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Autore Messaggio
MessaggioInviato: sabato 4 luglio 2009, 14:08 
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Iscritto il: martedì 28 novembre 2006, 9:31
Messaggi: 4108
Tipo di Astrofilo: Visualista
Grazie Marco.
Alcuni di voi mi hanno scritto anche in mp, raccomandandomi acclimatamento e collimazione. Vi ringrazio, per la vostra gentilezza, però il dobson ce l'ho da tre anni e queste cose credo di saperle abbastanza bene.
Non mi lamento delle prestazioni del mio LB, anzi! Non è quello il problema; è solo che un po' per pigrizia, un po' perché probabilmente la mia passione per questo hobby è meno viscerale che in molti di voi, un po' perché il tempo atmosferico in questi ultimi anni è stato parecchio variabile, un po' perché a volte decido all'ultimo momento di osservare qualcosa, magari per un'oretta o due, mi capita di pensare che un rifrattore mi è forse più indicato.
Poi ho comprato il binocolone ed è stato amore a prima vista, nel senso che sul deep mi basta, soprattutto dopo che ho visto ciò che mi ha regalato sotto il cielo dell'Isola d'Elba, dove il dobson non avrei comunque potuto portarlo.

C'è un aspetto che non è stato considerato da nessuno e che invece, a mio giudizio, è fondamentale per un visualista che vuole osservare in relax, senza salire ad ingrandimenti esasperati e si tratta di un aspetto questa volta decisamente a favore del diametro grosso dei riflettori.
Quest'aspetto è quello della pupilla d'uscita.
Con uno specchio da 250 mm., a 200x ho ancora un confortevole 1,25 di p.u. con un rifra da 100 mm, sono già sceso ad un misero 0,5 e questo, personalmente, mi garba molto poco.

_________________
Stefano
Binocoli: Nexus 100; Vortex Vulture 10x50; Pentax Papilio 6,5x21
Telescopi: Dobson GSO 300 deluxe; WO Zenithstar 66SD


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MessaggioInviato: sabato 4 luglio 2009, 14:36 
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Iscritto il: domenica 15 luglio 2007, 10:35
Messaggi: 2770
stevedet ha scritto:
C'è un aspetto che non è stato considerato da nessuno e che invece, a mio giudizio, è fondamentale per un visualista che vuole osservare in relax, senza salire ad ingrandimenti esasperati e si tratta di un aspetto questa volta decisamente a favore del diametro grosso dei riflettori.
Quest'aspetto è quello della pupilla d'uscita.
Con uno specchio da 250 mm., a 200x ho ancora un confortevole 1,25 di p.u. con un rifra da 100 mm, sono già sceso ad un misero 0,5 e questo, personalmente, mi garba molto poco.


Come no, era sottinteso quando si diceva del buio a quegli ingrandimenti stratosferici a 4-5 volte il diametro della lente.
Gia' col mio vixenino 70 a 168x mi sembra notte anche su giove.......
L'unico vantaggio della pupilla cosi piccola e' la riduzione dell'astigmatismo ,se uno ce l'ha un po come me!!


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MessaggioInviato: sabato 4 luglio 2009, 14:48 
Vale75 ha scritto:
Io,essere inferiore dobsonaro,ho trovato questa foto:


Ps. quella risposta ridicola dell'abbinamento machina-urloi da pataca rumagnuoal......si poteva anche risparmiare...
Per parafrasare allora, geometri che conosco mi dicono che agli architetti fan scegliere solo il colore finale!!



Grazie Vale...
Ora con questa fotografia potrò cercare di vederli davvero tutti i craterini di Plato!!!
Ti saprò dire :wink:

Scherzi a parte la trovo davvero preziosa (è per questo che sono rientrato)


