1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: martedì 6 novembre 2012, 1:47 
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Iscritto il: sabato 19 dicembre 2009, 16:54
Messaggi: 1067
Cicciobocc ha scritto:
Marco quale sarebbe la giusta sequenza?

Questa è una domanda da 1 milioncino, in quanto non ho mai effettuato un'elaborazione completa solo con PI, ma ho sempre utilizzato Maxim DL, PS CS2 e PI insieme. Chiaramente l'elaborazione va pianificata in base ai dati disponibili, tuttavia una sequenza di base con questi tre SW potrebbe essere:
Maxim DL: stack dei singoli canali e relativi stretch logaritmici (o DDP per la luminanza). Composizione LRGB e recupero del colore in PS. Neutralizzazione background, deconvulsione, HDRM e riduzione morfologica in PI. Maschere di livello e contrasto selettivo, riduzione del rumore in PS.
Chiaramente quanto sopra è soggettivo in quanto personalmente ho trovato più congeniale e redditizio l'utilizzo di alcuni tools specifici questi SW, ciò non toglie il fatto che un'elaborazione completa utilizzando solo PI possa dare i soliti risultati o forse anche migliori.
Marco


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MessaggioInviato: martedì 6 novembre 2012, 2:26 
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Iscritto il: giovedì 9 marzo 2006, 19:40
Messaggi: 987
Località: Salerno
Tipo di Astrofilo: Fotografo
Ciao,

credo di poterti dire con buona certezza che, in basa al tuo campionamento, non è assolutamente possibile effettuare una proficua deconvoluzione, semplicemente non hai abbastanza dati spaziali per farla. Le deconvoluzioni vengono "bene" solo quando hai un sovracampionamento, cosa che non è nel tuo caso. Ti consiglio di saltare a piè pari questo passaggio e di utilizzare solo le wavelet per dare microcontrasti. Ricorda se puoi di applicarli solo ai "bordi" e di non esagerare specie con i raggi di detezione in pixels. Potresti fare, al posto della deconvoluzione, una sorta di Sharpen finale con una deconvoluzione fittizia con algoritmo LR o Van Cittert sulla immagine finale (a colori ed elaborata) utilizzando una PSF gaussiana pura definita da te, ma nell'ordine di 0.7/1 pixel e senza troppe iterazioni. Vedrai l'immagine apparire più secca ma in maniera più efficace del semplice sharpen o unsharp masking.

Ciao da JOE


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MessaggioInviato: martedì 6 novembre 2012, 9:56 
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Iscritto il: sabato 3 marzo 2007, 13:35
Messaggi: 543
Località: Roma
Non hai attivato il deringing nella deconvoluzione???? Ahiahiahi!!!!

Apparte scherzi, per una sana e buona deconvoluzione (non "deconvulsione" markigno :D :D :D ) bisogna necessariamente fare i seguenti passaggi:

1 - creazione della PSF
2 - creazione di una maschera di stelle da usare per il deringing
3 - creazione di una maschera per applicare la deconvoluzione solo sulle aree ad alto rapporto S/N (di solito è una maschera di luminanza)

in questo tutorial (se non lo hai già visto) puoi trovare spero delle informazioni utili.

Ti consiglio come ti ha già detto Joe di saltare per ora la deconvoluzione in quanto l'unico effetto che si ottiene con quella scala d'immagine è uno sharpening, che però può essere utile. Ad esempio io la uso anche su immagini con una scala non adatta, come questa.

Il prezzo da pagare però è una eccessiva "secchezza" delle stelle, a meno di usare una maschera di luminanza senza stelle.

Quindi per ora salta la deconvoluzione e concentrati sul tool HDRMultiscaleTransform. Seleziona un numero di Layer che ti permetta di distinguere le strutture presenti nel nucleo di andromeda. Da lì in poi la strada è in discesa (lieve :D ).

Emanuele.

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MessaggioInviato: martedì 6 novembre 2012, 10:08 
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Iscritto il: sabato 12 aprile 2008, 15:38
Messaggi: 2561
Località: Tradate (VA)
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Aggiungo il mio modesto parere: l'immagine mi pare stupenda, con qualche piccolo dettaglio da sistemare, ma nel complesso davvero invidiabile!

I piccoli dettagli che vedo sono:
- molte stelle con alone viola (ab. cromatica?). Potresti provare a ridurre la saturazione selettivamente sui magenta, e mascherando solo sulle stelle.
- bordo superiore non croppato che mostra una fascia viola. Un bel crop ed è fatto.
- sempre al bordo superiore dei segnetti, forse riflessi. Timbro clone e via!
- leggero ringing da troppa maschera sfuocata o simile. Proteggi le stelle.

La seconda elab postata invece non mi piace proprio. Perde naturalezza e i colori sono derivati.

