1° Forum di Astronomia Amatoriale Italiano

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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mercoledì 21 maggio 2008, 0:03 
la vedi se "congeli" l'immagine con un fotogramma... ma con l'occhio fai la somma delle posizioni che assume la "nuvoletta" e questo ti porta a non vedere quel diametro di 0,3 ma uno molto superiore.

Paolo


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mercoledì 21 maggio 2008, 9:22 
[Rimosso come da richiesta del proprietario del messaggio]


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mercoledì 21 maggio 2008, 10:02 
Non connesso

Iscritto il: martedì 19 giugno 2007, 9:03
Messaggi: 465
Bentrovati a tutti e a tutte !

Alcuni componenti del Forum della "lontana Refractorland" — che appartengono, come è naturale, anche a questo e ad altri Forum del pianeta — dopo aver letto e riletto le pagine di questo topic, mi hanno suggerito (praticamente richiesto ;–) di intervenire in questa discussione che si delineava come assai fuorviante per molti. Soprattutto per quanti abbiano onestamente voglia di chiarirsi le idee.

Ho traccheggiato, ma quando gli amici ti mettono spalle al muro c'è poco da fare...;–)
E sia. Spero risulti utile.
Cerco di farla breve ma sarà necessariamente un po' lunghetta.


Hi-Res Visuale
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Vediamo innanzitutto di chiarirci un attimo sui termini, così evitiamo i malintesi.

Fare Hi-Res visuale non è esattamente puntare il telescopio, dire "che bello, mi pare di riuscire a vedere questo, questo e quest'altro" e passare ad altro. Tutto ciò è bellissimo e piacevolissimo, ma si tratta, come Massimo ha avuto modo di far notare, di squisito turismo osservativo. Di nuovo, bellissimo, piacevolissimo e totalmente legittimo. Come è legittimo fare i turisti in genere. Ma è diverso. Quindi sarebbe il caso di evitare di accapigliarsi quando si parla di cose diverse.

Se io, pur esercitando normalmente il lavoro di etno-antropologo, decido di passare, p.e., una settimanella 'etnica' in Messico a girellare in auto e fermarmi quando mi pare a fare due foto, scambiare quattro chiacchiere, mangiare ai bordi delle strade con i locali, dormire in qualche locanda, attraversare gli acquitrini pagaiando in canoa, fare tutta una serie di altre cose così come mi vengono, poi ripartire e via, passo senz'altro una magnifica settimana a contatto con la gente e mi riporto a casa un sacco di belle foto. Posso per questo dire di aver fatto un rilievo etnografico della zona ? Ovvio che no. Quello, è chiaro, è tutta un'altra cosa che mi richiede altri tempi, altri mezzi, altro rigore, altro approfondimento, altro spirito (anche di sacrificio); e comporta anche tante ma tante rotture di scatole che, in quanto etnografo, accetto perché fanno parte del gioco, ma in quanto turista ho tutto il diritto ed interesse ad evitare come la peste.

Idem qui. Quando decido non già di dare una rapida occhiata ad alto ingrandimento — perché mi pare che di questo si sta parlando — ma di fare Hi-Res visuale su Giove, non posso stare arrampicato su una scala a due-tre metri d'altezza, ma *devo* stare seduto, perché so che passerò dietro all'oculare dalle due alle tre ore per seguire almeno il 20-25% della rotazione del disco. E, seppur possa sembrare strano, il modo migliore di fare ciò (parere mio, ma non solo) non è nemmeno stare seduto ma, senza utilizzare il diagonale, far scendere il fascio giù dritto e mettersi comodo comodo su un lettino con la testa leggermente reclinata all'indietro a guardare un'immagine che adesso non è più rovesciata, e starsene così, con stress e stanchezza zero. Praticamente ci si riposa osservando. In questo caso, se l'oculare arriva a 40 cm da terra, non è affatto scomodo: è proprio quanto mi serve per metterci sotto lettino, cuscino e testa. Poi c'è chi può preferire stare seduto e prendere appunti sul tavolo, invece che sul petto o al registratore. Entrambe preferenze personalissime. Ma certo tre ore in piedi o, peggio, arrampicati su una scala davvero no...!!!

Inoltre, facendo ciò, *devo* essere motorizzato perché, a 600-800-1000x, se pure riuscissi a guidare a mano, la mia attenzione andrebbe in gran parte là. Mentre io sto seguendo, a lungo e con attenzione, p.e. evoluzioni atmosferiche nei festoni e nell'incontro dei piccoli WOS. E ci passo appunto le ore. Questo richiede un'immagine il più possibile solida, contrastata, nitida, immobile. Perché altrimenti mi perdo totalmente le variazioni sui microdettagli (che sono quelle che sto osservando) e poi, dopo due-tre minuti di batuffoli e particolari saltellanti e scintillanti, mi viene il vomito dal mal di mare, la stanchezza aumenta, l'attenzione diminuisce e, tempo un quarto d'ora, uno è pronto a mandare tutto alle ortiche e passare ad altro per farsi passare sia il mal di testa che l'incavolatura.

Ecco, quindi mi pare che stiamo parlando di due cose distinte.
Una si fa, bene o male, con qualsiasi strumento. L'altra ci sono strumenti appositi per farla bene. Tutto qua.

Ma ritornerò su questo più oltre.

Prima mi vedo costretto — assai controvoglia, perché di polveroni inutili ne abbiamo in molti piene le scatole — a fare qualche precisazione a favore di quanti si avvicinano a tali argomenti per la prima volta.

Altri, invece, tali cose le sanno già (o, perlomeno, dovrebbero saperle). Perché continuino ad ignorarle è suggerito in fondo.