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MessaggioInviato: sabato 4 luglio 2009, 15:22 
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Iscritto il: martedì 9 maggio 2006, 23:43
Messaggi: 4105
Località: Padova
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
kaio67 ha scritto:
se parliamo di fotografia hai sicuramente ragione tu... apertura significa risoluzione e poi con i software che sommano le immagini si fanno davvero cose egregie.
E' vero, ma questo significa solo che le immagini digitali mostrano più dettagli che l'oculare, ma ciò è sempre al netto del seeing perché se, ad esempio, in una foto elaborata si vede il doppio dei particolari che a occhio, questo accade sia col seeing buono che con quello cattivo. E analogamente se le immagini del 25 cm sono il doppio più belle che in un 13, anche i dettagli visibili a occhio saranno il doppio. Non c'è alcuna ragione per cui non debba andare così e sfido chiunque a dimostrare il contrario.
Ha dato una risposta perfetta xeno: la teoria dice che l'apertura vince e le fotografie provano oggettivamente e inconfutabilmente che questo è vero, e infatti nessuno va in giro a dire che 10 cm fa foto più belle di 25. Mentre voi sostenete che in visuale funziona diversamente ma "guardacaso" questo fatto non è provato né da un esperimento né da una qualsiasi giustificazione teorica. Ho allegato la foto proprio perché non posso fare il copia&incolla di cosa vede la retina, ma se ciò fosse possibile la discussione finirebbe subito.
Se per te il problema è la somma di tanti frame e l'elaborazione software allora facciamo come dice xeno e confrontiamo due pose singole. Anche in questo caso sono pronto a scommettere 2000 € che un frame grezzo fatto su Marte col 25 cm a 10 m di focale non mostra meno dettagli di quelli che tira fuori la stessa CCD montata su un 10 cm nello stesso luogo la stessa sera.

kaio67 ha scritto:
In questo caso apertura significa maggior sensibilità alla turbolenza. Quattro pollici in uno strumento che dà immagini secche e contrastate utilizzabile quasi sempre
Non è scritto da nessuna parte che il piccolo mostra immagini più secche e contrastate di uno grande, se quest'ultimo è posto nelle migliori condizioni ovviamente. Se facciamo 200X sia nel 10 cm che nel 25 sta tranquillo che anche nel 25 le immagini sono secche e contrastate. E inoltre c'è molta più luce, quindi anche a ingrandimenti bassi il grande va comunque meglio.
Col piccolo vedi bene solo perché fai ingrandimenti bassi mentre il grande è relativamente più sensibile alla turbolenza perché sale di più. E' ovvio che Marte grande 5" a 500X si vede peggio e più ballerino di quando è grande 20" e lo si guarda a 125X, anche se nei due casi l'angolo apparente viene uguale (come 42' a occhio nudo), ma è altrettanto ovvio che a parità di diametro del pianeta l'ingrandimento alto paga sempre di più. Secondo te è meglio vederlo nitido e immobile ma piccolo come una capocchia di spillo oppure enorme e pieno di particolari anche se trema un po'?


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MessaggioInviato: sabato 4 luglio 2009, 16:41 
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Iscritto il: venerdì 19 settembre 2008, 13:12
Messaggi: 185
Mi permettete di spiegare la "lens philosophy" ......strettamente personale ovviamente, anche se penso condivisa da più di qualcuno.
Parliamo di pianeti e doppie, che sono per altro anche il target dell'amico che ha aperto il post.
Ripeto opinione personalissima, ne giusta ne sbagliata, solo quello che piace al sottoscritto.
Bene...non ho ne la voglia ne il piacere di far funzionare bene uno specchio da dieci pollici in alta risoluzione.....frigoriferi, ventoline, tempi di acclimatamento, collimazioni mai perfette, ricerca di un posto con turbolenza accettabile per un'apertura del genere.........qualità dell'immagine che a me non piace a priori, Giove con le bande coloratissime, festoni verdi....tutto quello che vi pare, ma personalmente quel tipo di immagine sempre un pò "particolare", non mi va giù.
Lo stesso dicasi per le stelle doppie, pur risolvendo componenti separate da mezzo arcosecondo con una spanna di spazio in mezzo, vedo sempre due amebe palpitanti e tarantolate, quando mi dice bene con una decina di cerchi di diffrazione intorno.
Visto che comunque sempre di artefatto si parla, l'artefatto lo preferisco tondo con un sottile cerchietto che lo accarezza.
Opinioni, punti di vista, sicuramente quello che vede Mars nel suo apo da 150 non lo soddisfa, non lo diverte.....posso capirlo benissimo, lo stesso capita a me con uno specchio come il suo.
Ovviamente parliamo sempre di strumenti comparabili qualitativamente e messi nelle migliori condizioni operative, non un'apo da 15K Euro ed un dobson cartonato
da 800.....non c'è niente da fare, le differenze ci sono e si vedono nel bene e nel male, visto che comunque sempre di piacere stiamo parlando, ne di ricerca o studi particolari, dove comunque un grande diametro a specchi è l'unica cosa da prendere in considerazione.


