1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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MessaggioInviato: venerdì 13 giugno 2008, 23:51 
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Iscritto il: lunedì 28 agosto 2006, 20:07
Messaggi: 2017
Località: Roma - Montefano (MC)
Tipo di Astrofilo: Visualista
L'argomento è interessante anche se complesso.

Posto una tesi dell'osservatorio di Monte Porzio Catone che tratta alcuni degli aspetti di questo topic.
I capitoli 1, 6 e 7 sono quelli più legati all'argomento.
E' molto tecnica, troppo direi (!!), ma alcuni passi e sopratutto le foto e le prove danno un'idea anche ad un neofita.

http://www.mporzio.astro.it/~licausi/Te ... tolo1b.htm

_________________
Osservo con:
Dobson RP Astro 12" (tuned)
Rifrattore Skywatcher 100 ED f/9 Pro - Achro Meade 102 f/9
Oculari: Baader Hyperion Aspheric 31mm - Nagler 20mm T5 - Vixen LVW 13mm - Exp. Sc. 8,8mm 82° - Exp. Sc. 6,7mm 82° - Exp. Sc. 4,7mm 82° - Takahashi TOE 4mm
Binocoli: USM 15x70, Astrotech 20x90, Nikon Action EX 12x50, Pentax PCF III 10x50, Asahi Pentax 10x50, Swift Newport 10x50 mod. 825, Bino Lidl 10x50, Eschenbach Consul 8x30, Pentax Marine 6x30 BIF


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MessaggioInviato: sabato 14 giugno 2008, 8:57 
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MessaggioInviato: sabato 14 giugno 2008, 9:03 
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Iscritto il: lunedì 4 settembre 2006, 13:29
Messaggi: 5486
Località: Mugello
Tipo di Astrofilo: Visualista
Angelo Cutolo ha scritto:
Ho visto il filmato. C'è una cosa che mi lascia perlplesso, riguardo al "ballo" delle stelle nella tua simulazione.
In breve, la tua simulazione, non si accorda con la mia esperienza osservativa;
- CUT -
Vorrei capire il perché, ci sono forse delle condizioni o delle variabili che non sono state considerate?


Lead Expression ha scritto:
Penso che una perplessità sia lecita, nel momento in cui uno ti dice "tu in queste condizioni vedi questo", mentre io vedo altro :)


Beh, mi aggiungo anche io :roll:

Francamente le simulazioni postate da Mauro mi lasciano alquanto dubbioso in quanto la mia esperienza osservativa non si accorda con gli effetti della simulazione, ora tra le due, se devo scegliere quale considerare più reale, io propenderei per quella che verifico accostando l'occhio ai miei strumenti piuttosto che per quella simulata al computer , ma non vorrei essere tacciato di faziosità :lol:

Personalmente trovo più comprensibile e concorde con quanto osservo nei mie strumenti questa affermazione:

"La centrica, cioe' la figura teorica data dal fenomeno della diffrazione, viene notevolmente alterata solo quando la turbolenza raggiunge un'entita'paragonabile al potere risolutivo del telescopio, mentre non viene alterata in modo apprezzabile se la turbolenza non supera la meta di questo valore."

Ora, considerando che stiamo parlando di diametro e seeing, questa affermazione sembrerebbe spiegare perchè con il mio 100mm a lenti riesco ad ottenere immagini non alterate ( o meno alterate) da seeing che con il 250mm, facendo due conti:

100mm = Potere Risolutivo 120/100= 1,20" diviso 2 = 0,60"
quindi con seeing tra 1,20" e 0,60" l'aterazione dell'immagine dovuta al seeing è nulla o tollerabile.

250mm = PR 0,48" diviso 2 = 0,24" quindi il seeing che devo avere per avere immagini poco o nulla alterate dev'essere compreso tra 0,48" e 0,24"

Francamente avere un seeing compreso tra questi valori non mi sembra un caso molto frequente :roll:

Il sito da cui ho tratto la frase di cui sopra è questo
http://www.uriland.it/astronomia/articl ... eeing.html
insieme c'era anche questa figura esemplificativa ( che potremmo considerare anch'essa una "simulazione"):

Immagine


Per dirla in parole semplici, è come se il maggior potere risolvente in realtà "risolvesse" la turbolenza del seeing amplificandola, un pò come se per vedere meglio uno schermo TV a tubo catodico di avvicinassimo con una lente, non vedremmo altri dettagli in più se non i pixel perchè in quel caso la risoluzione è limitata dal seeing e un'apertura con una risoluzione più alta non può esplicare la propria potenzialità.