Fried e la ricerca scientifica
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“Le proposizioni della matematica in quanto si riferiscono alla realtà non sono certe, e in quanto sono certe non si riferiscono alla realtà”.

Apro con questa proposizione — che, come il resto del lavoro di Einstein, ho il vago sospetto sia stata citata alcuni ordini di grandezza oltre le 588 volte dei lavori di Fried — perché, sia nel mio lavoro di epistemologo sia nella mia vita, ho sempre cercato di tenerla davanti agli occhi come cartina al tornasole del buon senso (sia umano che scientifico).

Cosa ci dice questa frase? Che non dobbiamo metterci ad elaborare formule? Certo che no. Ma dovremmo — in quanto uomini di buon senso prima e scienziati onesti poi — non dimenticare MAI che stiamo lavorando con modelli riduttivi della realtà, costruiti sulla base di ipotesi di pertinentizzazione di alcuni elementi di tale realtà e, parallelamente, di obliterazioni di altrettanti (normalmente, com'è ovvio, ben di più) elementi costitutivi della realtà medesima.

Quando la nostra formula è sufficientemente descrittiva e predittiva dei fenomeni, bene, la si considera buona; ossia — a meno di non essere degli esaltati che si beano di considerarsi p.e. il quarto elemento della Trinità — la si considera costruita su un modello che costituisce una buona approssimazione della realtà; approssimazione funzionale a quanto stiamo studiando in quel momento. Ma questo non autorizza affatto a scrivere questa formula nell'Empireo ipostatizzato.

Variano alcuni parametri e quella formula non vale più. Vengono fuori altri dati che quella formula non riesce ad accomodare ed ecco che c'è bisogno di una teoria migliore per accomodarli, spiegarli e prevederne altri.

Mi spiego. Un modello esplicativo particolarmente felice, noto ai più, è dato dalla Tavola Periodica degli Elementi di Mendelejev. Felice perché appunto permise non solo di accomodare delle osservazioni in un sistema armonico, ma anche di prevedere che sarebbero stati scoperti alcuni elementi le cui caratteristiche erano previste dalla tavola ma della cui esistenza non si sapeva ancora nulla. Questi elementi vennero scoperti. Ma poi, com'è ovvio ne vennero scoperti altri. Alcuni rientravano nell'armonia predittiva della tavola. Altri, penso p.e. ai transuranici, vennero collocati accanto. Altri continuano ad essere scoperti. Eppure oggi noi continuiamo a studiare la Tavola Periodica perché, per una parte degli elementi, funziona mirabilmente. Ma non per questo, com'è ovvio, crediamo che quanto in essa non rientri non esista; non per questo la ricerca si è fermata e gli scienziati hanno chiuso gli occhi quando si sono trovati davanti a qualcosa che quella tavola non accomodava (o non accomodava interamente). Il modello ha semplicemente mostrato i suoi limiti e quindi lo si arricchisce di continuo. Questo è un semplice esempio. Ce ne sono, com'è ovvio, centinaia di migliaia di altri. Perché la ricerca (scientifica e non solo) è un processo incessante in cui il solido gradino di oggi non è una 'Grande Muraglia' dietro cui tentare malamente di proteggere le nostre misere presunte certezze e soprattutto le nostre insicurezze (di scienziati e/o di uomini), ma va considerato come quello su cui si fonderà il gradino di domani. E tutti gli altri ancora. Per andare avanti, senza mai fermarsi. E' la vita, ancor prima che la ricerca scientifica, ad essere così.

Chiarito questo, e ritornando al buon Fried e ai suoi lavori del 1965 e del 1966, ricordo di nuovo, come ampiamente discusso altrove, che le formule che sono state qui riportate si basano sui modelli kolmogoroviani di turbolenza isotropa; turbolenza che, a parte nelle immediate vicinanze di alcuni dobson istallati in Italia, pare essere *assai* infrequente sulla superficie terrestre. Prova ne è che, in definitiva, le analisi di Fried — come sono conosciute da tutta la comunità scientifica (a parte quella presente su questo forum) — coincidono (ovvio, perché lo ispirano) con quanto riconosciuto nei maggiori Osservatori terrestri e quanto sperimentato visualmente in anni e anni da osservatori planetari in Hi-Res in tutto il mondo (nel cui novero rientra assai immeritatamente anche il sottoscritto).

Per chi non si vuole smazzare tante letture e formule, basta un click riassuntivo: http://en.wikipedia.org/wiki/David_L._Fried

Per chi non vuole fare click, riporto il concetto: <<Fried described what has come to be known as Fried's seeing diameter, or r0 [...] effectively a limiting aperture due to atmospheric turbulence, and is found either empirically or statistically. The seeing diameter limits optical resolution [...]. Typical values for Fried's seeing diameter in the visible spectrum may range from less than 1 cm (you can detect turbulence with your eye) to 20 cm on Mt. Haleakala.>>

20 (venti!) centimetri, si badi bene.

Allora:

a. lavorando nelle favolose condizioni del Mt. Haleakala, del Cerro Tololo, del Cerro Paranal, del Mauna Kea, etc.;
b. lavorando a determinate lunghezze d'onda;
c. lavorando con specchi *perfetti* e *perfettamente* termostatati (non 'portandoli' ma 'tenendoli' a temperatura);
d. lavorando con strumenti *professionali* in cui le tolleranze opto-meccaniche sono strettissime ed il più piccolo accessorio costa ordini di grandezza di più dei telescopi che qui vengono considerati "costosi";
e. lavorando al di sopra dello strato turbolento dell'atmosfera (controllate le altitudini) e quindi in particolari condizioni di quiete;
f. lavorando con captori ad alta velocità;
g. utilizzando in media l'1% delle riprese (quindi NIENTE visuale)... etc.

