ciao, ragazzi.
Vediamo se Cherubino riesce a offrire un contributo utile alla discussione.
Due parole sul TEC 140, intanto.
Attualmente lo strumento è il solo prodotto con continuità da TEC poiché i diametri maggiori ottengono "numeri di vendita" ridicoli. Il 140 invece è stato lo strumento con cui la piccola TEC (che fondamentalmente è fatta da pochi impiegati: una volta erano 5 ora non so...) si è affrancata (con intelligenza a dire il vero) dal difficile e antieconomico mondo dei maksutov ad alte prestazioni.
Il diametro interessante e "importante" per un rifrattore, la alta qualità delle ottiche e un prezzo di lancio decisamente modesto ne hanno fatto un best seller nella sua classe. Ci sono però dei "distinguo" che mi sento di fare.
Il primo riguarda la qualità del primo anno di produzione che è stata altalenante e non scevra di scivoloni paurosi e prestazioni ben al di sotto di quelle che lo strumento avrebbe dovuto avere. Ora in compneso sembrerebbero risolti molti di questi problemi.
Il secondo riguarda l'estetica dello strumento (cosa molto meno importante...) che personalmente trovo orribile. Ma il gusto è russo e su questo c'è ben poco da fare

Il secondo tipo di considerazioni riguarda il tipo di strumento che è, in fin dei conti, un "APO" non perfetto cromaticamente ma perfezionato per offrire una immagine corretta il più possibile dal punto di vista geometrico. In questo l'obiettivo del TEC140 è sicuramente un grande performer.
Però è un obiettivo nato con una vocazione più fotografica (rapporto nativo f.7 e correttore/riduttore opzionale).
Diciamo che, più moderni, la stessa filosofia è stata sposata da takahashi con i suoi TOA 130 e 150.
Questi strumenti sono davvero ottimi ma non li comprerei se il mio fine fosse esclusivamente quello visuale con applicazioni in medio/alta risoluzione (quindi Luna, Pianeti, Stelle Doppie) poiché non nascono con questo fine (anche se offrono prestazioni molto elevate anche in queste applicazioni).
Il problema è che strumenti aperti a f7 o f6 sono più "ruvidi" di quelli a fuoco lungo nella focalizzazione ad alto ingrandimento. L'immagine è, provo a descriverla, più "dura". Lievemente più tremolante, in un certo senso più scintillante e "viva". Questo li rende più sensibili alle variazioni del seeing.
Ho avuto modo di confrontare varie volte questi strumenti con ottiche meno "pregiate" ma a fuoco più lungo e ho sempre ottenuto immagini più "facili" in queste ultime.
Io credo che, chi volesse avere davvero lo strumento più performante su luna-pianeti-stelle doppie e desiderasse un rifrattore nella classe dei 12/14 cm. dovrebbe orientarsi su ottiche diverse. Ne cito alcune:
a) APOMAX 130 ED (è un tripletto aperto a f12): probabilmente il migliore 13 cm. a lenti al mondo in questo campo di applicazione
b) un GPU 130/1200
c) un AP 130 f9,25 (erano detti "superplanetary").
Detto questo, il TEC140 resta uno strumento dalle prestazioni sicuramente molto elevate e dalle dimensioni "compatte". Di certo, comprandolo, non si sbaglia.
Personalmente comunque non mi "intriga".
Paolo