Ovviamente per semplificare stiamo volutamente tralasciando un sacco di altri fattori, perchè dai 200mm in su gli strumenti non ostruiti non sono proprio alla portata di chiunque ;-) e siamo nel regno dei riflettori, e quindi subentrano tanti altri elementi peggiorativi dell'immagine (ostruzione, lavorazioni degli specchi, strato limite etc. etc.).


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MessaggioInviato: sabato 14 giugno 2008, 10:47 
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Iscritto il: mercoledì 17 ottobre 2007, 11:38
Messaggi: 11259
mauro_dalio ha scritto:
ras-algehu ha scritto:
Se per esempio (come dicono alcuni) il miglior ingrandimento per raggiungere la magnitudine limite strumentale (consideriamo sempre un cielo standard buono) è tra la metà e il diametro dello strumento in mm (tanto per capirci, il disco di airy deve essere il più possibile un punto e non "ingrandito" se no si disperde luminosità) si capisce che un grosso telescopio (poniamo un 400mm) ha serie difficoltà ha raggiungere il suo limite visto che dovrebbe usare ingrandimenti compresi tra 200 e 400 (e con il seeing che c'è normalmente la cosa risulta difficile).


E' tutto giusto tranne che non è vero che ci si ferma a 200x!! In genere noi diamo la caccia alla centrale di M57 quando vediamo che le stelle sono abbastanza puntiformi a 400x e oltre. In queste condizioni si vede fino a 16.6.


Ma tu sei veramente sicuro che a oltre 400x (per un 400mm) arrivi a magnitudini maggiori che con ingrandimenti più bassi?
A prescindere dal caso di M57 (li c'è anche un problema di contrasto perchè la stella centrale è immersa nella nebulosa) se yu ingrandisci troppo l'occhio inizia a vedere la luminosità della stella non più concentrata in un punto (o quasi) ma in un disco e anche dispersa nelle varie centriche (che tu a un certo ingrandimento vedresti staccate dal disco di airy). Quindi, secondo me ma non sono certo io il primo ad averlo detto, troppi ingrandimenti non si guadagna, anzi, si perde (e questo a prescindere dal seeing).
Si potrebbero fare delle prove (e infatti prima dell'amiata l'avevo inizialmente proposto e però poi ho mollato).


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MessaggioInviato: sabato 14 giugno 2008, 10:51 
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Iscritto il: giovedì 7 dicembre 2006, 23:07
Messaggi: 8592
Località: Leiden, The Netherlands
Vicchio ha scritto:
Ovviamente per semplificare stiamo volutamente tralasciando un sacco di altri fattori, perchè dai 200mm in su gli strumenti non ostruiti non sono proprio alla portata di chiunque ;-) e siamo nel regno dei riflettori, e quindi subentrano tanti altri elementi peggiorativi dell'immagine (ostruzione, lavorazioni degli specchi, strato limite etc. etc.).


Era quello che avevo richiesto io. In effetti finora abbiamo dimostrato che un rifrattore da 500mm è più performante di un 100mm, o un herscheliano... insomma, uno strumento non ostruito. Ora, dato per scontato che le simulazioni siano realistiche (*) e che per uno strano effetto del cervello (...boh...!) a noi "sembra" di vedere diversamente, come incide la differenza di schema ottico? Perché finora abbiamo sempre detto che lo schema ottico non conta, che conta solo il diametro eccetera. Questo è stato comunemente accettato perché ci siamo messi nel Paradiso senza turbolenza. Nel momento in cui la turbolenza sale, cosa cambia? Al di là delle non idealità, cioè mettiamoci sempre in condizioni ideali, facciamo finta che il riflettore non abbia tutti quei millemila problemi che lo separano dall'idealità (quindi supponiamo collimazione picometrica, specchio perfettamente in temperatura, strato limite totalmente assente, insomma, non certo il paradiso ma un piccolo idillio di tecnologia :) ), ma in ogni caso lo schema ottico cambia le cose. Di quanto? Non lo so, sicuramente di quel quanto che porta moltissimi (anche i sostenitori del grande diametro, tranne pochissimi) a vedere delle differenze tra i due (in realtà gli n, ci sono anche i Cassegrain, gli SC...).
Di questo non ci hai parlato (mi pare di aver capito...), quindi immagino che il software non tenga conto dello schema ottico e dei materiali "in mezzo". Per spiegarmi (tentando di rendere leggibile la cosa anche agli altri... :) ), se supponiamo focalizzazione perfetta della luce e assenza di diffrazione, sostanzialmente conoscere lo schema ottico effettivamente non ci interessa. Abbiamo un sistema che "in qualche modo" focalizza la luce "ad una qualche distanza", e dei parametri tra virgolette non ce ne frega niente. Ci basta sapere che un fronte d'onda perfettamente piano e parallelo all'asse ottico (**) diventi perfettamente sferico e basta.
Sarebbe interessante se il software, di cui ho tentato di indovinare il comportamento, ma non conoscendolo probabile mi sbagli, potesse tenere in conto varie possibilità (effetto di più lenti, cromatismo, riflessioni multiple, diffrazione, coma...) per cercare di interpretare quello che molti astrofili dicono (e dei quali mi fido, non penso che siano qui per vendere telescopi :) ) e che io, anche se con un legittimo dubbio, condivido.