Bene se TUTTE queste condizioni sono date, IN ALCUNE NOTTI DELL'ANNO, IN TALI SITI ***può*** essere vantaggioso utilizzare diametri di 3 o 4 volte superiori ad r_0. Oltre ciò, anche negli grandi Osservatori professionali collocati sul tetto del mondo si getta la spugna e, sulla base anche degli stessi studi di Fried, si passa tutt'interi a mettere a punto ed adottare tecniche di speckle interferometry, adaptive optics e lucky imaging (e combinazioni delle medesime).

MA, come anche il più distratto avrà notato, qui si sta parlando di fare Hi-Res — visuale, per di più — dal caro suolo Italico dove, salvo forse nelle immediate vicinanze di certi dobson che paiono sfuggire alle leggi della fisica, ci ritroviamo sopra la testa delle celle convettive dell'ordine di 20cm, 8 pollici, oppure se preferite, la barriera degli 0.6" di risoluzione, barriera non particolarmente facile da frantumare, come mostra la risoluzione *reale* di immagini, anche iperelaborate, anche ottenute a partire dai migliori frames selezionati da lunghi filmati di sensori velocissimi, il tutto acquisito, selezionato e sapientemente processato.

In visuale, lavorando sull'intero spettro del visibile, utilizzando occhio e cervello e quindi NON potendosi accontentare — come succede nei captori ad alta velocità — di aspettare il 99% del tempo (statistiche alla mano) per avere l'1% di segnale, si fa altro.

Metaforicamente parlando, se so di avere una parete di fessure in media larghe tot e io ci devo passare in mezzo, solo un animo masochista può suggerire di gettarcisi contro con qualcosa più grande delle fessure medesime. Forse ogni tanto (sempre l'1% delle volte) riuscirò a passare; ma l'altro 99% finisco sicuramente a sbattere il grugno contro un muro. Senza scomodare i superelaboratori, funziona così pure con i passini e gli scolapasta.

Insomma, possiamo raccontarcela come ci pare, ma siamo e rimaniamo immersi nel fondo di un oceano d'aria ("caos atmosferico" è stato chiamato proprio qui da qualcuno che poi pretende di negarlo) e, a parte oscillazioni benedette di qualche istante, lì stiamo fermi e non si scappa. Sul fondo del nostro oceano d'aria, semplicemente non ci sono siti con seeing equivalente e nemmeno paragonabile a quello dei maggiori Osservatori terrestri (che guarda caso sono collocati sul tetto del mondo – le isole che spuntano dal suddetto oceano). Questo è quanto sperimentato visualmente in anni e anni da osservatori planetari in Hi-Res in tutto il pianeta (nel cui novero rientra assai immeritatamente il sottoscritto). Chi ritenesse proprio di avere evidenze opposte, è pregato di passare alla sezione "le chiacchiere stanno a zero" e, invece di fare tanti bla bla, fornisca documenti chiari ed inoppugnabili. Li ho chiesti tante volte. Non si sono mai visti.

Più prosaicamente, e a guisa di conclusione, ognuno è libero di volersi far bello con la ragazza a suon di grossi bidoni e di altrettanto grossi paroloni, ma:

a. non è necessario per questo venire a raccontare le favole a noi che non scendiamo dal pero con l'anello al naso, e
b. una rosa e una carezza sono sovente *assai* più efficaci (non con noi, con la ragazza).

Andiamo avanti.


Il valore dell'RMS
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In queste pagine, come altrove del resto, si sono utilizzate, a proposito e a sproposito, curve MTF per mostrare cose che possono tranquillamente illustrare; ma anche per dimostrarne altre che, ahimé, non possono dimostrare affatto.

Come altrove tentavo di ricordare, le curve MTF permettono una descrizione — approssimata, come tutto — di alcune caratteristiche di un'ottica. Che poi è *tutt'altra cosa* che parlare delle caratteristiche dello strumento che utilizza quell'ottica... Com'è ovvio, è la combinazione dei due elementi che determina l'immagine che arriverà sul piano focale...! Bene. Ma il punto non è questo (anche se è sempre bene tenerlo presente).

Il punto è che, come chi si diverte a simulare MTF sa bene — perché qui, si badi bene, non sono stati MISURATI sul campo, ma solo SIMULATI comodamente seduti davanti allo schermo del PC — è possibile parametrizzare aberrazioni (in generale 'problemi ottici' o 'caratteristiche ottiche') diverse per generare alla fine curve pressoché coincidenti. Ossia a parità di diametro io posso aggiungere X di ostruzione ed ottenere una curva coincidente a quella che otterrei, p.e., aggiungendo Y di aberrazione sferica, oppure Z di rugosità, oppure W di turbolenza, oppure J di correnti termiche, oppure K di astigmatismo, oppure di disallineamento, etc. etc. etc. E questi giochetti li posso fare anche mentre *pretendo* di confrontare strumenti di diametri diversi.

Bene. Ma, a dispetto di questa coincidenza di curve — coincidenza che permette a geni dell'astronomia da videogame (ma ahinoi non altrettanto ferrati in metodo scientifico) di scrivere che, p.e., un obiettivo non ostruito di diametro D con una sferica lambda/4 è uguale ad un obiettivo idem D con sferica lambda/16 ma ostruito al 30% (questo è un esempio classico e noto; se ne possono fare di infiniti altri) — chiunque abbia invece avuto la compiacenza di muovere le regali natiche dallo schermo del video-game e si sia messo dietro agli strumenti effettivi, si sarà facilmente accorto come in tutti quei casi — *tutti nessuno escluso* — gli star test sono *completamente diversi* così come sono *completamente diverse* le immagini a fuoco e così com'è *completamente diverso* il comportamento degli strumenti medesimi (p.e. al variare della turbolenza).

