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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Test mio Takahashi TOA-130S
MessaggioInviato: mercoledì 24 giugno 2009, 16:37 
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Iscritto il: lunedì 30 aprile 2007, 21:15
Messaggi: 238
Località: Civitavecchia (Rm)
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
un mio amico mi ha fatto il lavoro su misura co mresi gli anelli e la piastra per il guida, puoi trovare qualcosa di già pronto alla Geoptik a prezzi non molto economici

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http://www.meniero.it

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 Oggetto del messaggio: Re: Test mio Takahashi TOA-130S
MessaggioInviato: mercoledì 24 giugno 2009, 17:48 
Ecco vedi?
E poi c'è chi dice che gli amici non sono importanti....
Grazie comunque.
Ciao.
Claudio


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 Oggetto del messaggio: Re: Test mio Takahashi TOA-130S
MessaggioInviato: mercoledì 24 giugno 2009, 21:34 
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Iscritto il: lunedì 30 aprile 2007, 21:15
Messaggi: 238
Località: Civitavecchia (Rm)
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
kaio67 ha scritto:
Ecco vedi?
E poi c'è chi dice che gli amici non sono importanti....
Grazie comunque.
Ciao.
Claudio

L'ho comunque pagato, ma almeno ho risparmiato circa il 30% rispetto alla geoptic ;-))

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 Oggetto del messaggio: Re: Test mio Takahashi TOA-130S
MessaggioInviato: giovedì 25 giugno 2009, 6:59 
Marco non parlavo di soldi :lol: ... sarei felice di avere amici così non per risparmiare ma perchè avrei un lunghissimo elenco di lavoretti da chiedere loro...
Ciao e buon divertimento con il tuo TOA (io oltre al TEC ho il Taka TSA ed è un vero gioiellino!!!)
Claudio


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 Oggetto del messaggio: Re: Test mio Takahashi TOA-130S
MessaggioInviato: giovedì 25 giugno 2009, 12:45 
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Iscritto il: martedì 19 giugno 2007, 9:03
Messaggi: 465
Daniela Bigatti ha scritto:
bentornato Max!
stavo per scrivere anch'io sulla fluorite e il protocollo di Kyoto che non c'entra proprio niente, tant'e' vero che TEC continua a usare la fluorite (oltre che gli ED) e anche Takahashi a proporre i suoi 60C, si tratta di considerazioni economiche - credo piu che altro legate al volume delle vendite - e tecnologiche legate al miglioramento dei vetri e supervetri ED e in particolare quelli con struttura microcristallina (di cui Roland Christen e' stato un pioniere) ma leggo che arrivo seconda, e allora colgo l'occasione per un caro saluto :D

Ciao !
E' appena un fly-by... ;)

Direi meramente economiche... La Fluorite ha le sue squisite proprietà ma costa assai cara e non è necessariamente facilissima da lavorare (e adesso per Takahashi è più complicato/caro di prima procurarsela). Se non ne hai assoluta necessità (e.g. correzioni estreme nell'IR, f/ratio cortissime, incrementi semi-asintotici in purezza d'immagine) perché andartici ad impelagare...?! Parafrasando il buon Tom, la differenza d'immagine la vedono pochi, ma tutti s'accorgono di quanto costa di più.

Per l'ED, dando più o meno equivalenti i prezzi dei vari crown accoppati, l'FPL-51 risulta assai meno caro dell'FPL-53 -- a meno che non vuoi bank di qualità eccelsa, allora diventa anche più caro, come in tutte le cose -- ma richiede poi più lavoro di curve e strumenti di ca. il 30% più lunghi per avere la stessa correzione... e poi fa assai meno "fico" agli occhi dell'utente finale (se si tratta di qualcuno che conosce di ottica quanto appare sulla quarta di copertina delle riviste, if you see what I mean...).

In ogni modo, sopra i 160-165mm i banchi di FPL-53 fatti in maniera adeguata sono praticamente indisponibili o "ineconomici", per così dire. Ed ecco che lì torna appunto il dominio (non incontrastato ma certo prepotente) dell'FPL-51.

Al di sopra dei 200mm poi i costi generali diventano talmente elevati (ed i committenti esigenti o very well-off) che la scelta della Fluorite ritorna valida. Anche per garantire rapporti focali più corti, che piacciono a molti (ma non a tutti...;). E poi con il CaF2 sai sempre quello che ti arriva, e non devi starti a rifare tutti i calcoli di ottimizzazione quando le caratteristiche della fusione dell'ED che ti spediscono non sono quelle che hai sul depliant. E anche questo aiuta a raggiungere gli incrementi asintotici di cui sopra.

