Angelo Cutolo ha scritto:
Nonostante osservi spesso e con soddisfazione i pianeti col mio barile,
photallica ha scritto:
Visuale? Senza limiti di prezzo e peso? Io voto un rifrattore acromatico artigianale aperto a f/15 e oltre, diametro 15cm. Per "calma" e pulizia delle immagini non dovrebbe avere rivali, o quasi.
concordo con photallica, aggiungendo che (con montatura consona) potrebbe andar bene anche di diametro (un pò) maggiore.
Maaaaax! N'dò stai???

Buono Angelo ché rientro dall’estero... mica posso sta’ sempre qui...
Mah, sai, se parliamo del “migliore strumento” in postazione fissa e senza limiti di budget, dipende sempre dal sito, dal soggetto e da quello che ci vuoi fare.
Limitandosi a ciò che si trova in commercio, se vuoi fare Hi-Res sul Deep (...non è un ossimoro...!;)) e sei sulla Luna (oppure sul Mauna Kea, Cerro Paranal o Cerro Tololo con un bel sistema AO) la OGS ti offre un Ritchey-Chretien da 40” che, adeguatamente montato, viene proposto a 825,000 USD. Al cambio di oggi fanno ca. 575.000 euri. Più import duties (...assumo che il CEO di OGS, di fronte a tale commanda, sia così illuminato ed elegante da includere graziosamente il trasporto in qualunque punto del suolo terracqueo...).
Se intendi Hi-Res Solare, beh, ci sono quei bei rifrattoroni lunghi lunghi che si chiamano Torri Solari che sono imbattibili. Ma mi sa che off-the-shelves non si trova nulla. Si fa su ordinazione.
Se intendi Hi-Res Planetario e sei sul Kea/Paranal/Tololo con l’AO oppure, meglio, sulla Luna (quindi l’Hi-Res Lunare te lo risolvi con qualunque reflex e un bel 50mm micro...

), sempre la OGS ti propone un Cassegrain Classico da 20” f/16 a 53,750 USD. Bisogna fargli qualche modifichina per i miei gusti. L’RMS andrebbe portato da 25 a 100 (su ognuno dei due specchi, testandoli reciprocamente con iterazioni successive fino all’ottimizzazione). Poi, a mio gusto, andrebbe fatto con un primario f/5-6. Poi riviste un altro paio di cosucce (tipo un’otturazone grande come un’unghia: il campo in piena luce diventa ridicolo, ma per un Hi-Res ostruito il prezzo da pagare quello è). Per quanto riguarda la meccanica, quelli sanno il fatto loro. Bisogna controllare “de visu” i problemi termici. Ma, insomma, con budget e tempo tutto si fa. Una volta montato stiamo intorno ai 250,000 USD (bisogna negoziare il prezzo preciso). Idem se te lo fanno Newton. f/8 in questo caso. Il tubo arriva a ca. 4 metri ma lo puoi montare più basso. Certo che poi in alto ci devi andare te...!!!
Non so se ti ricordi del riflettore Springfield 12.5" f/8 di Clarence P. Custer...
Comunque, che sia Cassegrain o Newton, questo 20”, se sei sulla Luna, è una vera favola anche visualmente.
Se sei sotto l’atmosfera invece devi lasciar fare al CCD, ché all’occhio è un severo tormento.
Per risolvere la questione e darti un sistema che vada adeguatamente sia in CCD che visualmente, sotto il cielo e senza l’AO, Takahashi ti propone l’accoppiata FET-300/EM-3700, insomma un tripletto alla fluorite 300 f/8... è fatto su ordinazione però. Prezzi paragonabili.
MA, c’è un ma. Non ti sfugga che TMB/LZOS ha prodotto tripletti APO fino a 20”... però poi trovi che il buon Markus - che questi strumenti li commercializza vendendoli in tutto il mondo; quindi, insomma, si mette in osservatorio quello che vuole — ha in ‘svendita’ (a 89.000 euri) proprio quello che doveva essere il suo “ultimate planetary instrument”: tripletto spaziato aria da 304mm f/12. Questo perché non riesce a sfruttarlo sia per ragioni di equlibrio termico che di seeing... quindi, insomma, uno rischia di prendersi qualcosa di grosso perché “fa fico”, ma il cielo e l’atmosfera ti raccontano tutta un’altra storia.
Una soluzione di compromesso — ma adeguata appunto ai compromessi fisici di utilizzo — è rappresentata appunto da un doppietto acro, spaziato aria, da 8-10” f/30. Anche apo e semi-apo, ovvio, ma purtroppo non se ne fanno (più).
Massimo contrasto, massima insensibilità alla turbolenza atmosferica, rapida curva di raffreddamento, risoluzione adeguata al massimo atmosferico 996 sere su 1000... Certo ti trovi dietro a tubi di 6/7 metri di lunghezza. Prezzi sempre non popolari, ma assai inferiori alle altre soluzioni summenzionate. Non si tratta più di una villa o di un attico, ma di un’auto di grossa cilindrata (che però, va detto, giorno per giorno aumenta il suo valore, invece di perderlo... insomma, è anche un buon investimento...

). Bisogna ovviamente chiedere all’ottico di lavorare il sistema almeno a lambda/16 RMS/50: ti trovi così all’oblò di un’astronave col telescopio che semplicemente non esiste, ma è un’estensione del tuo occhio. E' poi sempre pronto all’uso, senza collimazioni asintotiche, ventole perenni, fasce anticondensa, ceri accesi ai Santi della Purgatorio e della turbolenza e quant’altro.
Una situazione ancora più di compromesso — la vita, ahimé, è fatta di ciò — è scendere su 8” aperti (!) a f/15-20. Qui gli apo continuano a non esistere (almeno finché alcune case non si svegliano e decidono di costruirli, ancorché ‘on-demand’); i semi-apo esistevano prima che Zeiss smettesse di produrli (penso all’AS-200/3000); gli acro li fa D&G, per citarne uno.
Rispetto al 10” lasci sul campo uno 0.1” di risoluzione teorica, che vedresti senz’altro su una stella artificiale in laboratorio in atmosfera controllata, ma che sotto il cielo rischi di non discernere nell’arco della vita tutta intera. Ne guadagni invece nell’avere uno strumento che volumetricamente è grande esattamente la metà, con tutto ciò che questo comporta.
Rispetto all’f/30 lasci poi sul campo un po’ di correzione cromatica (ma non di sferica o altre aberrazioni, ché 15-20 è già lungo abbastanza per la piena ottimizzazione) e di insensibilità alla turbolenza. Ma davvero poca cosa.
Accettando di rifuocheggiare in CCD quando fai RGB o similare, e di vedere un leggero alone in visuale intorno a Sirio e Vega (eliminabile, se proprio si vuole, con una minima filtratura), hai uno strumento che, a prezzi da berlina, dà il meglio possibile 990 sere su 1000.
L’aspetto è quello del “pupo” accanto a questo Gentiluomo (che ne è comprensibilmente assai felice). Questo è un tubo che, appunto, alloggia sia un tripletto Carroll 8” f/19 che un doppietto Zeiss 10” f/16 (con correttore posteriore stile Petzval).
Certo il Cassegrain 20” posizionato sulla Luna va meglio. Ma io lì tendo ad avere qualche problemino di respirazione, e lo scafandro mi impedisce di vedere bene. Poi, ad essere sincero, mi mancano il profumo dei boschi e il rumore del mare. Per tacer dei colori del tramonto...
Quindi, come sai, in definitiva io vado meglio col “pupo”
Ciao !
-- Max