Questo con buona pace di curve MTF che abbiamo generato a schermo come coincidenti.

Vuol dire che le curve MTF non servono ? Ovviamente no. Servono a quello che servono ma non a più. Inutile chiedergli, p.e., di metterci in diretto contato col Divino e di darci lo scettro del pieno controllo della realtà.

Insomma, guardiamoci negli occhi. Ma qualcuno, andando a comprare un telescopio, ha mai chiesto al rivenditore il test MTF...?!

Sì, perché, se qualcuno volesse, io ho qui in vendita un magnifico strumento D=300mm ostruito al 90% che vi consiglio caldamente proprio per l'alta risoluzione, dato che la sua curva MTF nelle alte frequenze è più alta di quest'altro D=300mm non ostruito e corretto uguale che gli sta accanto...!!!

http://forum.astrofili.org/userpix/1995_MTFD300mmO270mm_1.jpg

Che mi si dice di questo bel MTF...?!

Allora...?! Lo userebbe mai qualcuno uno strumento ostruito 90% per fare alta risoluzione...?! Eppure ve lo posso vendere ad occhi chiusi sulla base del suo MTF. Peccato che questo bell'MTF, sapientemente generato a schermo, tende a funzionare non in condizioni 'astronomiche' per così dire, ma solo nel Vuoto e su mire ad altissimo contrasto illuminate al laser. E quando parlo di Vuoto, parlo non solo del vacuo Cosmico, ma anche e soprattutto di quello *mentale* deprivato del seppur minimo senso (auto-)critico.

Incidentalmente, nello stesso negozio — situato in questo vacuo cosmo-mentale — potrete trovare anche strumenti che, mentre ovunque vi propongono telescopi con Strehl alto per concentrare il più possibile la radiazione luminosa nel disco di Airy e toglierla dagli anelli, questi invece sapientemente la "spalmano" (termine non mio) sugli anelli di diffrazione... E questo non solo rimane assolutamente ininfluente sia per la nitidezza, la risoluzione, il contrasto, la magnitudine limite, etc... ma finisce che è addirittura più bello a vedersi...!!! Tutto questo bel corteggio di anelli intorno ad un dischetto che altrimenti se ne starebbe lì tutto triste e solo soletto...!!!

Ma andiamo. E compriamola questa benedetta rosa, invece di darci dentro di onanismo astronomico !


Ecco, come a qualcuno non sarà sfuggito, il confronto tra le due curve di cui sopra risulta, in termini Popperiani, una tranquilla e piana confutazione di tutta una serie di bla bla sugli MTF — per tacer degli anelli — che hanno ormai riempito un bel po' (troppe!) di pagine. Quindi, a fronte di ciò, chi si vuole continuare a divertire con gli MTF a schermo faccia pure. Chi vuole fare astronomia, forse è il caso cominci a fare altro.

Per esempio imparando a valutare uno strumento da star test fatti bene; per esempio imparando come un tester può 'accomodare' le misure di un interferometro se deve spingere commercialmente uno strumento (adeguatamente mazzettato sottobanco, ovvio); per esempio mettendo gli occhi dentro gli strumenti *a lungo* ed usandoli, invece di sceglierli sulla base delle leggende metropolitane, dei sentito dire, e delle chiacchiere da bar. E dal fatto che più sono grossi più fanno fico.


Magnitudine Limite
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Alessando — per chiamare le persone col loro nome — ci siamo già chiariti in privato mesi fa e non trovo molto corretto, to say the least, tirare fuori (come sempre con citazioni totalmente imprecise e parziali) frammentari ricordi personali di discussioni passate per tentare di dimostrare alcunché.

Pare che sia veramente lo stile in voga da queste parti.

Ti dissi allora, in pubblico e in privato, e ti ripeto ora, pubblicamente, che le formule per il calcolo della Magnitudine Limite non sono univoche e hanno tanti e tali di quei parametri che non funzionano con formulette stile 120/D (che poi non funziona neanche questa). Impara a maneggiare questi parametri e potrai cominciare ad utilizzare adeguatamente queste formule. E bada, io non ti portavo formule (che tu chiamasti 'mie'), ma solo il buon senso di usarle correttamente. Solo buon senso. Che qui pare si continui ad ignorare.

Incidentalmente, per tua informazione, la magnitudine limite che raggiungi non ha *nulla* a che fare con l'alta risoluzione.

Chi fa Hi-Res planetaria ti potrà confermare che più il cielo e nero e si vedono le stelle e meno probabilità hai di essere di fronte a bassa turbolenza. E quindi di fare Hi-Res.


Scommessa
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Vale — sempre per chiamare le persone col loro nome — mi spiace condividere che, a parte le pile di baggianate che sono state scritte, quella tua scommessina buttata là con boria, e poi reiterata con quel "Paura...?!?!" degno di un bulletto di 13 anni durante la ricreazione, è stata l'altro elemento che ha spinto gli amici di Refractorland a chiedermi di reintervenire.

Vale, dal tuo nik presumo tu abbia 33 anni, non 13... Ma pensi davvero ti faccia onore un comportamento del genere?
Pensi che le cose non esistono solo perché tu non riesci a vederle? A udirle? A percepirle? A capirle?
Scompare il mondo quando dormi o quando vai, appunto, all'altro mondo?
Ovvio che no.

