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Autore Messaggio
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MessaggioInviato: domenica 22 giugno 2008, 9:37 
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Iscritto il: domenica 15 luglio 2007, 10:35
Messaggi: 2770
Smontato la lastra e gli specchi del C9 e nel mio, nn ho mai notato nessuna differenza ruotando gli elementi ottici e la leggera aberrazione sferica rimane costante.

E lo stesso faccio a volte col 18"....visto che lo specchio e' libero di ruotare senza allentare niente..........a volte gli faccio fare un mezzo giro in tondo, ma nn cambia niente, fortunatamente!!!


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MessaggioInviato: domenica 22 giugno 2008, 11:18 
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MessaggioInviato: domenica 22 giugno 2008, 12:38 
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Iscritto il: domenica 13 maggio 2007, 21:05
Messaggi: 1247
Meade seleziona i tre elementi ottici e cerca un orientamento ottimale e comunque che il treno ottico rientri in certe tolleranze, se no, si rimettono nel mucchio e si cerca un altro match. Mi pare invece che celestron rimandi alcune rifiniture a dopo il matching dei tre elementi ottici.


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MessaggioInviato: domenica 22 giugno 2008, 12:46 
Comunque quando si smonta un catadiottrico bisogna segnare esattamente la posizione degli elementi altrimenti si peggiorano le prstazioni.
Ovviamente si parla di peggioramenti non visibili "ad occhio"...
gli elementi ottici non soo fatti con la pasta brisè... ;)


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MessaggioInviato: domenica 22 giugno 2008, 16:38 
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MessaggioInviato: lunedì 23 giugno 2008, 11:11 
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Iscritto il: sabato 11 febbraio 2006, 12:43
Messaggi: 16162
Località: Milano
Tipo di Astrofilo: Visualista
indigo ha scritto:
Io la vedo parecchio "da informatico", e penso che gli errori andrebbero considerati nel caso peggiore. Ovvero con tutti i massimi scostamenti dalla forma ottimale allineati su un unico raggo ottico.

Mi spiego: se ho un insieme di superfici lavorate a lambda/4, vuol dire che, ragionevolmente, lambda/4 è il meglio a cui le posso lavorare, e probabilmente è il meglio a cui le posso controllare, quindi il massimo errore che avrò su ciascuna superficie sarà di lambda/4, se fosse lambda/8 probabilmente o non potrei farci nulla o non potrei rilevarlo.

Poi ovvio che se posso controllare meglio, sicuramente gli strumenti di misura superano quelli di lavorazione, e le lenti sono tonde (e gli specchi pure) e nulla vieta di ruotare i dischi per posizionarli come meglio compensano i propri errori, anzi, ben venga, ma per un discorso teorico riguardo il modo in cui si combinano gli errori, usare il caso peggiore può semplificare la comprensione di quel che si vuol dire, senza perderci nel valore della discussione stessa.

Letto ciò, ripropongo dal 3d http://forum.astrofili.org/viewtopic.ph ... &start=135 una regolina semplificata, trovata empiricamente.
Angelo Cutolo ha scritto:
Forse (ripeto forse) ho trovato la regolina per calcolare l'errore totale (in base al n° di lenti/specchi) sul fronte d'onda. Mi rimane (se la regola è esatta) solo qualche dubbio.

Intanto la regola dovrebbe essere : [lambda/x]*RADQ[n°specchi/lenti]

Il mio dubbio a questo punto è:
-Se applico tale regola alla rifrazione, se tali lenti sono lavorate tutte a lambda/20 e l'errore sul fronte d'onda si dimezza, devo quindi considerare lambda/40?
Se si, facendo i calcoli per un doppietto (4 superfici), verrebbe fuori > [lambda/40]*RADQ[4] = 0,025*2 = 0,05 ovvero lambda/20; mentre facendo i calcoli per un tropletto (6 superfici), verrebbe fuori > [lambda/40]*RADQ[6] = 0,025*2,45 = 0,061 ovvero lambda/16,3.
-Se applico tale regola alla riflessione, se gli specchi sono lavorati tutti a lambda/20 e l'errore sul fronte d'onda si raddoppia, devo quindi considerare lambda/10?
Se si, facendo i calcoli per un cassegrain puro (2 specchi), verrebbe fuori > [lambda/10]*RADQ[2] = 0,1*1,414 = 0,141 ovvero lambda/7,1.


