L’opposizione di Giove è avvenuta il 10 gennaio, ed era un evento che attendevo con impazienza, per un motivo molto semplice: il pianeta finalmente raggiunge altezze sull’orizzonte elevate, ben oltre i 60°
Non c’è momento migliore per le riprese, meteo a parte ovviamente
Avevo iniziato a seguire Giove appena possibile, intorno a dicembre, ma non avevo trovato buone serate.
In più c’era un problema: la mia camera Zwo Asi 178 MC non mi dava un campionamento adatto per le riprese, a causa del suo sensore con pixel da 2,4 micron. Troppo grandi per lavorare al fuoco diretto del mio Vixen Vmc 200, e quindi con una scala di immagine corta, troppo piccoli per lavorare con la Barlow 2x, dove la scala di immagine era troppo elevata.
Ho così deciso di cambiare camera, e la scelta iniziale è ricaduta su un modello particolare: La Svbony SC 715 C, con pixel da soli 1,45 micron
Potrebbe sembrare un azzardo lavorare con pixel così piccoli, ma la tecnologia dei sensori avanza rapidamente. Inoltre la scala di immagine è già buona al fuoco diretto del mio telescopio (1.950 mm di focale).
Il risultato? Ecco la prima ripresa decente del giorno 14 gennaio:
Allegato:
giove4 svbony 14-01-26 con dati.jpg [ 97.34 KiB | Osservato 292 volte ]
Non avevo condizioni decenti di ripresa da ben 10 anni, e per me è stato un vero piacere riprendere finalmente una immagine decente di Giove
Ma quali sono i vantaggi nell’utilizzo di una camera dai pixel così piccoli? Bè a mio parere sono diversi gli aspetti di cui tenere conto:
– non è necessario utilizzare una lente di Barlow che, seppur buona (e la mia è eccellente), introduce pur sempre un ulteriore elemento nel treno ottico
– se il seeing non è buono, un conto è riprendere al fuoco diretto (1.950 mm di focale), un conto con Barlow a 3.900 mm. Già fare la messa a fuoco diventa una impresa, e il tutto diventa poco gestibile
– riprendere al fuoco diretto vuol dire avere molta luce in più sul sensore, e questo ci permette di diminuire drasticamente il tempo di espiazione per cercare di congelare il seeing, e soprattutto di aumentare il frame rate.
Proprio su quest’ultimo punto devo fare una precisazione: la camera Svbony SC 715 C è un piccolo prodigio: al fuoco diretto il gain è intorno a 20, su una scala totale di 200, e sono riuscito a raggiungere la bellezza di ben 156 frames al secondo
Sono risultati incredibili fino a pochi anni fa, e questo ci da il dato di quanto la tecnologia ci stia aiutando nelle riprese astronomiche. Superfluo aggiungere che la camera aveva un rumore molto ridotto.
Però siccome avevo dei dubbi, mi ero procurato anche una seconda camera, una Zwo Asi 662 MC, con pixel del valore di 2,9 micron. Perchè? Ero curioso di utilizzare una camera con pixel leggermente più grandi della mia vecchia Zwo Asi 78 MC, e il doppio della nuova Svbony
Logicamente al fuoco diretto della Asi 662 MC il pianeta ha una scala di immagine davvero ridotta, ma la “magia” avviene quando si inserisce la Barlow:
Allegato:
giove asi 662 14-01-26 con dati.jpg [ 111.61 KiB | Osservato 292 volte ]
Nonostante il rapporto focale di f19,5 questa camera riesce a lavorare all’incredibile valore di esposizione di 3.051 ms, pari a circa 1/327 secondo e all’astronomica cifra di ben 227 fotogrammi al secondo
Sono numeri impressionanti, soprattutto considerando il costo abbordabile della camera (che ho comprato usata). E’ ovvio che lavorare a una focale superiore ci mette davanti all’effetto deleterio del seeing, ma la qualità del sensore della Asi 662 MC ribalta il discorso.
Non a caso questa camera utilizza lo stesso sensore del Seestar S30 che uso da un pò. Sono veramente stupito
Nell’arco di 90 secondi è possibile registrare oltre 20.000 frames, per cui credo che la tecnica della derotazione, che non ho mai usato, non sia più indispensabile.
Allo stesso tempo però una focale maggiore ci da più ingrandimento, quindi potenzialmente un maggiore dettaglio. E mettendo a confronto le immagini emerge una superiorità della camera con i pixel più grandi, in questo caso.
E’ stata una bella sorpresa anche il transito del satellite Io.
Vorrei aggiungere anche che la camera Zwo Asi 662 MC è ben integrata nei software di cattura come Sharpcap, che uso con i sensori a colori come questi. La Svbony SC 715 C no, c’è ancora da lavorarci su: manca il fondamentale comando della regolazione del bilanciamento del bianco, ragion per cui con questa camera ci si trova Giove verde senza poter fare regolazioni. E’ quindi necessario usare il software di Svbony per la cattura, che non è male, anzi. Però non ho capito come creare i log dei dati di rirpesa, e così non trovo i dati di esposizione della camera. Niente di grave, le prossime volte cercherò di segnarli a mano
Spero che tutte queste considerazioni possano essere utili
