Una ripresa dell'altro ieri, effettuata di fretta con il discusso Newtoniano GSO 200/800, munito di correttore di coma Baader MPCC, e la mia 350D raffreddata a 0 °C dentro ad una pesante scatola fredda autocostruita, diventa un piccolo banco di prova per questo economico Newtoniano. Le mie capacità nell'acquisizione e successiva elaborazione della ripresa devono costituire qualche punto a favore del setup impiegato, visto che lo stesso, in mani esperte, potrebbe sicuramente rendere di più e meglio. Le mie modeste capacità di analisi, come ho già premesso, mi permettono di osservare che il fuocheggiatore del GSO riesce a sostenere il peso della fotocamera di ripresa e della scatola fredda (per un totale di circa 1800 gr.) senza introdurre importanti flessioni. Si nota anche il buon lavoro del correttore MPCC Baader, che riesce a migliorare in maniera drastica il fisiologico coma dello strumento così aperto. La collimazione prima della ripresa è stata effettuata con un sight-tube ed un'autocollimatore Cat's Eye, ed è risultata molto buona. L'immagine è frutto della media di soli sette subframes di 420 secondi ciascuno, ripresi ed autoguidati durante una serata umida e quindi poco trasparente, in autoguida, e con il filtro Astronomik CLS EOS clip, che ha introdotto una dominante azzurrina, poi ridotta in maniera efficace dalla funzione "Adjust Color Background (offset)", presente nel software Nebulosity. Sono stati ripresi pochi frames di calibrazione: soltanto tre dark frames, e gli essenziali flat fields ripresi al tramonto; evidentemente una maggiore quantità di frames di ripresa e di dark, avrebbe giovato molto alla qualità finale della ripresa (la Luna stava sorgendo).
Qualche ulteriore dato: acquisizione con il software Nebulosity 2.XX in dithering con Phd Guiding (opzione Medium Dither), calibrazione e stretching DDP con Images Plus, bilanciamento finale dell'immagine sempre con Nebulosity, con il quale l'immagine è stata ridimensionata in binning 2x2 ed inviata al sito che la ospita. Al di la di uno stretching e di un bilanciamento di luminosità/contrasto, e colore, nessun intervento "invasivo" è stato effettuato sull'immagine, né sulla forma delle stelle, per rendere testimonianza delle potenzialità nude e crude dello strumento, che piano piano, inizia a regalarmi qualche piccola soddisfazione.
Interventi, suggerimenti, saluti saranno molto graditi.
Roberto
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