Se tu non vedi qualcosa che qualcuno ti dice esistere, prima di metterti lì a sfidare il mondo, non pensi sarebbe il caso di provare onestamente ad imparare a vederlo? Onestamente, non credi...?! Pensaci.

Comunque, accademicamente, mi trovo costretto a raccogliere il guanto di sfida.
Quando vuoi. Blind test.

1. Dieci secondi e ti dico quale di due strumenti ha la correzione maggiore. Se posso toccare la messa a fuoco bastano tre secondi.
2. Dieci secondi e ti dico quale di due strumenti ha il rapporto focale più alto. Se posso toccare la messa a fuoco bastano due secondi.
3. Dieci secondi e ti dico quale di due strumenti è un rifrattore e quale un riflettore.

Mi tengo largo.

Ecco. Senza metterci a scommettere casa — ché davvero mi dispiacerebbe saperti all'addiaccio — se vinci, ti do un lecca-lecca (o un kinder bueno; o un gelato a tre gusti; o quello che vuoi te); poi mi do pubblicamente del pirla su tutti i forum di questo pianeta; e poi mi prendo un dobson da 25" per Refractorland e uso solo quello.
Se perdi, il tuo dobson finisce nel mio caminetto e con lo specchio ci facciamo una cucina solare.

Non dovresti avere nulla da temere visto che sostieni che le differenze non esistono.
Ma guarda che se perdi io il dobson sono costretto a bruciartelo sul serio. E me ne dispiacerebbe.

Invece, se ti va onestamente di saperne di più, inizia ad usare altri toni e vedrai che ti capiterà — presto o tardi, dipende anche da te — di trovarti ai comandi di strumenti che ti potranno senz'altro aiutare a capire di più. E vedere meglio.
Vedi te.

Continuiamo.


Quantità e Qualità, ossia dell'Oblò dell'Astronave
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Leggendo tra le righe il 3D su CN che è stato menzionato alcune pagine or sono — relativamente ad un rifrattore 8" e due dobson da 24" e ca. 14" su Marte — vengono fuori non già le solite presunte conclusioni puerili, fatte cercando di leggere solo ciò che si vuole leggere per tirare l'acqua al proprio mulino, ma un paio di cose interessanti che possono far riflettere.

Innanzitutto la disparità di capacità visiva tra osservatori di diversa esperienza.

Come lo scrivente riporta, John Pons, il più esperto (di gran lunga) dei tre — che, seppur semisconosciuto in Italia è persona di riferimento da decenni negli USA — dopo aver osservato nell'oculare, lo passa al vicino dicendo "vedi esattamente le stesse cose nel 24 e nell'8". Lo scrivente invece dice più o meno "sì, quasi, ma nel 24 vedevo più colorato e più dettagli... avevo una più immediata gratificazione, ma effettivamente un osservatore esperto sarebbe stato soddisfatto dell'8". Il terzo, un amico, alla fine della serata osservativa sentenzia che per lui lo strumento migliore era stato il dobson 14". Quindi, insomma, i pareri sono i più vari.

Volevo semplicemente attirare l'attenzione sul fatto che *ad un occhio esperto* i dettagli erano gli stessi. E quindi, insomma, se si vedevano voleva dire che c'erano (...questo, sia detto tra parentesi, continua a corroborare la tesi di cui sopra — tesi non mia, per carità, ma che deriva dritta dritta dalle analisi dei maggiori Osservatori al mondo — che 99.9% delle sere il meglio che l'atmosfera consente sono +/- 0.6", ossia il potere risolutivo di un 8", tutto il resto è *nel migliore dei casi* volume, non segnale; spesso, purtroppo è disturbo... E quando il volume è già adeguato per il segnale, alzarlo non è una buona idea — perché appunto può comportare e comporta distorsioni. A meno di non essere in un Rave, ovvio, in cui le distorsioni sono il segnale.

Poi, e molto importante, la differenza delle immagini.

Indipendentemente dalle preferenze sui diametri, quello che viene riportato essere *immediatamente* visibile da tutti è che, dietro al dobson si "sentiva" il telescopio, si aveva in ogni momento la sensazione netta di stare dietro ad uno strumento di cui si percepivano i difetti (si parla di spikes, scintillazione, tremolii dell'immagine, etc.). Dietro al rifrattore si aveva invece la sensazione di stare semplicemente all'oblò di una nave spaziale e di osservare quindi senza telescopio.

Ecco, questo è un fattore qualitativo che non vorrei si sottovalutasse, perché è invece determinante nell'osservazione prolungata, specie se ad alto ingrandimento. E' un po' la differenza che passa tra l'osservazione monoculare e binoculare. La seconda è più naturale, più riposante, più bella. Si vede più scuro, lo sappiamo. Ma sappiamo tutti che, nonostante ciò, si vede meglio. E che, di conseguenza, si vede di più.

Chi investe in rifrattori lo fa proprio perché di questo si è accorto. Quindi ridergli dietro è puerile tanto quanto lo sarebbe ridere dietro ad uno che si compra gli oculari doppi per metterli dentro una torretta binoculare, spendendo quindi il doppio per gli oculari, aggiungendo poi il costo della torretta e il tutto poi per vedere più scuro di prima...!

Vorrei davvero si riflettesse su ciò. Qui nessuno è scemo o masochista. Se ci si smazza a sobbarcarsi i costi aggiuntivi, le scomodità e quant'altro per utilizzare un rifrattore di alta qualità, non è per idiozia o per auto-infliggersi punizioni medievali, ma per validissime ragioni e necessità. Forse non necessarie a tutti, ma non per questo inesistenti.