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MessaggioInviato: sabato 4 luglio 2009, 17:33 
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Iscritto il: lunedì 19 gennaio 2009, 21:32
Messaggi: 2912
Località: LV426/Acheron
kaio67 ha scritto:
[... semplicemente dopo un pò che si dicono sempre le stesse cose mi stanco...


Anche io dopo un po' che leggo sempre le stesse cose mi stanco. Ma chi è che insiste su cose indimostrate?

PS1. Per Adriano. Le differenze ci sono solo perché il grande lo spremi di più ed è più luminoso. Prova a mettere gli stessi ingrandimenti facciamo 100x nel 100 mm e diciamo 100x in un 250 mm. Poiché il 250 raccoglie due magnitudini in più metti anche un filtro neutro che riporti la situazione alla pari (non ha senso sul profondo cielo, ma su stelle e pianeti a bassi ingrandimenti la luce può anche essere troppa).
Confronta le immagini e vedrai che in uno vedi un dischetto con un anellino piccolo (se hai la vista buona) e tremolante. Nell'altro vedi un dischetto di diametro più piccolo e con aspetto "soffice" (anzi a 100x sul 250 mm il dischetto non lo vedi ancora). Se ingrandisci di più nel secondo riveli la struttura turbolenta (la ameba) nel primo il disco e l'anello si ingrandiscono. Osserva bene e vedrai che la ameba è più piccola del disco (più il seeing è buono e più è grande la differenza).
Su stelle molto deboli può essere che ingrandendo l'anello scompaia. Ma se hai il filtro che riduce la luce allo stesso valore, anche la ameba perde le frange esterne. E' sempre più piccola.
Cosa voglio dire con tutto questo? Che se vuoi osservare solo stelle doppie sopra il secondo d'arco basta un rifrattore. Ma se fai anche altro allora lo stesso telescopio con cui fai deep-sky funziona benissimo anche sui pianeti e doppie, e se ci metti un po' di cura anche meglio del rifrattore. Non esistono solo le doppie.

PS2. Stevedet. La pupilla di uscita è fondamentale. Sul profondo cielo l'ottimale si ha con pupille intorno a 2 mm. Ma anche sui pianeti ha importanza perché sotto il millimetro la scarsa illuminazione della retina comincia a causare perdite di capacità risolutiva dell'occhio. Anche qua la verifica è semplice. Osserva un pianeta a 250x una notte che funziona. Inserisci un filtro. L'immagine diventa più scura ma evidentemente ha gli stessi dettagli. Eppure con un quarto della luce o meno sono molto più evanescenti e difficili da notare. Forse è anche per questo che con un rifrattore serve la montatura equatoriale e l'inseguimento. Togli il filtro e i dettagli escono urlando. Metti una binoculare e... prepara prima una sedia per non cadere.


Ultima modifica di xenomorfo il sabato 4 luglio 2009, 18:12, modificato 8 volte in totale.

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MessaggioInviato: sabato 4 luglio 2009, 17:40 
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Località: LV426/Acheron
stevedet ha scritto:
Rileggendo le pagine di questo lungo topic, mi è rimasto un cruccio che mi tormenta e non mi fa dormire: ma quanti benedetti crateri si contano nel fondo di Plato?


Se non hai mai provato vale la pena provare. Ci sono 4 crateri maggiori, 4 minori e poi una pletora infinita di altri ancora più piccoli.
http://www.cloudynights.com/ubbthreads/ ... ll/fpart/1
Nel fare l'esperienza impari anche molto sul telescopio, sul seeing e sulla collimazione.


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MessaggioInviato: sabato 4 luglio 2009, 17:41 
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Iscritto il: martedì 9 maggio 2006, 23:43
Messaggi: 4105
Località: Padova
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
adriano66 ha scritto:
qualità dell'immagine che a me non piace a priori, Giove con le bande coloratissime, festoni verdi....tutto quello che vi pare, ma personalmente quel tipo di immagine sempre un pò "particolare", non mi va giù.
Non ho capito che vuoi dire.


