Vicchio ha scritto:
Ovviamente per semplificare stiamo volutamente tralasciando un sacco di altri fattori, perchè dai 200mm in su gli strumenti non ostruiti non sono proprio alla portata di chiunque

e siamo nel regno dei riflettori, e quindi subentrano tanti altri elementi peggiorativi dell'immagine (ostruzione, lavorazioni degli specchi, strato limite etc. etc.).
Era quello che avevo richiesto io. In effetti finora abbiamo dimostrato che un rifrattore da 500mm è più performante di un 100mm, o un herscheliano... insomma, uno strumento non ostruito. Ora, dato per scontato che le simulazioni siano realistiche (*) e che per uno strano effetto del cervello (...boh...!) a noi "sembra" di vedere diversamente, come incide la differenza di schema ottico? Perché finora abbiamo sempre detto che lo schema ottico non conta, che conta solo il diametro eccetera. Questo è stato comunemente accettato perché ci siamo messi nel Paradiso senza turbolenza. Nel momento in cui la turbolenza sale, cosa cambia? Al di là delle non idealità, cioè mettiamoci sempre in condizioni ideali, facciamo finta che il riflettore non abbia tutti quei millemila problemi che lo separano dall'idealità (quindi supponiamo collimazione picometrica, specchio perfettamente in temperatura, strato limite totalmente assente, insomma, non certo il paradiso ma un piccolo idillio di tecnologia

), ma in ogni caso lo schema ottico cambia le cose. Di quanto? Non lo so, sicuramente di quel quanto che porta moltissimi (anche i sostenitori del grande diametro, tranne pochissimi) a vedere delle differenze tra i due (in realtà gli n, ci sono anche i Cassegrain, gli SC...).
Di questo non ci hai parlato (mi pare di aver capito...), quindi immagino che il software non tenga conto dello schema ottico e dei materiali "in mezzo". Per spiegarmi (tentando di rendere leggibile la cosa anche agli altri...

), se supponiamo focalizzazione perfetta della luce e assenza di diffrazione, sostanzialmente conoscere lo schema ottico effettivamente non ci interessa. Abbiamo un sistema che "in qualche modo" focalizza la luce "ad una qualche distanza", e dei parametri tra virgolette non ce ne frega niente. Ci basta sapere che un fronte d'onda perfettamente piano e parallelo all'asse ottico (**) diventi perfettamente sferico e basta.
Sarebbe interessante se il software, di cui ho tentato di indovinare il comportamento, ma non conoscendolo probabile mi sbagli, potesse tenere in conto varie possibilità (effetto di più lenti, cromatismo, riflessioni multiple, diffrazione, coma...) per cercare di interpretare quello che molti astrofili dicono (e dei quali mi fido, non penso che siano qui per vendere telescopi

) e che io, anche se con un legittimo dubbio, condivido.
Insomma, voglio trovare il perché di tante spiegazioni e impressioni che, a quanto dici e riporti, dovrebbero essere totalmente errate, peggio ancora false, senza passare per spiegazioni del tipo "perché i newton li fanno male" o "perché la gente non sa usare il proprio strumento" (perché questo includerebbe il rifrattore) o altre cose del genere che, in questa sede, sono OT. Chissà se una simulazione può esserci d'aiuto. Magari anche una serena discussione senza troppi tecnicismi, "per sommi capi e report", alla fine siamo qui per condividere il nostro hobby, non siamo ricercatori

(*) Su questa mi concedo il beneficio del dubbio per il semplice fatto che non ho possibilità di verifica se non 80 vs 150 ostruito (che è praticamente un 130?) ma non di pari fattura. Trovo sempre stimolante il cercare una corrispondenza tra una simulazione numerica, un'analisi teorica e la realtà, perché molto spesso ho trovato differenze, altre volte coincidenze. Sarebbe interessante sapere in quale dei due casi siamo

(**) Su questo mi piacerebbe discutere, in un'altra discussione perché è OT. E' un'ipotesi che si fa sempre (ed è quella che ci progettare uno schema ottico in modo che un punto all'infinito si mappi in un punto) ma che sappiamo
non essere vera. La qual cosa mi ha fatto venire qualche dubbio, in particolare per le aberrazioni geometriche... vabbé, per ora diamola per scontato, poi ne parliamo

ras-algehu ha scritto:
Ma tu sei veramente sicuro che a oltre 400x (per un 400mm) arrivi a magnitudini maggiori che con ingrandimenti più bassi?
Su questo sono sicuro anche io di no. Altra spiegazione, si prende un cono di luce più piccolo di quello che arriva all'oculare. Sono certo che mauro intendesse altro...
