è un solo punto.
Altrove feci un esempio, sull'abbagliamento...
se guardiamo dei fari di una macchina da mezzo metro, essi ci abbagliano.
Se li guardiamo da 30 metri, essi non ci abbagliano.
Ma la sorgente. il faro, ha la stessa "potenza"...
allora cosa cambia, fra vedere due fari da mezzo metro e da 30 metri?
Allo steso modo potremmo chiederci cosa cambia vedendo la Luna con un telescopio da 66mm o con uno da 20"...
spero di essermi espresso meglio.

Il Pixel è u'altra faccenda, poichè un pixel è l'elemento minimo eccitabile, ma può avere superficie diversa.


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