1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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MessaggioInviato: venerdì 8 ottobre 2010, 10:40 
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Iscritto il: domenica 7 settembre 2008, 11:45
Messaggi: 3033
Località: Roma
Tipo di Astrofilo: Visualista
Su invito di DavideM27 trasferisco qui, in una nuova discussione, un tema foriero di approfondimenti: cos'è che ci muove ad osservare? Ovvero: cos'è che appaga questa nostra "pulsione"? I commenti già espressi (a partire da questo) li trovate qui:
viewtopic.php?p=621817#p621817

fulvio mete ha scritto:
Hai toccato un punto sensibile, Emiliano, ed a mio avviso piuttosto trascurato: è molto più importante, secondo me, conoscere le caratteristiche degli oggetti celesti che si osservano, piuttosto che dove si trovano. Immaginate se negli osservatori dovessero puntare a mano i telescopi: addio osservazioni e scoperte.
Certo, la conoscenza del cielo è importante, ma non deve essere un feticcio, molto meglio approfondire le peculiarità degli oggetti osservati.

Fulvio, se loro sono professionisti e noi "amatori" qualche differenza ci sarà... :)
Io non credo di dover fare chissà quale scoperta, osservo il cielo per il piacere che mi da conoscere e rendermi conto di ciò che ho intorno, per esserne partecipe.
Allo stesso modo in cui mi piace andare in bicicletta e con quella "scalare" le montagne: se andassi in auto farei prima, ma l'esperienza è nel viaggio, non nel punto di arrivo. Io mi diverto da matti a trovare nebulose e galassie scartabellando mappe e triangolando tra le stelle (è pur vero che ho imparato a farlo molto in fretta, difficilmente a trovare un oggetto nuovo ci metto più di un minuto o due...), con un go-to ci metterei anche meno, ma mi toglierebbe parte del divertimento.
Appunto: "divertimento", se fosse un lavoro capirei pure... ;)

P.s.: e comunque, se uno/a si rende conto di non essere in grado di puntare gli oggetti con facilità ed efficienza, meglio un go-to che perder tempo inutilmente. Non tutti abbiamo, o dobbiamo avere, le stesse "abilità"...




P.s.2: per quelli che volessero reinserire i propri commenti già fatti qui sotto io ho attivato la funzione "modifica commento", ho copiato l'intero contenuto (quoting compreso) e l'ho incollato qui. :D

_________________
Marco Pierfranceschi,
autore dei libri:
- Il cielo ritrovato - guida pratica all'astronomia visuale (manuale)
- Breve guida all'astronomia amatoriale (vademecum)
- Ripensare le città (saggio)
- La Principessa Scimmia (fiaba/fantasy)
...nonché blogger (Mammifero Bipede, su Wordpress)


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MessaggioInviato: venerdì 8 ottobre 2010, 11:04 
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Iscritto il: martedì 15 dicembre 2009, 18:32
Messaggi: 463
Località: Belluno
Tipo di Astrofilo: Visualista
Eccomi...

Cita:
Io comprendo bene il discorso di Fulvio, sarà che sono un astrofilo pigro, di quelli che alle volte sostituisce alla "forza bruta" (o "potenza", o diametro, chiamiamolo come vogliamo) qualche "comodità", e finanche qualche altra volta il non guardare proprio nulla, ma restarmene a leggere (libro/rivista/internet) per capire meglio e di più di oggetti che forse ho visto, forse vedrò, o forse non vedrò mai. E mi piace farlo pur non avendo un'istruzione formale di tipo scientifico.
Fa parte del nostro "gioco", ciascuno di noi lo vive come meglio preferisce. Anche a me piace sapere "cosa" sto guardando, ma ad esempio a me non interessa affatto diventare un "database" vivente di coordinate o distanze, per quello preferisco un computer, una cartina o un libro. La pace dei sensi qualche volta la ho con il binocolo: "puntare" non è più puntare, ma fare una passeggiata per guardare il panorama: rilassante ed appagante. Qualche volta potrei chiedermi: cos'ho visto? E rispondermi qualcosa tipo: la zona del cigno e quella della lira, senza interrogarmi su quanto bene si vedesse M27 o M57 (forse per questo esistono relativamente pochi report di binoculari rispetto a quelli dei telescopi?).
Ciascuno la vive a modo suo, tutte le visioni dovrebbero avere pari dignità. Io ho una discreta dimestichezza con l'informazione automatica, e forse per contrasto trovo molto appagante una romantica ricerca manuale col dobson, ma capisco anche chi ragiona all'esatto opposto!
L'importante è non darci (tra di noi, intendo) messaggi di inutile "competizione" (io quella sera [ho visto n oggetti/so le magnitudini apparenti di 2000 stelle], bottino grosso, e tu?. Io ho visto due oggetti e non ricordo quali, ma mi sono divertito uguale!!!), e sfruttare e spiare gli aspetti diversi che coinvolgono ciascuno di noi magari per avere nuovi stimoli ed esplorare nuovi territori.
[...]

