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Autore Messaggio
MessaggioInviato: sabato 28 giugno 2008, 8:33 
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 8:36
Messaggi: 5088
Località: Cisterna di Latina
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Ho piacere di notare come nelle ultime settimane ci siano stati molti topic che trattavano di problematiche e curiosità varie riguardo ai ccd.

Allora vorrei anche io continuare a chiarire (e chiarirmi) degli aspetti a volte oscuri o poco valutati. In questo caso l'Efficienza Quantica dei sensori.
E' un aspetto importante da valutare nella scelta del sensore, dove un'EQ elevata permette di "bucare meglio il cielo ed arrivare in profondità....questo in linea di massima.

però!... :?

Ho in testa un pò di confusione e mi domando allora: un ccd che ha un EQ da 85%, è sicuramente superiore ad uno che arriva al 50%...oK, ma questa disparità ho l'impressione che la si possa recuperare con un allungamento dei tempi di posa?...sbaglio?

Ancora..: io riprendo da un quartiere residenziale molto inquinato con luci dirette e forti. Stò pensando ad una camera con sensore più grande ma sopratutto più sensibile, ma ho paura che invece di benefici otterrei un effetto negativo?!....e allora l'opposto con una ccd con EQ più bassa??...

Oppure l'EQ alta và presa molto in considerazione per l'uso dei filtri selettivi?....

Spiego anche che la mia scelta è indirizzata su sensori medi come l'H9, ma i prezzi stanno scendendo anche per strumenti con 4Mpx come l'H16, Sbig ST e le Artemis 4021.
In questi ultimi casi però l'EQ arriva a malapena al 50% contro il 70% della mia attuale SXVm7 e il 65% della H9...

Insomma, spero di avervi esposto il mio pensiero e lascio agli amici del forum l'arduo compito di farmi capire di più su questo aspetto. :wink:
Ciao.
Gp.[/quote]

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MessaggioInviato: sabato 28 giugno 2008, 9:30 
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Iscritto il: domenica 23 aprile 2006, 22:02
Messaggi: 7738
Tipo di Astrofilo: Fotografo
L'efficienza quantica è, detto in parole povere, è la capacità di un sensore di trasformare i fotoni in elettroni che poi saranno conteggiati dal convertitore analogico/digitale (AD). Il "sensore perfetto" ha un'efficienza quantica del 100%, ovvero trasforma in elettricità tutta la luce che lo colpisce, ma ovviamente il sensore perfetto non esiste. Nessun sensore ha un'efficienza quantica lineare ma bensì questa varia con la lunghezza d'onda della luce che lo colpisce. I produttori seri mostrano un grafico con le varie efficienze quantiche a dipendenza del colore della luce, mentre quelli un po' più furbetti indicano solo il valore massimo (che può essere superiore all'80% su una certa lunghezza d'onda, ma cadere sotto al 50% o meno su altre dello spettro visibile). Altri dati importanti nella valutazione di un sensore sono la capacità di raccolta (Full Well Capacity o FWC) e la corrente di buio (Dark Current). Nei circuiti di lettura del segnale (le camere non sono fatte dal solo CCD) bisogna poi valutare la presenza o meno di doppia lettura correlata, il numero di bit del campionamento (in funzione della FWC) il guadagno degli amplificatori (*) ed il rumore di lettura.

(*) In alcune camere si utilizza il "trucco" di mantenere il guadagno molto basso e, soprattutto, di appiattire verso il basso l'istogramma in lettura (il convertitore AD ignora i valori bassi). Questo rende le immagini piacevolmente prive di difetti cosmetici (al punto che si può fare a meno dei dark frame per usi non scientifici), ma a prezzo di una sensibilità molto penalizzata.

Per provare a rispondere alla tua domanda, se il tuo scopo è quello di misurare deboli segnali o deboli variazioni di segnale è sempre preferibile, compatibilmente al tuo portafoglio, un sensore sensibile (alta QE) tenendo però sempre conto anche della distribuzione di questa alle varie lunghezza d'onda. Un sensore con una QE molto alta nel verde ma molto bassa nel rosso sarà meno utile in astrofotografia di uno con una buona QE meglio distribuita.