Sarebbe bello se, rendersi conto di questo, servisse ad interrompere tutte le disamine senza senso che esistono a tal riguardo.


Le chiacchiere stanno a zero
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Spero che quanto scritto fin qui possa chiarire un po' le idee a quanti sono rimasti confusi dal ping-pong di opinioni espresso nelle precedenti 25 pagine (che poi sono svariate centinaia se si considera il numero di volte che si ritorna su tali argomenti).

Sono fiducioso che questo abbia fornito risposte a quanti onestamente le cercavano.

Sono anche cosciente che qualche irriducibile (!), ahimé, non si chiarirà, perché semplicemente non vuole convincersi (...del resto, ognuno è libero di divertirsi come può e desidera...) e pretenderà di aver già confutato tutto mentre non ha risposto a nulla (mi riferisco, in chiaro, a riferimenti fatti a discussioni svolte su altri forum).

La mia richiesta a tutti questi bla bla rimane la medesima. Saremmo tutti entusiasti di vedere riprese webcam (nessuna foto con artefatti artificiali messi lì a bella posta su immagini pubblicitarie, pls) prese direttamente all'oculare (con immagine fissa o scorrevole, poco importa) che mostra questi inarrivabili livelli di risoluzione ottenuta con specchi di grande diametro.

Qui (e altrove) continuo a leggere di 4 o 5 craterini in Plato. Mi preme fare presente che vedere 4 craterini è una performance tranquillamente ottenibile da una buona lente 80/1200 (o simile) in tutte le sere dell'anno in cui non sia in corso un tifone tropicale. 5 craterini idem da un 90mm. Per esperienza personale posso dire che col 155EDF e torretta bino se ne osservano 12 quando la serata è degna. Il che corrisponde ad una risoluzione effettiva di ca. 0.7-0.8" In teoria l'EDF potrebbe fare meglio, ma non m'è mai capitata una sera per portarlo al limite. O meglio sì, ma Plato non era visibile.

Con un 20 cm — la famosa risoluzione 0.6" — i craterini visibili devono essere 22 (ventidue).

Incidentalmente, lo stesso discorso vale per i famosi "dettagli nella macchia rossa" di Giove. A tale proposito, vorrei sempre far presente che il disco di Ganimede sottende 1.64", il che rende Ganimede risolvibile come disco già al summenzionato 80/1200. Adesso, basta raddoppiare la risoluzione (e quindi stare intorno a 0.8") per essere ampiamente in grado di risolvere macchie di albedo su tale disco (quanto si definisce "dettagli"). Bene, anche il meno attento si sarà accorto che il disco di Ganimede viene contenuto *svariate* volte all'interno della GRS. Quindi la performance di vedere "dettagli" dentro quest'ultima pare ovvia e non ha davvero nulla a che fare con l'Hi-Res.

Cortesemente, come ho già suggerito, se si vuole parlare di Hi-Res su un target noto e misurabile, fateci vedere più di 22 craterini su Plato. Oltre quei 22, ce ne sono altri 75 alla portata di questi grandi dobson da Hi-Res. Vediamoli.

Altrimenti, davvero, parliamo d'altro.


Chi non risponde ha di meglio da fare
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Un'ultima cosa prima di concludere.

Su Refractorland, una volta che ci si è accorti di questa discussione, si è dibattuto a lungo prima di decidere se intervenire o meno; alla fine si è deciso positivamente solo perché qualche illuminato aveva portato avanti l'equazione "se nessuno risponde vuol dire che allora è vero". Equazione ovviamente fuorviante per quanti si trovino per la prima volta confrontati a tali questioni. E questo è ovviamente ingiusto per i neofiti.

Ecco, quindi si è deciso di rispondere questa e quest'unica — e ultima ! ora davvero basta ! — volta per far comprendere che, semplicemente, per essere sicuro che qualcuno replichi, quando appunto si è interessati ad ascoltare la replica, normalmente gli si notifica la cosa.

In mancanza di ciò, se qualcuno non risponde, non è perché mancano gli argomenti ma perché, più trivialmente, sta facendo altro. E, sinceramente, non è difficile che qualcuno abbia di meglio da fare che tornare mille e più volte su questioni già dibattute e che non si risolveranno mai; non perché non abbiano soluzione, ma perché non si vogliono risolvere.

E non si vogliono risolvere perché il problema non è qui.

Se il problema fosse qui, questo spazio sarebbe pieno di appelli del tipo "sto facendo questa ricerca/osservazione, ma col mio strumento posso fare bene questo ma non quest'altro; ti dispiacerebbe prendere la staffetta da me per fare questo e quest'altro che il tuo strumento, per le sue caratteristiche, fa meglio del mio e mettere le cose insieme". Oppure "senti, ti dispiace se vengo ad utilizzare il tuo strumento che ha queste caratteristiche che il mio non ha, perché col mio sono arrivato fino a qui per fare ciò, ed utilizzando pure il tuo posso arrivare là. Ovvio che, se e quando vuoi, ti metto a disposizione il mio strumento perché so che col tuo puoi fare tot ma non tot altro", etc. etc. etc.

Chiara la differenza di spirito...?!

Questo spirito di cooperazione nell'osservazione (e nella ricerca) — spirito su cui abbiamo fatto nascere Refractorland (che, a discapito del nome, lascia ampio spazio all'utilizzazione ed ottimizzazione di qualsivoglia strumento sia adatto allo specifico fine osservativo - qui pare non aver ancora trovato patria.

