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Autore Messaggio
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MessaggioInviato: venerdì 4 luglio 2008, 18:16 
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Iscritto il: lunedì 4 settembre 2006, 13:29
Messaggi: 5486
Località: Mugello
Tipo di Astrofilo: Visualista
Secondo me si è trascurato il fatto che il seeing opera un disturbo dell'immagine visuale limitando il grado di dettaglio della stessa e questo è un fattore oggettivo limitante le possibilità osservative del luogo e della serata, e non parlo del pavimento ma del cielo, quindi se si usa un diametro che ha un potere risolutivo che è equivalente o superiore a quello limite del seeing si riesce solo a osservare più disturbo, se le simulazioni non comprendono questo parametro allora sono incomplete, per fare un esempio se io ricevo una trasmissione televisiva che ha una risoluzione di 640x480 pixel se la visualizzo su un mega schermo vedrò una massa confusa di macchie colorate, e se la visualizzo su uno schermo tv normale magari da 14" allora vedo una bella immagine nitida.

Prova a fare una ripresa con la fotocamera del telefonino e poi visualizzala su un 40 pollici LCD e dimmi se ci vedi meglio che su uno schermo lcd da 5" , oppure prendi un filamto da youtube e visualizzalo a tuttoschermo, se vedi peggio non è perchè devi metetre un ventilatore sul monitor ma perchè lì'immagine che arriva è quella che è ed è inutile, se non controproducente, visualizzarla a 1milionex1milione di pixel.

Questo non toglie validità al discorso in merito all'ottimizzazione della resa delle ottiche ponendo sotto controllo fattori spesso sottovalutati come lo strato limite, il raffreddamento dello strumento e le microturbolenze locali, ma commetteremmo lo stesso errore sopravvalutandole.


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MessaggioInviato: sabato 5 luglio 2008, 0:43 
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MessaggioInviato: sabato 5 luglio 2008, 0:58 
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MessaggioInviato: sabato 5 luglio 2008, 8:16 
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Iscritto il: martedì 28 novembre 2006, 9:31
Messaggi: 4098
Tipo di Astrofilo: Visualista
Queste discussioni, che tanto vanno di moda ultimamente, noto che tengono troppo poco conto del terzo anello della catena ottica.
Oltre ad obbiettivo ed oculare esiste anche l'occhio, che ha delle capacità fisiologiche limite. Inoltre ognuno di noi è diverso dagli altri, c'è chi ha una maggiore percezione delle sfumature di colore, c'è chi ha una maggiore sensibilità al buio, chi coglie di più il movimento, senza considerare poi i difetti che possiamo avere.
Tutto ciò aumenta ancora le variabili.

Senza entrare nei meandri di un discorso medico anatomico, per il quale non ho la minima preparazione, possiamo limitarci a dire che la nostra pupilla si è evoluta per lavorare ottimamente fra i 5 ed i 2mm. In condizioni di buio quasi totale, sappiamo che si può (soprattutto in giovane età) arrivare anche a 7mm. di dilatazione, ma in linea di massima questo è l'intervallo nel quale il nostro organo lavora, per soddisfare le nostre esigenze visive.
Infatti tutti noi sappiamo che non è utile comprare un oculare che ci dia 8mm. di p.u. sul nostro telescopio

Stranamente invece, quando si parla di spingere con gli ingrandimenti, sembra che i limiti siano solo quelli del nostro telescopio, o del seeing, come se per il nostro occhio, osservare in una p.u. di 2mm, di 1mm. o di 0,3mm. sia del tutto indifferente.
Ed invece non lo è! Quei quei vermetti vaganti o come volete chiamarli, che si intravedono, quando ci si spinge a p.u. microscopiche, segnalano la difficoltà nostro occhio, nel guardare attraverso un pertugio così minimo.
Considerato che spesso, la differenza tra un'osservazione interessante ed una banale è data proprio dalla pazienza di fermarsi a lungo sullo stesso oggetto, è evidente che, se a parità di ingrandimento, posso godere di una p.u. maggiore (perché l'obiettivo è più grande), il mio occhio lavorerà in condizioni meno esasperate, cogliendo maggiori dettagli.

Questa considerazione, dovrebbe da sola far sempre preferire un diametro più generoso ad uno più piccolo, nell'osservazione visuale. A 250x, col mio dobson di 250mm. ho ancora una p.u. di 1mm. , nel più bel apocromatico del mondo da 100mm (capace magari di reggere agevolmente anche 300x), sono già sceso ad un valore molto più critico e faticoso (per l'occhio) di 0,4mm.

Naturalmente, a questo punto entrano in gioco anche le variabili personali, che possono modificare il giudizio, perché il mio occhio non è quello di Vicchio, non è quello di Mauro Dalio, di Cherubino o altri.
E' il mio.

_________________
Stefano
Binocoli: Nexus 100; Vortex Vulture 10x50; Pentax Papilio 6,5x21
Telescopi: Dobson GSO 300 deluxe; WO Zenithstar 66SD


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MessaggioInviato: sabato 5 luglio 2008, 10:31 
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