Ci vuole un nucleo di persone che creda nella possibilità della vita comunitaria e che persista indefessa in mezzo alle tempeste emotive, se si vuole che un gruppo di persone messe insieme alla rinfusa stia insieme
Se si potesse usare questa diversità come una sorta di enciclopedia vivente, si scoprirebbe che la comunione, non è l’unico valore che la gente può trarre dalle comunità virtuali. L’importanza della condivisione delle conoscenze di un grande ed eterogeneo gruppo di persone motivate ad aiutarsi reciprocamente, e le cui differenze di luogo e di tempo vengono annullate dalla telematica, può essere considerevole
Le comunità virtuali aiutano i loro membri a far fronte all’eccesso di inforamzioni. Nel flusso informativo ci sono troppe informazioni a disposizione e pochi filtri efficaci per individuare i dati importanti. I programmatori cercano di elaborare software sempre più adatti a cercare e filtrare e trovare e risparmiarci l’orrenda sensazione che si ha quando si scopre che le conoscenze di cui si ha bisogno sono sepolte sotto 15.000 pagine di info simili
da Howard Rheingold "The Virtual Community: Homesteading at the Electronic Frontier, 1993, A William Patrick Book, Addison-Wesley (perdonate la pessima traduzione)
Ho riportato questi brani perchè descrivono bene quanto ricevuto da questo Forum: l'orientamento in un mare di informazioni, spesso contradditorie, consigli (taluni meglio di altri) e, quando ho detto castronerie, correzioni.
Condivido con Fede l'impressione che in certi 3D si arrivi allo scontro verbale appigliandosi davvero a ogni minima sciocchezza e lo quoto quando dice
Cita:
Non pretendo che siamo tutti amici, questo sarebbe davvero impensabile, ma vi chiedo, per il rispetto e la stima che nutro in tutti quanti voi, di pensare e ripensare, e poi rinuciare a "rispondervi reciprocamente per le rime"