Una volta di più, ci si accorge con desolazione che in questo luogo di discussone non si parla di telescopi con lo spirito sereno di chi usa un ben determinato strumento per un ben determinato risultato, ma semplicemente per sentirsi confortati nelle proprie scelte e nelle proprie convinzioni; nel proprio ego insicuro, insomma. Per mettersi in fila, come nei bagni liceali, a sentirsi dire che sei fico perché l'hai più grosso, indipendentemente da ciò che poi ci riesci o meno a fare.

Questo, non dimentichiamolo, non ha nulla a che fare con l'Astronomia ma rientra tutto intero nell'ambito della Psicologia Clinica.

Incidentalmente, per analizzare e risolvere questo tipo di questioni, invece dei forum di astrofilia ci sono forum ben più competenti; forum dove tali 'problemi' sono trattati come 'disturbi' e 'patologie'. E, in quanto tali, spesso risolti felicemente. E' un consiglio amaro, me ne rendo conto. Ma, come si sa, il chirurgo benevolo ammazza il paziente...

Bene, questo è quanto.

Arrivederci a Refractorland !
Nel frattempo, come sempre, buone osservazioni a tutti (e, mi raccomando, le rose! ;-).


Massimiliano


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MessaggioInviato: mercoledì 21 maggio 2008, 10:52 
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Bentornato Massimiliano!
Speravo in un tuo intervento nel topic.
Preferisco sempre leggere più opinioni differenti e poi trarre le MIE conclusioni piuttosto che sentire una o poche campane.

Però potevi risparmiarti le offese gratuite e i riferimenti alla psichiatria...

Francamente non mi pare che l'altra "campana" abbia avuto toni come questi nel portare avanti le sue tesi.
E questo non gioca di certo a tuo favore.....

Fabio

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MessaggioInviato: mercoledì 21 maggio 2008, 11:29 
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Ciao Massimiliano, bentornato, anche se solo per un intervento.
Io il tuo nome l'avrei nominato anche volentieri, ma un poco di "timore" mi ha dissuaso dal farlo, già facevo accenni solo sporadici alla famosa discussione sbagliando, ma tant'è... chiedo venia.
Ho anche confuso un po' le carte parlando delle magnitudini stellari limite, nella nostra vecchia discussione in effetti si trattava di osservazioni non solo hires ma anche e soprattutto del cielo profondo.
Il dischetto spalmato non è certo un termine tecnico, e, credimi, non ambisco a dischetti spalmati, semplicemente è un modo di trasmettere un concetto in una sola parola comprensibile a tutti spero, ma anche qui posso sbagliarmi.
Allora tu evidenziasti tante pecche degli specchi, secondo me enfatizzandole troppo e assegnando loro valori percentuali davvero elevati che ritenevo e ritengo tuttora non si addicano alla mia breve ma assidua esperienza col Dobson.

Quello che però non mi piace, e lo sai, è la negazione di alcuni fatti.
Con un Dobson è possibile avere magnifiche visioni anche dei pianeti, perchè negarlo ? Mi accingo a realizzare una tavola equatoriale proprio per sopperire alla "deficienza" effettiva dell'inseguimento che è sì possibilissimo a 600x ma che come tu dici costringe a dirottare risorse dall'occhio alle estremità.
Poi magari verrà fuori che la tavola è inadeguata, ma intanto parto per realizzarla meglio che posso, al limite la lascerò in montagna per il deep.
Alla torretta binoculare invece ci sono arrivato già da qualche anno, almeno qui siamo concordi ! :)
Spesso le osservazioni planetarie le conduco proprio nella mia pianura padana, metto il rifrattorino o il C8 sul balcone e, se del caso, scendo in garage dove il 14" attende di essere usato, mi capita sovente un seeing decente e so benissimo che la massima trasparenza non va statisticamente a braccetto con l'hires, spero non mi consideri talmente ottuso.

So benissimo anche che trovi molto più gratificante l'osservazione in un rifrattore da 200mm che risponde ai tuoi canoni costruttivi, io questo non lo posso fare ma mi sembra giusto che la gente percepisca che non si possano fare osservazioni serie al di fuori di questo sommo tuo standard.
Per osservazioni al tuo limite ci vuole tutto, cielo, strumento ed osservatore esperto.
Bene, mentre cielo e strumento sono alla portata, non è detto che l'esperienza vera lo sia.
Per cui ciò che tu vedi in un tale rifrattore è alla portata di chi ha fatto un determinato percorso.
Nella "medietà" del nostro forum una visione planetaria a 600x in un generoso Dobson apre nuovi orizzonti, che magari per qualcuno finiranno per coincidere con i tuoi, per altri no, c'è colpa in questo ? Non stiamo osservando forse dettagli magnifici anche noi ? L'immagine non è esteticamente paragonabile, c'è un poco di rumore in più rispetto al segnale ? Bhè, si fa quel che si può, ma io definirei comunque tali osservazioni come "hires" senza dubbio alcuno.
Un Dobson è "per me" più facilmente gestibile di un tuo rifrattore da 200mm con relativa montatura, è un limite mio difficilmente valicabile.
Ed è anche difficile che io salga su una scala di due metri ad osservare pianeti, ritengo la comodità necessarissimissimissima, per cui ecco la torretta ed ecco uno strumento da "in piedi senza scala", o da sedia se il pianeta sta a mezza altezza, o da lettino se osservo Giove quest'anno.
Il fuoco posteriore del rifra è più comodo senz'altro... e vabbè ! :)

Grazie per le indicazioni su Plato, sperimenterò per quanto possibile.