Ciao,
Lorenzo

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Nwt 30cm f/5, Nwt 20 cm f/6, SC 20cm f/10, Schmidt 30cm f/2, TEC 140, Pentax 75, Gemini G-41, Kenko NES.
Sito: http://astrosurf.com/comolli/


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MessaggioInviato: martedì 6 novembre 2012, 13:07 
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Iscritto il: sabato 19 dicembre 2009, 16:54
Messaggi: 1067
Resonance ha scritto:
Apparte scherzi, per una sana e buona deconvoluzione (non "deconvulsione" markigno :D :D :D )

...azz Emanuele, sò proprio ignuranto :oops: ; ma l'importante è che,... a parte :wink: qualche strafalcione linguistico :mrgreen:, il concetto generale sulla corretta attivazione delle maschere di protezione sia stato, più o meno, abbastanza esaustivo.
Marco


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MessaggioInviato: martedì 6 novembre 2012, 13:18 
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Iscritto il: mercoledì 11 gennaio 2012, 0:21
Messaggi: 344
Tipo di Astrofilo: Fotografo
Dunque Marco tu sicuramente non puoi non ricordarti di me per quel fraintendimento legato ad altra persona per l'originaria M31 18 ore (versione dell'epoca); quella volta non sono intervenuto come rilevasti ma lo faccio adesso e provo a dirti la mia che si colloca su una posizione ibrida rispetto a tutto ciò che ti è stato detto. Partendo con una similitudine, se uno sciatore non è dichiaratamente provetto lungo la discesa eviterà zone ghiacciate, dossi con salti ecc...., ma cerherà di completare la pista in modo accorto per migliorare di volta in volta la propria perizia.
Se si accetta il fatto che tu ancora cerchi di conseguire una perizia elaborativa del deep-sky non trovo molto proficuo e condivisibile l'approccio che hai intrapreso nell'utilizzo di Pixinsight cercando fin da subito di chiedere 'tutto' a questo SW per certi versi non proprio entry-level. Se poi cerchi o pensi che sussista una sequenza di interventi precostituita da seguire passo passo ogni volta questo è assai rischioso poichè gli approcci richiedibili a PI dipendono intimamente dal tipo di ripresa intendendo con questo che l'errore più grave che si può fare è accomunare una ripresa eseguita con un rifrattore a corta focale con una eseguita con un riflettore a media e lunga focale e non ultimo dalla qualità derivante dal cielo specifico.
Non si può fare di tutta l'erba un fascio perchè le cose non stanno in questo modo; preoccuparsi ad esempio di deconvoluzione a 500 mm è tempo totalmente perso perchè non c'è niente da deconvolvere mentre invece altri aspetti assumono rilevanza assai maggiore e giustificata. Seguire dei tutorials anche molto ben fatti non vuol dire garantirsi una via per il paradiso perchè comunque il tutorial non 'conosce' la ripresa che hai nelle mani e quindi molti passaggi seppur corretti e ben descritti possono non esserti utili o apllicabili.
E quindi il mio consiglio se ritieni di essere un astroimager ancora in formazione è quello di pulirti per bene la mente, dimenticare tutti gli acronomi di PI legati a procedure varie e darti un target preliminare.
Dopo la prima M31 di qualche tempo fa sei passato a questa che lascia solo intuire una migliore gestione dell'immagine sotto il profilo del colore e dei contrasti ma il tutto è perso negli artefatti generati da procedure specialistiche varie; la galassia è talmente disturbata da essere solo intuibile.
Il mio consiglio sincero è quello di proporre la tua M31 scevra da ogni tentativo di contrasto e vawelets vari per poter come primo passo valutare in pieno tonalità e saturazione adeguata, profondità dello stretch eseguito e quindi estensione e lavorabilità del soggetto possibilmente con un fondo cielo non al nero pece.
Una soffice M31 che però rende giustizia delle 18 ore profuse alle riprese e che solo in seconda battuta poi si è certi di poter sapere quali ulteriori perfezionamenti potrebbe meritare e poter sostenere e che al momento mi sembra del tutto fuori luogo affrontare o codificare sequenzialmente.

Francesco


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MessaggioInviato: martedì 6 novembre 2012, 13:20 
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 12:58
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Tipo di Astrofilo: Fotografo
Ciao Marco,

mi sembra un ottimo risultato! Poi è normale che si può sempre migliorare...

Vieni su a forca il 16-17?