Ma, insomma, è un mercato assai di nicchia. Il mercato lo tirano gli 80-100mm (soprattutto quelli fatti alla buona).

Ariciao !

Max


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 Oggetto del messaggio: Re: Test mio Takahashi TOA-130S
MessaggioInviato: giovedì 25 giugno 2009, 12:52 
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Iscritto il: martedì 19 giugno 2007, 9:03
Messaggi: 465
Impulsivbat ha scritto:
Io sapevo che il FLP-51 era SD ovvero Special o Super Low Dispersion (non so quale sia la maniera corretta di sciogliere l'acronimo)

Sono tutti vetri squisitamente ED. Poi i reparti di marketing li possono chiamare Super-Low, Extra-Low, Hyper-Low, Ultra-Low, Blabla-Low... ma la sostanza quella rimane. Sono tutte etichette che fanno leva sull'immaginario collettivo.

I meno giovani si potranno ancora ricordare come nei primi anni 80, il detersivo più venduto in Italia fosse nientepopodimeno che l'OMO RADIOATTIVO...!!! Con tanto di omini col casco che arrivavano dall'astronave e a forza di cannoni al "laser radioattivo" distruggevano tutte le macchie di sporco... Sembrava un film di fantascienza (o, un videogioco, ma all'epoca non ce n'erano...). Comunque la gente faceva le file fuori dai supermercati per accattarsi i fustini (fustini che adesso, chissà perché, sono introvabili)...!

Vallo a pubblicizzare adesso un detersivo "radioattivo" -- che ovviamente dentro di sostanze radioattive non aveva nemmeno l'ombra -- e vedi che succede. Adesso è tutto, "verde freschezza", "dolcezza di primavera", "bianco solare" e idiozie del genere, con piume che arrivano portate dallo zefiro più soave e accarezzano lo sporco che scompare per magia lasciando bimbi buoni e famiglie felici che corrono su prati verdi col sole che splende...

Il detersivo, ovviamente, è fatto esattamente nello stesso modo. E lava uguale. Ma la gente prima comprava l'uno perché c'era scritto "radioattivo", esattamente come ora compra l'altro perché c'è scritto "verde", senza sognarsi nemmeno di controllare che, in piccolo sul retro, ci sono esattamente gli stessi componenti...

I venditori di telescopi hanno ancora tanto da imparare dall'industria dei detergenti -- per tacer di quella automobilistica e dei cosmetici -- però stanno sulla buona strada ;)


Per tornare all'FPL-51, se accetti uno strumento di ca. il 30% più lungo hai *esattamente* le stesse identiche prestazioni -- su tutto lo spettro visibile e invisibile -- di un sandwich similare che usi l'FPL-53. Quando c'era solo l'FPL-51 lo chiamavano tutti ED. Dopo la breve parentesi dell'FPL-52 e l'arrivo dell'FPL-53, invece di mettersi a spiegare numeri di Abbe e quant'altro, i reparti di marketing (non tutti, ma molti) hanno "declassato" l'uno a "SD" per distinguerlo dall'altro.

Ovviamente i telescopi queste stupidaggini non le sanno e, per fortuna, funzionano bene uguale, indipendentemente dall'etichetta che il Dir/Marketing decide di mettere sul tubo. Esattamente come i detersivi... ;)


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 Oggetto del messaggio: Re: Test mio Takahashi TOA-130S
MessaggioInviato: giovedì 25 giugno 2009, 13:03 
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Iscritto il: martedì 19 giugno 2007, 9:03
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Lead Expression ha scritto:
Fermi che mi confondo :mrgreen:
Io sapevo che il vetro ED era FLP-51 mentre FLP-53 è quella che chiamano "fluorite sintetica", che molti ritengono paragonabile (ci vado con i piedi di piombo non avendo fatto prove al riguardo) alla vecchia fluorite e comunque di molto migliore rispetto al vetro ED classico.
Confermate?

Ecco Lead appunto. Dato che in questo campo non si muovono i soldi del mercato vinicolo e/o alimentare, non esistono bollini tipo DOC, DOCG, IGT e quant'altro. Così ognuno scrive quello che vuole e nessuno gli dice niente (o quasi... vedi alcune vicende legate ai RC...

Queste sono le caratteristiche ottiche dell'FPL-53. http://www.ohara-gmbh.com/e/katalog/d_s-fpl53_e.html
Non mi pare che Ohara, né nessun'altro produttore di vetri ottici, utilizzi *mai* la parola Fluorite né CaF2 in nessuna delle sue descrizioni tecniche parlando dell'FPL-53 che ha sì *alcune* caratteristiche *simili*, ma da questo a farne un clone "sintetico" della CaF2 devi passare dalla fisica al marketing.