Insomma, voglio trovare il perché di tante spiegazioni e impressioni che, a quanto dici e riporti, dovrebbero essere totalmente errate, peggio ancora false, senza passare per spiegazioni del tipo "perché i newton li fanno male" o "perché la gente non sa usare il proprio strumento" (perché questo includerebbe il rifrattore) o altre cose del genere che, in questa sede, sono OT. Chissà se una simulazione può esserci d'aiuto. Magari anche una serena discussione senza troppi tecnicismi, "per sommi capi e report", alla fine siamo qui per condividere il nostro hobby, non siamo ricercatori :D

(*) Su questa mi concedo il beneficio del dubbio per il semplice fatto che non ho possibilità di verifica se non 80 vs 150 ostruito (che è praticamente un 130?) ma non di pari fattura. Trovo sempre stimolante il cercare una corrispondenza tra una simulazione numerica, un'analisi teorica e la realtà, perché molto spesso ho trovato differenze, altre volte coincidenze. Sarebbe interessante sapere in quale dei due casi siamo :D

(**) Su questo mi piacerebbe discutere, in un'altra discussione perché è OT. E' un'ipotesi che si fa sempre (ed è quella che ci progettare uno schema ottico in modo che un punto all'infinito si mappi in un punto) ma che sappiamo non essere vera. La qual cosa mi ha fatto venire qualche dubbio, in particolare per le aberrazioni geometriche... vabbé, per ora diamola per scontato, poi ne parliamo ;)

ras-algehu ha scritto:
Ma tu sei veramente sicuro che a oltre 400x (per un 400mm) arrivi a magnitudini maggiori che con ingrandimenti più bassi?


Su questo sono sicuro anche io di no. Altra spiegazione, si prende un cono di luce più piccolo di quello che arriva all'oculare. Sono certo che mauro intendesse altro... :roll:

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Tutto ciò che dà fastidio al potere e alle buone coscienze, questo è Marcos. E, per questo, tutti noi che lottiamo per un mondo diverso, per la libertà e l'emancipazione dell'umanità, tutti noi siamo Marcos.


Ultima modifica di Lead Expression il sabato 14 giugno 2008, 10:59, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: sabato 14 giugno 2008, 10:59 
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Iscritto il: domenica 15 luglio 2007, 10:35
Messaggi: 2770
Io nn ho fatto molte prove "mirate" per arrivare alla mv limite, ma mi sembra che l'ingrandimento massimo/migliore/inciso/risolutivo..... nel mio 18" (sia per il planetario che per i globulari) sia 394x.

Ho solo il pentax 5,2 come focale minima con singolo oculare e provando con la barlow 2x e il nagler 9 (sui 455x) anche se l'immagine e' ancora molto buona e simile alla precedente........preferisco l'ingrandimento minore piu' stabile e inciso.

Poi a volte esagero raddoppiando i 394x, ma solo per ingordigia!!!


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MessaggioInviato: sabato 14 giugno 2008, 11:06 
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MessaggioInviato: sabato 14 giugno 2008, 11:21 
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Ultima modifica di mauro_dalio il sabato 14 giugno 2008, 11:27, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: sabato 14 giugno 2008, 11:26 
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Iscritto il: giovedì 7 dicembre 2006, 23:07
Messaggi: 8592
Località: Leiden, The Netherlands
mauro_dalio ha scritto:
Immagine

La figura mostra meglio un fatto: che il fronte d'onda turbolento produce due effetti: rugosità (che è il valore PV intercettato dal telescopio) e tilt (che è l'inclinazione media del fascio intercettato dal telescopio.
La rugosità è la cosa che frantuma la figura di interferenza, il tilt quella che lo fa ballare.


Mauro, scusami, questo fatto del tilt me lo spiegheresti? Dalla figura non si capisce. Perché quello a sinistra è più inclinato rispetto a quello a destra?

Edit: No, penso di aver capito... Ma devo studiarmelo perché non lo trovo esplicativo...

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MessaggioInviato: sabato 14 giugno 2008, 11:33 
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Lead Expression ha scritto:
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Ovviamente per semplificare stiamo volutamente tralasciando un sacco di altri fattori, perchè dai 200mm in su gli strumenti non ostruiti non sono proprio alla portata di chiunque ;-) e siamo nel regno dei riflettori, e quindi subentrano tanti altri elementi peggiorativi dell'immagine (ostruzione, lavorazioni degli specchi, strato limite etc. etc.).