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Stefano Palmieri (ex alster)

http://www.flickr.com/photos/stefanopalmieri75
http://www.astrobin.com/users/Stefano_Palmieri/
http://www.juzaphoto.com/p/StefanoPalmieri

Montatura: Heq5 Skyscan 3
Ottica: Borg 101ed f/4 - Leica 180mm Telyt Apo f3,4 - Nikon 85mm f1,8 - Nikon 50mm f1,8, Samyang 14mm f2,8
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MessaggioInviato: martedì 6 novembre 2012, 13:59 
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Iscritto il: sabato 3 marzo 2007, 13:35
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Località: Roma
Markigno ha scritto:
ma l'importante è che,... a parte :wink: qualche strafalcione linguistico :mrgreen:
Marco


Touchè :D :D :D

La procedura che c'è sull'immagine allegata al tuo post va bene, però ti consiglio di usare una PSF esterna, creata sulle stelle della tua immagine con il tool DynamicPSF.

Per quanto riguarda l'utilità o meno di deconvolvere un'immagine a 500 mm di focale tutto dipende da quello che vogliamo ottenere: la matematica dice che non possiamo migliorare la risoluzione, ma comunque possiamo ottenere un effetto "piacevole" sull'immagine, ovvero la riduzione del diametro delle stelle ed un aumento di contrasto. Quindi ci può pure stare secondo me :D

E poi, permettetemi di dire che PI non è affatto un software difficile. E' solo che essendo nuovo si trovano poche risorse sul web. Se ne trovano molte di più per PhotoShop e per altri programmi, tutto lì :D :D :D

PhotoShop costa molto di più, anche se poi si trova facilmente in versioni "economiche" :wink:

Emanuele.

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MessaggioInviato: martedì 6 novembre 2012, 14:53 
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In effetti Emanuele io non ho detto che PI è un software difficile ma siccome è molto diversificato diventa tanto più controproducente quanto più la persona che lo usa non ha chiuso completamente la sua formazione base ed evoluta. Se tu ci fai caso di 10 persone che dichiarano di essere passate a PI quelle che inizialmente ne traggono profitto sono 2-3 e le altre addirittura involvono; le motivazioni sono diverse e probabilmente nascono tutte dagli esempi posti alla base di alcuni algoritmi. Spesso si tratta di grandi riprese dalle quali possono nascere grandi performance e si può essere indotti a credere che il grande risultato sia nella procedura e non nel dato a disposizione; spingere un motore oltre le proprie possibilità non giova alla causa. Tutorials troppo d'effetto per l'astroimager generico.
Molto utile è invece la trattazione iniziale del dato che in PI può dar luogo in pochi minuti a un'ottima immagine diciamo standard che spesso per molti è già un ottimo risultato poter disporre di una LRGB cromaticamente corretta e ben stretchata; poi il resto con pazienza.
Io ho acquistato la versione C.E. di Pixinsight il giorno stesso della commercializzazione e quindi ho subito imperniato la mia elaborazione in questo SW affiancandolo a PS, nulla di difficile ma con il giusto approccio.
A 500 mm e focali simili una riduzione dimensionale delle stelle o un assottigliamento del dettaglio non è questione di deconvoluzione, essendo spazialmente troppo compressa l'informazione rendendo il disordine entropico secondario se non irrilevante; giusto è come dici invece ricorrere a espedienti tipici di SW come PS per una visibilità più netta dell'immagine che non guasta mai se ben gestita

Francesco


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MessaggioInviato: martedì 6 novembre 2012, 15:03 
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Località: Roma
Francesco Antonucci ha scritto:
le motivazioni sono diverse e probabilmente nascono tutte dagli esempi posti alla base di alcuni algoritmi. Spesso si tratta di grandi riprese dalle quali possono nascere grandi performance e si può essere indotti a credere che il grande risultato sia nella procedura e non nel dato a disposizione; spingere un motore oltre le proprie possibilità non giova alla causa. Tutorials troppo d'effetto per l'astroimager generico.

Francesco


Su questo sono assolutamente d'accordo, infatti non trovo molto utili i tutorial ufficiali sul sito del software che sono fatti su immagini tutto tranne che amatoriali!

Ecco perchè sul mio sito sto mettendo immagini non proprio bellissime, ma che mi sono servite a farmi le ossa. Difatti sono convinto che si può dire di essere bravi quando si parte da immagini così così e magari si tira fuori una buona immagine finale, non quando si parte da immagini eccellenti e si tirano fuori risultati eccellenti!

E per farlo si deve affrontare una curva di apprendimento, che è in salita e non finisce mai :D
Solo che con photoshop hai qualche spinta grazie al materiale che si trova in rete, mentre con PI la spinta te la devi dare da solo!

Per quanto riguarda l'entropia, mi tengo ben lontano da tutto ciò, quindi passo :D (anche perchè altrimenti andiamo OT :D )

Comunque vorrei dire a Marco di non scoraggiarsi e continuare con PI, è una strada lunga ma efficace!

Emanuele.

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