Saltando di palo in frasca, curiosamente, nessuno si pone minimamente il problema dell'equivalenza tra i "diamanti" e i "diamanti sintetici", nonostante questi ultimi siano -- loro sì -- un vero e proprio clone sintetico de primi. A dispetto di ciò, un tecnico in laboratorio te li separa senza esitazione semplicemente facendoci passare un raggio di luce attraverso...!

Di nuovo, per fortuna i telescopi queste cose non le sanno... ;)

In gamba,

Max


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 Oggetto del messaggio: Re: Test mio Takahashi TOA-130S
MessaggioInviato: giovedì 25 giugno 2009, 13:06 
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Iscritto il: martedì 19 giugno 2007, 9:03
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meniero ha scritto:
Circa il vetro ED, tutte le case hanno sempre chiamato ED i vetri "extra low dispersion", io invece ho trovato sul sito della Taka China che la Taka considera ED vetri "Extraordinary Dispersion":
http://www.geocities.com/grandeyehk/tsa130_fct250.htm
a questo punto, ho modificato la recensione ed ho inserito la precisazione nella terminologia.

"With wonderful effect on aberration correction, which is only of approximately 1/100 of the conventional apochromats telescope, it has reached the aberration quantity which is much smaller than the catadioptric system where correcting lens system applied."

Miiii...!!! Correzione di 1/100 rispetto agli apocromatici "convenzionali"...?!?! Bella questa.

La prossima volta si potrebbe pensare ad una linea di apocromatici "non convenzionali" con spaziatura in Olio Santo.
Casomai si arriva ad aberrazioni di 1/1000 o meno... ;)

Vabbè va, lasciamo perdere... :roll:


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 Oggetto del messaggio: Re: Test mio Takahashi TOA-130S
MessaggioInviato: giovedì 25 giugno 2009, 13:13 
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Iscritto il: martedì 19 giugno 2007, 9:03
Messaggi: 465
meniero ha scritto:

Ohhh, Grazie mille !

Beh, onestamente NON E' MALACCIO 'sto 500...

Guarda che, al centro il TOA è sì lievemente superiore, ma in zona media e bordi le prende *assai* sonoramente.
Questo senza FF; col suo FF immagino che le sue prestazioni migliorino.

Comunque 'sto 500 male non è.
Di nuovo grazie.
Ciao

Max


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 Oggetto del messaggio: Re: Test mio Takahashi TOA-130S
MessaggioInviato: giovedì 25 giugno 2009, 13:56 
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Iscritto il: giovedì 7 dicembre 2006, 23:07
Messaggi: 8592
Località: Leiden, The Netherlands
massimilianolattanzi ha scritto:
Non mi pare che Ohara, né nessun'altro produttore di vetri ottici, utilizzi *mai* la parola Fluorite né CaF2 in nessuna delle sue descrizioni tecniche parlando dell'FPL-53 che ha sì *alcune* caratteristiche *simili*, ma da questo a farne un clone "sintetico" della CaF2 devi passare dalla fisica al marketing.


Sì, conoscevo le caratteristiche dell'FLP-53 ma, per quanto possa capire che sono ottime, non so valutare quanto siano buone rispetto al 51 (non è facile leggendo i numeri.. :D). Comunque l'importante è aver capito l'ordine tra i due (51 e 53), che spesso mi confondo.

Avevo letto da qualche parte una volta che i 53 "avevano una struttura cristallina simile alla fluorite sintetica" (idem, preso con le pinze). Guarda un po' se per capire se e quanto ti paccano devi avere un microscopio e uno spettroscopio... :lol:

Edit: Ecco, ricordavo che se ne era parlato fino allo svenimento :mrgreen: per esempio qui, un topic di molto tempo fa in cui si parlava proprio di questi vetri e degli "apograde" della William Optics.
Rimane che, purtroppo, non ho ancora avuto il piacere di fare un confronto tra la fluorite e il 53 (col 51 sì e, a medi ingrandimenti, si nota, anche se è un dettaglio), anche perché è sempre più rara... e spesso più performante (ho sempre avuto a che fare con circa 4" alla fluorite contro il mio 80mm :shock: ).

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Tutto ciò che dà fastidio al potere e alle buone coscienze, questo è Marcos. E, per questo, tutti noi che lottiamo per un mondo diverso, per la libertà e l'emancipazione dell'umanità, tutti noi siamo Marcos.


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