caro Astroferlazzo,
la tua è una domanda a cui è difficile dare una risposta perché è la domanda, giustamente un po' ingenua, di un ragazzo di prima liceo.
Ti prego di non veder alcun dilegio nelle mie parole, non ve ne è, ma cogline il solo senso possibile: quello complice e, ahimé, disilluso.
Credo che tu non sia il solo, tra i partecipanti a questo o altri forum, che intravede la possibilità di lavorare un futuro in un ambito tanto vicino a ciò che è oggi un interesse sviscerato.
Nella sua diretta semplicità il senso della tua domanda è disarmante e porta chi, come me, ha compiuto altre scelte nella vita, a interrogarsi sulla bontà delle strade intraprese.
Intanto, quanto dice Lead è vero. Non serve essere fisici, matematici, chimici o astr"qualcosa" per trovare uno sbocco lavorativo che sia in qualche modo attinente con la passione che ci lega.
Al tempo stesso è anche giusto interrogarsi su cosa significhi essere "astronomo" o operare in settori vicini all'astronomia professionale.
Oggi noi dedichiamo all'interesse per "l'altra metà del paesaggio" un tempo tutto sommato limitato della nostra vita e che definiamo "tempo libero", oppure "tempo dedicato al nostro hobby". Questa definizione ha una influenza enorme nel nostro modo di vivere, amatorialmente, l'astronomia. Non abbiamo vincoli di alcun tipo: nessun orario, nessun risultato da raggiungere, nessun bilancio costi-benefici, nessun finanziatore cui rendere conto. Così ci possiamo permettere di bighellonare con il naso all'insù (magari dietro a strumenti anche ragguardevoli) senza preoccuparci del risultato perché questi è già raggiunto nel momento in cui abbiamo la possibilità di "svagarci" dedicandoci al "nostro hobby"
Proviamo a dare una definizione di "fare astronomia professionale". Forse corrisponde al lavorare in un osservatorio e controllare che una stellina viri da mag. 12.3 a 12.4 sempre incollati al monitor? O forse è più simile al redigere grafici e testare al calcolatore orbite? Anche...
Questo però non è fare gli astronomi: questo è fare i maniscalchi dell'astronomia...
Di questo non vi è un gran bisogno (o meglio c'è bisogno anche di questo e gli osservatori vivono di persone così impiegate e che potrebbero svolgere anche un lavoro di segretariato qualsiasi, poco cambierebbe).
Fare l'astronomo oggi significa viaggiare, significa lavorare anche all'estero, significa scrivere articoli, significa a volte rinunciare a ricercare ciò che piace per ricercare ciò che viene finanziato.
E' un lavoro come un altro, in fondo.
Questo è "l'astronomo classico".
Poi ci sono mille altri impieghi diversi che ruotano e si interlacciano con questo. Si può lavorare in aziende altamente specializzate che producono manufatti o tecnologia al servizio dell'astronomia (e per fare questo non bisogna laurearsi in fisica con indirizzo astronomico: è meglio laurearsi in qualcosa d'altro se per questo...), oppure si può costituire società che progettano software, hardware, servizi correlati, assistenza tecnica di qualsiasi tipo. E qui serve essere imprenditori non astrofisici.
oppure si può fare come alcuni che creano dal nulla marchi di produzione di strumentazione amatoriale (è il caso di Meade, takahashi, Tec, e chi più ne ha più ne metta). E questo, in fondo, è il traguardo più vicino possibile a quanto si scrive e legge in questo e altri forum.
Se escludiamo le ultime due categorie (fondamentalmente imprenditoriali e che poco hanno a vedere con la "poesia" del fare astronomia) negli altri casi i sacrifici sono molti, la strada molto lunga e gli anni in cui non si guadagna un beneamato piffero davvero tanti.
E quando dico che non si guadagna un fico intendo davvero un fico: stipendi da fame (scordati una qualsiasi spider per esempio...

) con i quali NON si paga il mutuo e la spesa per mangiare nello stesso mese...
Quindi molti di noi NON hanno fatto gli astronomi perché hanno trovato più giusto (e forse anche più conveniente) mantenere l'astronomia un "interesse" e una "passione" e fare di lavoro qualcosa d'altro. Magari fare un lavoro che permettesse loro di sposarsi, avere dei figli senza troppi patemi d'animo, comprarsi qualche strumento (amatoriale) di alto livello, e nelle sere buie e tempestose stare davanti a Sky su un 50 pollici al plasma con un bicchiere di Brunello di Montalcino o scorrazzare in riva al lago con una Porsche.
Paolo