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Mi piace guardare lontano.


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MessaggioInviato: venerdì 8 ottobre 2010, 11:14 
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Iscritto il: mercoledì 19 marzo 2008, 9:47
Messaggi: 1089
Località: Messina
mmmmmm.... non parlate di queste cose. :D Credo questo sia l'unico argomento che un astrofilo non dovrebbe mai fare, perchè a parlare d'amore si rischia sempre di sminuire se non "sporcare" questo sentimento. Molte volte le parole non servono, se addirittura non sono controproducenti. Che parole dovrei spendere per trasmettervi la "magia" in cui annego quando ascolto la New Age di Alan Parson se e solo se, quando e solo quando sono accanto al mio telescopio in una cima sperduta dei monti Nebrodi? :wink:

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OSSERVO CON:
binocolo 8x30 (in vendita per passaggio a strumento inferiore)


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MessaggioInviato: venerdì 8 ottobre 2010, 11:32 
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Iscritto il: domenica 7 settembre 2008, 11:45
Messaggi: 3033
Località: Roma
Tipo di Astrofilo: Visualista
Io penso che un ragionamento di questo tipo ci serva per "mettere a fuoco" le risposte da dare ai principianti, a chi sta iniziando.
Troppo spesso, e mi ci metto anch'io, si tende a suggerire e proporre quello che ci appassiona in prima persona: i visualisti tifano dobson, i rifrattoristi strumenti a lenti, gli astroimagers solide montature equatoriali. Non capisco mai quanto ci sia di reale altruismo e quanto di "necessità di autoconfermarsi" (termine orrido, lo ammetto).
Insomma, mi piacerebbe che riuscissimo a raccontarci in modo da comprendere anche noi cosa sia "un astrofilo", termine che oggi più che mai dice tutto e non dice nulla.
Io, p.e., da visualista non comprendo gli astroimagers (eppure faccio fotografie "diurne" non disprezzabili).

...mi rendo conto che è un terreno scivoloso...

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Marco Pierfranceschi,
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MessaggioInviato: venerdì 8 ottobre 2010, 11:39 
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Iscritto il: venerdì 27 luglio 2007, 23:20
Messaggi: 10719
Località: Milano
Tipo di Astrofilo: Visualista
appena posso mi cito - l'argomento è interesasnte in sè e sono d'accordo anche con l'idea di marco ... è importante capirsi anche per capire che consigli dare ai principianti senza ridursi a scimmiottare le tifoserie.
magari sipotrebbe aprie anche un topic " la mia storia di astrofilo " potrebbe servire ai principianti forse più di mille consigli....

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dovrete espellere anche me


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MessaggioInviato: venerdì 8 ottobre 2010, 11:44 
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Iscritto il: venerdì 27 luglio 2007, 23:20
Messaggi: 10719
Località: Milano
Tipo di Astrofilo: Visualista
tutto implica studio - e soprattutto dipenda un po' da noi ... se uno ha interesse per una cosa la studia.
i primissimi tempi io osservavo usando i cerchi graduati ( che, d'accordo non sono un goto) e più o meno ogni volta che osservavo imparavo a riconoscere una costellazine nuova ... d'accordo, per puntare con i cerchi devi conoscere una stella vicina all'oggetto ...

e poi conoscere il cielo non è solo sapersi orientare nel cielo, ma sapere anche cosa si sta osservando - di solito noi astrofili ci fermiamo di più sul primo aspetto che sul secondo (nulla di male - la mia prima motivazione è meramente estetica, figuriamoci) e ne facciamo però una specie di feticcio ( e questo mi sembra un po' meno comprensibile).

io ad esempio non ricordo quasi mai nemmeno le distanze di quello che osservo ... certo so distinguere un globulare da un ammasso aperto e da una galassia, così come una planetaria da un resto di supernova o da una nebulosa ad emissione ... però, diciamo, non mi sento un "conoscitore del cielo" nonostante lo star hopping :wink:

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si Marco nessuno nega questo .... io ho detto che osservo prevalentemente per fini estetici, figurati. e ognuno di noi trova piacere in aspetti diversi dell'osservazione ( che non si escludono a vicenda, ma semplicemente prevalgono in misura diversa in ciascuno di noi).
non ho una formazione scientifica, posso permettermi solo letture divulgative e faccio fatica a seguire tutti i discorsi che hanno a che fare con l'ottica appena il livello sale oltre la relazione fra diametro e risoluzione...ma non per questo non cerco di capire, anzi.
l'aspetto estetico e anche contemplativo dell'osservazione non viene sminuito dalla conoscenza degli oggetti, anzi - non per me almeno, poi ognuno ha le proprie esigenze, i propri gusti e i propri sacrosanti e indiscutibili desideri.

diciamo che dire "conoscere il cielo " per indicare l'abilità di fare star hopping mi sembra un po' pomposo :)
è un'abilità bellissima, ma del resto anche usare un goto è un'abilità, meno poetica magari, ma solo perchè non ci ricorda l'antichità e non ci dà la sensazione di padroneggiare qualcosa di naturale e di esterno a noi.
per me ( intendo per me, non "è mia opinione") è infinitamente più difficile usare un software che non conosco che fare starhopping.

poi mi spiace non ricordare alcune cose elemenmtari, come le distanze degli oggetti, eventuali associazioni fisiche ( a parte l'ammasso della vergine), dati fisici come temperatura/colore delle stelle etc.
quest'estate ho fatto vedere a un po' di persone m51 - potergli dare un'idea della distanza parlare di due galassie interagenti, dargli un'idea della struttura etc ha fatto parlare le due nuvolette ( ero sotto un cielo inquinato e solo io riuscivo a intuire qualcosa di più della differenza fra nucleo e disco).

non è questione di essere professionisti o di voler fare solo scoperte nè di decidere com'è che si debba fare l'astrofilo... spero di essermi spiegato.
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neanch'io voglio diventare un data base :) di sigle distanze e magnitudini ... non intendevo questo :)
diciamo che mi èiacerebbe ricordare meglio alcune associazioni ( colore classe spettrale posizione sulla sequenza principale per esempio) e che mi iverto anche a cercare di fare qualcosa di più che guardare e basta - una volta ho cercato di ricavare il periodo orbitale di Titano, un'altra la rotazioned i giove dalle osservazione dei passaggi della macchia rossa, l'anno scorso mi divertivo a riconoscere i satelliti gioviani stimandone le magnitudini ...

poi gradisco anche lo "sbraco" di osservazioni molto più rilassate... ci mancherebbe anche :)
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le linee orizzontali corrispondono al cambio di post...

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MessaggioInviato: venerdì 8 ottobre 2010, 12:02 
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Iscritto il: mercoledì 14 giugno 2006, 15:21
Messaggi: 2604
Località: Foligno
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
ciao,
ho letto con interesse l'altro topic e mi sembra molto importante l'aspetto che lo stava caratterizzando, quello introdotto da Emiliano e che riassumo così: conoscere il cielo è per voi sapersi orientare o conoscere gli oggetti intrinsecamente (distanza, temperatura, composizione ecc)?
La mia risposta - è tutte e due - non origina da una banale considerazione, ma proprio dal fatto che mi sento spesso limitato dal netto prevalere del sapermi orientare rispetto all'aspetto, diciamo, più scientifico degli oggetti osservati.
E' vero, anche io ho un percorso di studi umanistico e trovo difficoltà con le formule, ma ricordarsi una distanza non c'entra nulla con la scienza :? Eppure faccio fatica a ricordare i dati, qualche volta anche i nomi delle stelle, pur avendo in altri campi una buona memoria.
Credo che il problema sia la contestualizzazione del dato, nel senso che in genere si ricorda per associazione di idee e applicare un numero ad un oggetto è un'operazione un po' acritica se non è inserita in un discorso più ampio.
Una volta tentai un topic con le istruzioni per una serata divulgativa questo (scusate l'autocitazione :oops: )
http://forum.astrofili.org/viewtopic.php?f=3&t=51569
ma forse non riuscii a spiegarne la finalità tanto che le pur interessanti risposte vertevano più sul cosa far vedere piuttosto che sulla "trama" di una serata.
Ecco, e concludo, io credo che un modo nuovo di osservare e ricordare le specifiche peculiari degli oggetti, possa essere simile a scivere un racconto con personaggi le cui caratteristiche sono parte integrante della storia, così da diventarci più familiari.
Qualcuno già lo fa?