Tra i miei desideri c'è senza dubbio un approdo alla tua Refractorland, ma me lo negasti velatamente (e pensa che ti avevo pure invitato a prender parte al nostro -sì anche tuo perchè utente del forum- star party).
Se vuoi un mazzo di rose te lo porto, assieme all'umiltà di mettermi all'oculare del tuo rifrattore da 200 per un bel momento, non un'occhiata e via. :)
Sai, ero tentato di includerti nella Commedia Celeste, ti avrei posizionato nel paradiso con un rifrattore lunghissimo di cui solo la lente sarebbe stata presente allo star party, focheggiatore ed osservatore sarabbero stati troppo lontani e sarebbero rimasti a Refractorland per poter usare l'altra estremità del lungo strumento in cima all'Amiata !
Ma credevo tu avessi richiesto di cancellarti dal forum (avrei potuto verificare a dir la verità) ed essendo la commedia per i forumisti optai per escluderti (e non fu la sola ragione, c'entra anche la lunghezza dei canti ecc. ecc.).
Se vuoi considera questo mio componimento come una rosa (o una carezza) offerta anche a te, credo che potrebbe essere tra le poche cose "interessanti" che ho da dirti, ti prego quindi di leggerla, naturalmente se vuoi, la trovi in "eventi ed appuntamenti" qui sul forum.

Cieli sereni !

Alessandro Re

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Sono socio del GAR http://www.astrofilirozzano.it
2 Dobson ARIETE: 14" +16"exmdl f/4,5
Celestron C8 , Newton 8" SW e Vixen 120S-NA su Vixen Sphinx SXW ; Tecnosky Apo 65, Celestron C80ED/OmniXLT100ED e C5 su CG5-GT/Vixen Porta
Torrette Baader Maxbright + Denkmeier DualArm PxS NPack + 2Antares 19mm 70°, Televue Nagler zoom 3-6mm, 7mm T1, 13mm T2 e T6, Pan 24mm.
Binocolo Steiner Rallye 20x80 e 28x110 su pantografo G. Fiorini normale e Maxi


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MessaggioInviato: mercoledì 21 maggio 2008, 11:41 
Ciao Max e ben ritrovato!
Scrivi poche volte tu, ma quando lo fai bisogna prendersi ferie per leggere... ;)
Fra te e il buon Mauro non so chi è il più "logorroico"... ;)
Credo che tutto il pasticcio di questo 3D nasca un po' dal fatto che ognuno parla "una lingua a se"...

comunque, per capirci, questo 3D nasce dal fatto che il buon Zandor sta facendo i "confronti" fra il suo dob da 35cm ed i suo piccolo apo vixen da 101, che comunque utilizzava su una Giro3 altazimutale...
il "senso del suo discorso" era più o meno questo:
con un dobson di media apertura posso fare sul plnetario quello che facevo prima col mio piccolo apo'?",
paragonando comunque due strumenti "amatoriali" di pari prezzo ed in fascia bassa, sotto i 2000 euro, montature comprese...
va da se che l'hi-res a cui ci si riferisce in questi casi, che poi sono quelli "turistici" della maggior parte degli astrofili "dilettanti", ossia che si dilettano, senza fare ricerca, è un hi-res "tranquilo", che si identifica in ingrandimenti fra i 300 ed i 400, e già il 400x è inteso come "ho guardato un attimo, tanto per vedre se l'immagine era nitida e luminosa"...
quello di cui parli tu, e quello di cui parla Mauro, sono cose diverse, che sono indubbiamente interessanti (altrimenti nessuno starebbe a leggere e replicare...) ma che esulano un pochino da quello che voleva sigificare questo 3D, e che implicano, oltre che le conoscenze tecniche, anche una concezione di strumento, montatura, postazione osservativa e tempo da dedicare che vanno ben oltre le possibilità del dilettante medio, nel quale credo quasi tutti i partecipanti a questo Forum si identificano (e che è uno dei motivi per cui questo Forum è particolarmente "amichevole ed estroverso", cosa che lo contraddistingue da praticamente tutte le altre "piattaforme tematiche").
;)
Un saluto e fai il bravo! ;)


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Max, anche a me fa piacere sentire più campane e ti ringrazio per il tuo intervento, molto "agguerrito", perché per me e (credo) per molti altri è necessario sentire più campane, anche per poter capire se alcuni concetti, cui è impossibile replicare per mancanza di conoscenza, siano o meno esatti, completi, possibili nella realtà. Perché qualunque telescopio ci fa fare hi-res, basta portarlo al limite. Vedremo delle immagini sbalorditive o i puffi che viaggiano nell'aere, ma salire con gli ingrandimenti è banale, l'importante è sapere precisamente "come", in base al tubo, al cielo, al seeing.

Sono anche in parte d'accordo con King e Fede. Nessuno neghi che con un Dobson si può fare planetario e si può fare anche relativamente bene (per uno strumento nato per il deep-sky). L'importante è essere consci che esistono alternative più efficienti, cui magari non si aspira, ma esistono.
L'importante è che, al momento dell'acquisto per un telescopio in hi-res visuale, si abbiano gli elementi per poter scegliere tra un Dobson o un rifrattore/catadiottrico su equatoriale conoscendone pregi e difetti, non solo i pregi dell'uno e i difetti dell'altro e viceversa :) Compresi quelli economici, eh ;)

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Ultima modifica di mauro_dalio il mercoledì 21 maggio 2008, 12:41, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: mercoledì 21 maggio 2008, 12:41 
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Patta?
Ah, era un partita a chi vince? Mica l'avevo capito :D

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MessaggioInviato: mercoledì 21 maggio 2008, 12:42 
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