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MessaggioInviato: sabato 4 luglio 2009, 18:09 
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Iscritto il: martedì 19 giugno 2007, 9:03
Messaggi: 465
stevedet ha scritto:
Da quando ho comperato il binocolo angolato, sono talmente appagato dalle sue visioni che il dobson lo uso sempre meno; ormai è relegato più che altro all'osservazione dei pianeti e a risolvere qualche doppia stretta, con ingrandimenti da 150 a 250x. Spesso mi viene la tentazione di venderlo e di procurarmi un rifrattore (da usare rigorosamente in altazimutale), per l'osservazione di questi oggetti, senza attese di acclimatamento e minor sensibilità al seeing.


Miiiii, ma vi rendete conto cosa avete fatto diventare la semplice questione di un pover'uomo che ha chiesto uno spassionato parere...?!?! No ma, sul serio, pare normale tutto ciò...?!?! Mah...


Ste, mi sa che è meglio che continui a fare panning col binocolo: tutto relax e tanta salute... ;)

Nel frattempo vedi di buttare l'occhio da qualche parte (un poveruomo che ti mostra un rifrattore lo troverai pure, ché non sei proprio nel deserto del Gobi) e continua a mettere i soldi nel salvadenaio.

La torretta è sì un ottimo suggerimento, ma quelle buone cominciamo a costicchiare. Per tacer del raddoppio degli oculari. Ma, questi costi a parte, m'assoccio spassionatamente al consiglio. Del resto lo strumento che ami di più è un bino, no...?! ;)

Comunque comprendo che tutto ciò non risponde minimamente alla tua questione originaria, per rispondere alla quale dovresti anche vedere quanto è imperativo l'utilizzo della tua forcella invece che, p.e. una Giro o, sempre p.e., una Vixen Alt-Az con moti micrometrici...

In gamba

Max


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MessaggioInviato: sabato 4 luglio 2009, 18:21 
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Iscritto il: martedì 19 giugno 2007, 9:03
Messaggi: 465
stevedet ha scritto:
Rileggendo le pagine di questo lungo topic, mi è rimasto un cruccio che mi tormenta e non mi fa dormire: ma quanti benedetti crateri si contano nel fondo di Plato? :mrgreen:

Alura, ad una distanza media di 350.000 km, sulla Luna 1 arcsec corrisponde a ca. 1.7 km. Con ovvie variazioni al perigeo e all'apogeo.

Poi, quando osservi particolari in illuminazione radente, c'è pure l'ombra che entra in gioco (specie in presenza degli alti contrasti lunari) e ti aiuta non poco. Insomma, in condizioni molto favorevoli (che sulla Luna con strumenti relativamente piccoli e normalmente assai corretti tipo un 4" apo capitano spesso) aspettati performance superiori rispetto alla risoluzione "teorica"... direi anche del 50%. Approssimo ad ampie spanne, ovvio. Ma ho visto fare cose "apparentemente" impossibili ad un 80mm in ottimo seeing, sovracampionando adeguatamente.

Comunque, senza arrivare a questi estremi, un buon 80 mostra facilmente i 4 craterini maggiori. Un buon 90 arriva a 5.
Alla prima luce di un APQ100 dal terrazzo del condominio all'ora di cena -- non proprio il luogo ideale -- lo scorso Autunno ne vedemmo 6. Parlo sempre di visione monoculare. In bino si fa meglio. Personalmente sono arrivato ad 8.

Con due diversi 6" in bino m'è capitato più volte di vederne 12. Anche qui, si dovrebbe fare (e si fa) meglio.
Ma non è che mi metto su Plato ogni notte. Quindi la mia esperienza si limita a ciò.

In condizioni di seeing *adeguate* un ottimo 10" deve mostrarne una paio di dozzine (22-25). Ma ci vuole un seeing da 0.4-0.5 arcsec... non trattenere il fiato nell'attesa. Oltre, ovviamente, ad un *ottimo* 10"... ;)

Ti allego comunque una tabellina di confronto che può esserti d'aiuto, assieme all'immagine che è già stata postata.

====================
Craterini di Plato
====================

A = 2.7 km
B = 2.4 km
C = 2.4 km
D = 2.1 km

e = 1.9 km
f = 1.6 km
g = 1.5 km
h = 2.2 x 1.3 km (doppio)

i = 1.2 km
j = 1.0 km
k = 1.3 km
l = 1.0 km
m = 1.2 km
n = 1.1 km
o = 1.1 km (doppio)
p = 1.1 km (triplo)
q = 1.0 km (doppio)

Voilà
Buone osservazioni

Max


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