Ditemi se è giusto, oppure eventualmente dove o sbagliato. Grazie.

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Newton: Barile 400/1830 mm; Obice 200/1650 mm; Bidoncino 114/1300 mm solarizzato. •• Rifrattori: Nano apo 80/480 mm; Milo acro 76/1400 mm; 60ino acro 60/700 mm. •• Catadiottrici: C8 xlt. •• Binocoli: Docter Aspectem 40x80 ED, William Optics 22x70 ED, Vixen Ultima 8x56, Nikon Action EX 16x50, Canon 10x30 IS II, Vortex Vanquish 8x26, Ibis Horus 5x25, Pentax Papilio 6,5x21, Orion 2x54.


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MessaggioInviato: lunedì 23 giugno 2008, 13:54 
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 19:35
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Bene Angelo, questa la teniamo da una parte per il momento e vedremo se riusciremo ad usarla nel modo corretto (secondo me questa può essere valida solo per gli specchi).
Aspettiamo ancora la dimostrazione di Mauro per l’errore che raddoppia dopo la riflessione, visto che qualcuno non è ancora convinto.
Anch’io cercherò di dare il mio contributo, così, con l’aiuto di tutti, vedremo se riusciremo a stabilire se il rapporto “16 : 1” che il Ferreri afferma esserci tra riflettore contro rifrattore sia realistico o meno.

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MessaggioInviato: lunedì 23 giugno 2008, 14:26 
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Iscritto il: sabato 11 febbraio 2006, 12:43
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Sono tutt'occhi, l'argomento mi interessa molto.

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MessaggioInviato: lunedì 23 giugno 2008, 16:01 
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 19:35
Messaggi: 530
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Ciao Angelo
puoi dirmi in quale contesto hai trovato questa formuletta?

Maurizio

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MessaggioInviato: lunedì 23 giugno 2008, 18:24 
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Iscritto il: sabato 11 febbraio 2006, 12:43
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Come ho detto è una cosa abbastanza empirica.
Il tutto è nato da un'imbeccata di Max Lattanzi, il risultato fu una formuletta per convertire la correzione ottica [λ/x] nell'equivalente valore di Strehl Ratio.
La formulina è:

S.R. = 1/[e EXP(2πλ)^2] - (1)

Con "e" = base dei log naturali
EXP = esponente di "e"
π = Pigreco
λ = correzione ottica RMS

Ora visto che lo S.R. non è altro che <<definizione: "Lo Strehl ratio, corrisponde alla intensità luminosa del centro del falso disco stellare, è espresso in percentuale della luminosità data da un sistema perfetto, posto uguale a 1 per convenzione.">>, ho pensato che se le due superfici di una lente lavorate entrambe ad esempio λ/20 e che ciò equivale ad una S.R. di 90,6%, il calcolo per avere la S.R. totale era fare 90,6% * 90,6% (ergo, 0,906^2) che porta al risultato di 0,821 circa, ovvero 82,1%, applicando "al contrario" la formula (1), si ha il valore di λ/14,14 che non è altro che il valore 20 (ovvero quello di λ/20) diviso per la radice quadrata di 2. Così per esempio con 2 lenti (4 superfici) lavorate tutte a λ/20, la correzione totale (20 * RADQ 4) sarebbe λ/10.

Spero di essermi spiegato, mi rendo conto di non essere molto chiaro, visto che anche io non sono sicuro di non aver scritto fesserie.

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