Era quello che avevo richiesto io. In effetti finora abbiamo dimostrato che un rifrattore da 500mm è più performante di un 100mm, o un herscheliano... insomma, uno strumento non ostruito. Ora, dato per scontato che le simulazioni siano realistiche (*) e che per uno strano effetto del cervello (...boh...!) a noi "sembra" di vedere diversamente, come incide la differenza di schema ottico? Perché finora abbiamo sempre detto che lo schema ottico non conta, che conta solo il diametro eccetera. Questo è stato comunemente accettato perché ci siamo messi nel Paradiso senza turbolenza. Nel momento in cui la turbolenza sale, cosa cambia? Al di là delle non idealità, cioè mettiamoci sempre in condizioni ideali, facciamo finta che il riflettore non abbia tutti quei millemila problemi che lo separano dall'idealità (quindi supponiamo collimazione picometrica, specchio perfettamente in temperatura, strato limite totalmente assente, insomma, non certo il paradiso ma un piccolo idillio di tecnologia :) ), ma in ogni caso lo schema ottico cambia le cose. Di quanto? Non lo so, sicuramente di quel quanto che porta moltissimi (anche i sostenitori del grande diametro, tranne pochissimi) a vedere delle differenze tra i due (in realtà gli n, ci sono anche i Cassegrain, gli SC...).
Di questo non ci hai parlato (mi pare di aver capito...), quindi immagino che il software non tenga conto dello schema ottico e dei materiali "in mezzo". Per spiegarmi (tentando di rendere leggibile la cosa anche agli altri... :) ), se supponiamo focalizzazione perfetta della luce e assenza di diffrazione, sostanzialmente conoscere lo schema ottico effettivamente non ci interessa. Abbiamo un sistema che "in qualche modo" focalizza la luce "ad una qualche distanza", e dei parametri tra virgolette non ce ne frega niente. Ci basta sapere che un fronte d'onda perfettamente piano e parallelo all'asse ottico (**) diventi perfettamente sferico e basta.
Sarebbe interessante se il software, di cui ho tentato di indovinare il comportamento, ma non conoscendolo probabile mi sbagli, potesse tenere in conto varie possibilità (effetto di più lenti, cromatismo, riflessioni multiple, diffrazione, coma...) per cercare di interpretare quello che molti astrofili dicono (e dei quali mi fido, non penso che siano qui per vendere telescopi :) ) e che io, anche se con un legittimo dubbio, condivido.

Insomma, voglio trovare il perché di tante spiegazioni e impressioni che, a quanto dici e riporti, dovrebbero essere totalmente errate, peggio ancora false, senza passare per spiegazioni del tipo "perché i newton li fanno male" o "perché la gente non sa usare il proprio strumento" (perché questo includerebbe il rifrattore) o altre cose del genere che, in questa sede, sono OT. Chissà se una simulazione può esserci d'aiuto. Magari anche una serena discussione senza troppi tecnicismi, "per sommi capi e report", alla fine siamo qui per condividere il nostro hobby, non siamo ricercatori :D

(*) Su questa mi concedo il beneficio del dubbio per il semplice fatto che non ho possibilità di verifica se non 80 vs 150 ostruito (che è praticamente un 130?) ma non di pari fattura. Trovo sempre stimolante il cercare una corrispondenza tra una simulazione numerica, un'analisi teorica e la realtà, perché molto spesso ho trovato differenze, altre volte coincidenze. Sarebbe interessante sapere in quale dei due casi siamo :D

(**) Su questo mi piacerebbe discutere, in un'altra discussione perché è OT. E' un'ipotesi che si fa sempre (ed è quella che ci progettare uno schema ottico in modo che un punto all'infinito si mappi in un punto) ma che sappiamo non essere vera. La qual cosa mi ha fatto venire qualche dubbio, in particolare per le aberrazioni geometriche... vabbé, per ora diamola per scontato, poi ne parliamo ;)

ras-algehu ha scritto:
Ma tu sei veramente sicuro che a oltre 400x (per un 400mm) arrivi a magnitudini maggiori che con ingrandimenti più bassi?


Su questo sono sicuro anche io di no. Altra spiegazione, si prende un cono di luce più piccolo di quello che arriva all'oculare. Sono certo che mauro intendesse altro... :roll:


Ciao Nik !

Se ti interessa il Paradiso casomai può farti piacere dare uno sguardo a questo: http://forum.astrofili.org/viewtopic.php?t=27956

Buona giornata

Massimiliano :wink:


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