Se il tuo cielo è afflitto da un forte inquinamento luminoso l'unica possibilità è usare dei filtri a banda stretta. Questi filtri riducono notevolmente l'apporto di fotoni penalizzando i sensori con bassa QE.

Certo potresti in linea di principio aumentare i tempi di posa, ma questo non è sempre facile e comunque non potrai superare la FWC che costituisce il limite superiore della capacità del tuo CCD di raccogliere fotoni (ed i sensori con bassa QE hanno spesso anche bassa FWC).

Una piccola nota a proposito dell'inquinamento luminoso. Quello che disturba le riprese è il chiarore del fondocielo che impedisce di scendere sotto ad una certa magnitudine. Il fatto di avere luci, anche forti, poste nei paraggi del telescopio non pregiudica di per se le riprese CCD.


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MessaggioInviato: sabato 28 giugno 2008, 11:25 
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 8:36
Messaggi: 5088
Località: Cisterna di Latina
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Grazie per il tuo intervento Ivaldo.
Quindi compatibillmente con il costo di acquisto, meglio privilegiare il ccd con sensore ad EQ più alta.
:roll:
Ciao.
Gp.

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MessaggioInviato: sabato 28 giugno 2008, 12:57 
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Iscritto il: domenica 23 aprile 2006, 22:02
Messaggi: 7738
Tipo di Astrofilo: Fotografo
Gp ha scritto:
Grazie per il tuo intervento Ivaldo.
Quindi compatibillmente con il costo di acquisto, meglio privilegiare il ccd con sensore ad EQ più alta.

Direi di si, non è l'unico parametro da considerare ma è abbastanza importante. Ribadisco ancora di verificarlo però su tutto lo spettro della luce e non solo sul valore di picco.


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MessaggioInviato: sabato 28 giugno 2008, 14:09 
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Iscritto il: giovedì 9 febbraio 2006, 8:36
Messaggi: 5088
Località: Cisterna di Latina
Tipo di Astrofilo: Visualista e Fotografo
Ivaldo Cervini ha scritto:
Gp ha scritto:
Grazie per il tuo intervento Ivaldo.
Quindi compatibillmente con il costo di acquisto, meglio privilegiare il ccd con sensore ad EQ più alta.

Direi di si, non è l'unico parametro da considerare ma è abbastanza importante. Ribadisco ancora di verificarlo però su tutto lo spettro della luce e non solo sul valore di picco.


Assolutamente sì...io lo davo per scontato ma è meglio precisarlo. Infatti molti produttori poco "chiari" tendono ad evidenziare il picco massimo senza specificare su quale lunghezza d'onda si trova.
Ecco che nel caso della H16 o della Artemis ( ma tutte quelle che usano tale sensore), il max si ha nel verde con il 50%, mentre nel rosso e nel blu tracolla al 30% :(


Ma una cosa mi pare di capire dalle tue parole. Hai detto di letura correlata, doppi convertitori ecc...tutte cose che fanno parte dell'elettronica della macchina. Percui mi sovviene che a parità di sensore e caratteristiche tecniche il prezzo finale di un ccd lo faccia poi l'utilizzo di elettronica di ...(per così dire)..."secondo livello"!?!...
Vuoi forse farmi intendere che anche sulle ccd vale la regola del nessuno regala niente e che quindi un ccd più economico (ma molto più economico) potrebbe contenere un'elettronica di seconda scelta che ne inficia i risultati a parità di sensore???... :o
Un pò come succede per i pc dal prezzo più aggressivo, oppure dalle automobili di marca meno blasonata ecc....
Sò che è un altro discorso, ma penso possa starci anche questo in una discussione generale su queste attrezzature.
Gp.

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MessaggioInviato: sabato 28 giugno 2008, 14:12 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 16:41
Messaggi: 23686
mi intrometto per fare una domandina.
un po' di tempo fa avevo introdotto anch'io l'argomento QE (ma non trovo piu' il 3D), ma mi riferivo, essenzialmente, alle reflex.
chiedevo se era possibile trovare, in giro per la rete, un grafico QEvsLambda per la Canon.
sono convinto al 99% che nessuno avesse qualche riferimento, ma quell'1% mi turba :D

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