fabio_bocci ha scritto:
E' il sogno di ogni astrofilo avere in fila una serie di strumenti diversi, puntarli sui medesimi oggetti e passare dall'uno all'altro. Per questo trovo interessante questo topic.
Il sogno "di ogni astrofilo" non direi. Anzi a volte mi sembra che questa ossessione di confrontare strumenti praticamente uguali (e che sembrano differenti solo perché sono in differenti condizioni, questo percepire minute differenze come grandi, sia un po' un modo per esorcizzare i problemi che il cielo di città ha.
Il mio sogno di astrofilo è diverso: un cielo di 21.90, la possibilità di "vedere" le galassie (e non immaginarsele), oppure, in alta risoluzione di nuovo "vedere" (bello grande, nitido senza tirare gli occhi e sforzare la fantasia). Se devo scegliere fra avere un solo telescopio di 100 kg sotto un cielo di 21.9 e seeing da 0.5" oppure poter confrontare 10 telescopi dove il seeing è 3" e si e no si vedono 100 stelle in M13, io non ho dubbi. Ovviamente questo è il mio (ma non solo il mio) way of life. Tanto per far sapere che il sogno degli astrofli non è necessariamente quello di mettere in fila strumenti e notare le relative differenze (piccole una volta che tutti sono messi nelle migliori condizioni).
morales ha scritto:
...teoria e pratica spesso non si incontrano e ne è testimonianza il risultato dei test.
Mi spiace contraddirti ma questo non è vero. Può succedere che nella pratica si riscontri qualche discrepanza con la teoria, ma poi se si approfondisce si scopre anche perché. Non è la "pratica" che è sbagliata, è che dopo la pratica si tira spesso una conclusione, e spesso è viziata dalla mancata conoscenza di qualche fenomeno.
La pratica dice che il Mewlon mostrava cromatismo? Dobbiamo quindi concludere che la pratica e giusta e la teoria è sbagliata o dobbiamo pensare che la pratica è ha qualche problema? La pratica non ha valore senza una interpretazione, e una interpretazione, qualunque essa sia è una "teoria".