Cari amici, vi sottopongo quest'altra ripresa di...una nebulosa planetaria! Tanto per cambiare!
Allora, premetto che quella sera il cielo era abbastanza buono e lo scintillio delle stelle indicava un buon seeing...ma io ero stanco e a pezzi per la giornata pesante. Nonostante ciò, mi ero fatto coraggio ed iniziai la lenta via crucis del montaggio dello strumento e di tutta l'attrezzatura sul terrazzo di casa.
Dopo la consueta ora fra montaggio, bilanciamenti e calibrazioni varie...mi si presenta il dubbio...e ora?
In una serata del genere dove la stanchezza è ai massimi livelli e non si vuole imprecare più di tanto nel riprendere soggetti troppo difficili, per poi lottare strenumente con la montatura ballerina, pensai di scegliere una planetaria bella cicciotta e luminosa, magari presa tra quelle già fotografate in passato, di cui però non ero soddisfatto (praticamente, quasi tutte!

).
La scelta quindi cadde sulla celeberrima NGC 6871, la Sythe Moon Nebula.
Perfetto! Niente di meglio che un soggetto brillante su cui dosare esposizioni brevi e quindi senza dannarsi nell'incubo di vedere le stelle allungate in tutte le riprese! Insomma, la premessa di una serata rilassante e piacevole, c'era tutta.
Senonchè, preparato il tutto, nel momento in cui clicco il magico pulsante di Start di MaxIm, ecco giungere la brezza...
"Ahi quanto a dir qual era è cosa dura / esta selva selvaggia e aspra e forte / che ne pensier rinova la paura!".
Tanto per citare l'illustre toscanaccio, ma il pensiero era proprio quello!!
La serata da rilassante diventa puntualmente un inferno, la povera eq6 con in groppa il tubone da 250mm fatica moltissimo, il grafico PHD sembra un film horror muto stile anni '20, ed io stavo con il continuo patema che una raffica di vento facesse saltare la stella guida, costringendomi a contorsioni informatiche per ripristinare la sequenza.
Si sta parlando non di venti da uragano, ma di brezza con velocità compresa fra 0,8 e 1,4 km/h (ho la stazione meteo!)...che per il mio setup è assolutamente un dramma.
Per farla breve, quasi tutte le riprese mostravano stelle allungate ma per fortuna phd, nonostante le oscillazioni, era riuscito a mantenere la stella!
Massacrato dalla stanchezza e dall'ansia della serata, mi tumulai a letto, con un pò di scoramento per la scarsa riuscita generale, rimandando all'indomani il punto della situazione.
L'immagine della planetaria alla fine esce fuori e devo dire che nonostate tutto la trovo soddisfacente. Non male per la MX716! Inoltre l'applicazione del metodo Cannistra, ha permesso una generazione di un verde sintentico che ha restituito un colore naturale, compresi tutti gli interessanti dettagli.
A fine elaborazione le stelle erano cmq tutte ovali, ed ho provato a correggerle utilizzando il metodo Del Rosso, unito al metodo Benintende per la selezione delle sole stelle. La correzione però l'ho eseguita solo sull'immagine a colori...come potete vedere dalla scheda.
Dal confronto del canale Halpha e OIII, si evidenzia la stratificazione della ionizzazione ma l'aspetto decisamente più interessante, che molte immagini amatoriali non mostrano molto bene, sono dei chiaro scuri ben visibili in OIII all'interno della planetaria, i quali si riflettono meno anche in Halpha e che nell'immagine a colori restiuiscono un aspetto dell'interno della planetaria poco uniforme ed irregolare. Tali zone altro non sono che aree a più alta densità nebulare che per la presenza di pulviscolo offrono una schermatura all'effetto fotoionizzante del nucleo centrale, per cui creano poi quelli che sono conosciuti come "nodi cometari", molto studiati in nebulose evolute quali ad esempio la Helix o la Ring nebula o la Dumbell.
Ecco il link della ripresa:
NGC 6781Per ulteriori informazioni potete consultare la scheda su PNebulae, che tral'altro è completa anche di immagini professionali, report osservativi, e di immagini amatoriali eseguite da amici che hanno voluto contribuire!
NGC 6781 - Scheda