Luca

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Dob LB 12", Mak 127sw, sw80ED, C8, newton sw 200/1000; eq5 motor;HEQ5PRO, Celestron CG5gt, Orion StarShoot autoguider, SPC900NC
WO 40 2" - PAN 27 2" - Burgess 20 - Speer Waler II 13,4 - TMB 9 - Or 7 -SW UWA 6mm - TMB 5 - Televue Barlow 2x[/size]
GHT 20x90 - Vortex 8*42; Manfrotto 055XB+701hdv
Canon 7D Mark II; Canon 600D e 1000D
Le mie immagini: http://www.astrobin.com/users/Luca_M/


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MessaggioInviato: venerdì 8 ottobre 2010, 13:32 
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Iscritto il: giovedì 7 dicembre 2006, 23:07
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Marcopie ha scritto:
Io penso che un ragionamento di questo tipo ci serva per "mettere a fuoco" le risposte da dare ai principianti, a chi sta iniziando.
Troppo spesso, e mi ci metto anch'io, si tende a suggerire e proporre quello che ci appassiona in prima persona: i visualisti tifano dobson, i rifrattoristi strumenti a lenti, gli astroimagers solide montature equatoriali.


All'anima del tifo... I visualisti usano il dobson, quelli che usano rifrattori invece sono "rifrattoristi" :lol: :lol: :lol: :lol:
Sì, mi sa proprio che ti ci devi mettere anche tu :mrgreen:

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MessaggioInviato: venerdì 8 ottobre 2010, 13:46 
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Iscritto il: giovedì 7 dicembre 2006, 23:07
Messaggi: 8592
Località: Leiden, The Netherlands
Quasi dimenticavo... Che astrofilo sono?
Sono della categoria "pantofolaio". L'astrofilo pantofolaio, genere sempre più diffuso nel mondo occidentale, è sostanzialmente uno dei ceppi nati dalla famiglia degli "Astrofili" quando, a causa delle condizioni avverse del cielo, esso si è biforcato in due sottofamiglie: la prima, per sfuggire ai cambiamenti, si è rifugiata sulle montagne; la seconda, invece è rimasta nelle valli. Molti di essi, purtroppo, non riuscendosi ad adattare alle nuove condizioni di vita, si sono estinti, riempendo il garage di dobson gso 8" o newton su eq2 da 114-130mm.
I sopravvissuti, i "pantofolai" appunto, hanno subìto un'evoluzione che ha fatto in modo che si adattassero alle condizioni avverse. Vuoi per motivi di distanza territoriale, vuoi per pigrizia, questi esemplari, pur avendo vita meno facile e spesso meno soddisfacente dei loro antenati, hanno iniziato a cercare modi nuovi di fare astrofilia, mentre i loro cugini hanno iniziato a mutare riempendosi di pelliccia.

L'astrofilo pantofolaio è quello che cerca unicamente la bellezza del cielo senza pretese, fa astrofilia per diletto e, per questo, non cerca niente di irraggiungibile. Il motto è "l'astrofilia è un hobby".

Cosa mi piace? Osservare. Cosa mi appaga? Osservare e rilassarmi. A differenza dei cugini montanari preferisco impegnarmi per il "qui ed ora" piuttosto che per il "laggiù quando posso". Può capitare che mi metta sul balcone, osservi tre quarti d'ora, poi rientri, strimpelli la chitarra, ascolti un po' di musica, poi ritorni a osservare etc.

Diciamo che l'astrofilo pantofolaio è quello che ha smesso di mentire alla propria indole: sono pigro, guidare per 150km mi pesa (o proprio non posso farlo), il weekend sono troppo stanco per star fuori la notte al freddo. Perché mi devo stressare? :)

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MessaggioInviato: venerdì 8 ottobre 2010, 13:53 
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Tipo di Astrofilo: Visualista
Lead Expression ha scritto:
All'anima del tifo... I visualisti usano il dobson, quelli che usano rifrattori invece sono "rifrattoristi" :lol: :lol: :lol: :lol:

In effetti ho sempre pensato che i rifrattoristi passassero le serate ad osservare i propri telescopi... :mrgreen:

Cita:
Sì, mi sa proprio che ti ci devi mettere anche tu :mrgreen:

Faccio ammenda e mi cospargo il capo di luce cinerea.

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