Premetto che ovviamente i miei sono solo pareri personali, mi fa piacere condividere la mia esperienza con chi ha una camera uguale alla mia (che per inciso io adoro, anche se ovviamente le sue magagne ce le ha). Per mia natura se posso preferisco usare al 100% le funzioni di un buon programma che al 10% le funzioni di 10 programmi. Può darsi che sia un approccio sbagliato, ma a me piace così.
Simone Martina ha scritto:
Ci sono alcune cose che di Maxim proprio non mi piacciono, CCDOps lo trovo molto lineare e semplice.
Si, può apparire più semplice all'inizio perché MaxIm è estremamente più completo e quindi ha davvero tante opzioni. Purtroppo se cominci ad abituarti ad un procedimanto tendi a non volerlo più cambiare, per questo mi permetto di consigliarti di passare subito a MaxIm finché sei ancora "fresco".
Simone Martina ha scritto:
Per altro quel maledetto DL non digerisce né dark né alcun tipo di file FIT fatto con CCDops, mi spiego: li legge, ma se faccio il wizard per il preprocessing assolutamente non mi legge gli header dei fits.
Della serie, lo standard... ognuno ha il suo diverso dagli altri

Anche questo è vero. Non c'è in effetti uno standard FITS se non riguardante poche keyword. Ovviamente dal punto di vista di MaxIm è CCDOps che genera FITS non standard. Anche qui, se ti abitui a riprendere con MaxIm DL non avrai più problemi ed anzi beneficerai di tutta una serie di automatismi, ad esempio per la calibrazione delle immagini, di cui non potresti godere se i dati dell'header FITS sono incompleti. Forse ti ho già segnalato questi miei appunti, ma se non l'ho fatto prova a guardarli e a vedere se ti possono essere utili:
http://www.astropix.it/appunti/maxdl-calibration.htmlhttp://www.astropix.it/appunti/maxdl-stack.htmlhttp://www.astropix.it/appunti/maxdl-infowindow.htmlhttp://www.astropix.it/appunti/maxdl-pinpoint.htmlMancano ancora informazioni sulla ripresa (ed un sacco d'altre). È uno dei miei buoni propositi per l'anno nuovo.
Simone Martina ha scritto:
Per quanto riguarda le pose, in un'altra foto Ivaldo mi scrivesti
Ivaldo Cervini ha scritto:
Anche io utilizzo la ST-8XME e, per quella che è la mia esperienza, stai percorrendo una strada sbagliata effettuando un'unica posa lunga. Non dico che 20 pose da un minuto ti avrebbero dato di meglio, ma una 15ina di subframe da 3 o 4 minuti credo di si. Intanto avresti avuto poco o nessun blooming, poi avresti abbattuto il rumore e grazie al dithering eliminati anche hot e dark pixel.
A parte il fatto che ho dovuto interrompere le pose dopo 15 minuti (5*180s) perché sono arrivate le nuvole

, ma credo di aver travisato un po' il senso del consiglio limitando così tanto il tempo delle singole pose.
Leggendo
Guida ai CCD per l'Astronomia avevo capito che aumentando il tempo di posa il rapporto S/N aumenta, quindi se io facessi 6 pose da 600s (blooming a parte) tenderei ad abbattere il rumore in favore dell'informazione, giusto?
Il rapporto segnale rumore lo migliori in tutt'e due i modi, nel senso che mediando più immagini abbassi il rumore mentre aumentando le pose aumenti il segnale. Come ha già detto Ras, ed io concordo con lui, c'è un limite alle pose massime dato dal tuo setup e dal tuo cielo oltre al fatto che se fai dieci pose da un minuto ed una ti viene mossa la scarti ed avrai 9 minuti di buone immagini, se ne fai una da dieci minuti e ti viene mossa butti tutto. Io con la tua stessa camera su un telescopio ad f/6 non supero mai i 10 minuti (con filtri stretti, in luminanza due o tre minuti son quasi sempre sufficienti), ma ovviamente questo lo devi giudicare tu sulla tua strumentazione. L'ideale sarebbe fare tante pose di durata "giusta". E quando dico tante non intendo 5 o 6, ma 30 o 40, ma mi rendo conto che non sempre se ne ha la possibilità.
Un'altra cosa che ti ha già detto Ras e che confermo è che i bias puoi riprenderli quando vuoi. Siccome una delle grandi comodità di questi tipi di camera è la possibilità di crearti delle librerie di FITS di calibrazione (vedi il primo dei link che ti ho dato) io ti consiglio di lavorare a temperature precise e non di cercare sempre e solo di raffreddare il più possibile il sensore. Ad esempio a seconda della stagione potresti scegliere di lavorare a -10º, o a -15º, a -20º o anche a -25º. Lavorare a -21.7º non porta grandi benefici rispetto a -20º e ti obbliga a rifare dark e bias ad hoc.
Ras ha ragione anche quando dice che il migliore S/N si ha con la somma pura (o con la media, che poi a ben vedere sono la stessa cosa), ma io ho constatato che da un punto di vista "cosmetico" il Sigma Clip o il metodo SD Mask restituiscono immagini più pulite eliminando hot pixel, cold pixel, raggi cosmici e pure le scie di aerei e satelliti. Certo se il tuo intento fosse la ricerca allora usa la somma pura. Ad ogni modo la calibrazione si fa a posteriori e non è distruttiva e quindi nessuno ti vieta di fare le due cose per avere immagini "belle" o "utili" alla bisogna.