mauro_dalio ha scritto:
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Comunque va bene. Se non sei d'accordo che 500 mm perfetti mostrano più di 100 mm perfetti mi fermo perchè è inutile esaminare gli altri fattori.
Non esasperare le affermazioni altrui per renderle paradossali, è antisportivo
Io baratterei subito un 100mm Perfetto per un 500mm Perfetto, come avevo cercato di spiegare (evidentemente non ci sono riuscito, mea culpa) nell'esempio dell'andare a piedi invece che in auto quando il traffico è bloccato, che una strumento più performante resta più performante anche quando le condizioni non permettono di usarlo, il mio MA era riferito all'uso pratico, quotidiano, dello strumento che fà l'osservatore amatoriale; ovvero a quelle situazioni in cui la teoria resta tale perchè non vi sono le condizioni che permettono alla stessa di essere verificata, e tali condizioni sono sia soggettive che oggettive (strumenti non perfetti, schemi penalizzanti, agitazione dell'aria locale, postazioni osservative obbligate etc.) e di difficile se non impossibile superamento (per un astrofilo ovviamente, le ottiche adattive con aperture che si misurano in metri in siti come La Silla o alle Hawaii sono un'altra cosa

).
Poichè le osservazioni visuali oggigiorno sono ormai effettuate solo dagli astrofili, per trovare esempi di osservazioni "illustri" bisogna andare un poco indietro nel tempo:
Nel diciannovesimo secolo il direttore dell'Osservatorio Ximeniano, Giovannozzi, disegnò una mappa della superficie di Marte utilizzando un rifrattore da 108mm (ingrandimenti 105x e 240x) che risultò non essere significativamente più povero di dettagli rispetto a quanto osservato da Lord Rosse e Dreyer con riflettori da 910mm e 1820mm (il più grande del mondo all'epoca), lo stesso Dreyer durante l'opposizione del 1877 preferì utilizzare il 91cm a 160 x e 215x perchè il 182 cm non dava immagini migliori (vabbè, bisogna anche dire che lo specchio era quello che era....); nello stesso anno Schiaparelli redasse la sua famosa mappa di Marte osservando con il rifrattore Mertz di Milano da 22cm, ebbene risultò molto più dettagliata di quella fatta a Washington con il più grande rifrattore dell'epoca, un 66cm
Un ricco astrofilo del diciannovesimo secolo, il Sig. Newall, si fece costruire un rifrattore da 66cm e lo installò presso Newcastle, ebbene egli affermò di aver trovato uan sola notte in 15 anni adatta per sfruttare completamente le possibilità del suo strumento.
Infine riporto alcune frasi tratte da "Observational Astronomy for Amateurs" di J.B. Sidgwick a proposito del seeing dell'apertura:
"se la'pertura eccede i 30cm l'atmosfera raramente permetterà di usare con profitto la piena apertura. Frequentemente accade che un 13cm mostrerà qualsiasi cosa visibile con qualsivoglia diametro: solo durante i periodi o gli istanti di miglioramento del seeing le aperture maggiori saranno in grado di dimostrare la loro superiorità".
Quanto sopra è trattio dal Libro dei Telescopi di W.Ferreri.
Tantoi per chiarire che , diversamente da come potrebbe sembrare dalle tue parole, le mie non sono affermazioni frutto di un delirio personale ma esperienza condivisa da generazioni di illurti osservatori del cielo stellato
