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Da vecchio appassionato di astronomia, cioè con 30 anni di onorato servizio sulle spalle, ho sempre comperato tutte le riviste italiane sul mercato, senza farmi mai mancare un numero. La raccolta è molto vasta e riempie molti scaffali.
col tempo mi sono orientato anche a testi e riviste francofone, lingua per me molto piu' agevole che non l'inglese che non ho mai voluto impare in modo decoroso e decente, anche se mi dovro' decidere.
La situazione dell'editoria periodica astronomica in italia è molto grave.
Le stelle: partita bene, scaduta di qualità nei contenuti, praticamente inutile leggerla;
Orione: va bene che siamo neofiti sempre, ma tra un po ci insegneranno l'alfabeto partendo dalle aste. le recensioni degli strumenti sono la palestra per sporcar carta e mettere subito dopo la pubblicità della ditta interessata. Non è l'Orione da me amato e apprezzato quando ancora si parlava di osservazioni visuali magari con disegni ecc. insomma si "insegnava" veramente l'Astronomia (che non è fatta solo di GOTO, programmi Free, ecc. ecc.);
coelum: sponsorizzata da pochi e letta da ancor meno, partita molto bene e anche questa finita molto male. La qualità dei contenuti è scarsa mediamente e comunque sempre legata a doppio filo agli sponsor, insomma ci fanno comperare la pubblicità (e non il progresso);
L'Astronomia: l'ho sempre trovata barbosa ma seria, ora è sempre barbosa ma non è piu' seria.
Queste sono le mie impressioni, per cui dal mese scorso ho dato ordine al giornalaio di non tenermi piu' nessuna rivista e comperero' se e quando mi interessa.
Purtroppo io ricordo con rimpianto la rivista Coelvm edita dall'univ. di bologna e che era veramente una solida e pesante base da cui partire per mete piu' importanti. Insieme ad Orione, magari ciclostilato nei primi numeri, ha accompagnato molti di noi l'una essendo complementare all'altra e mai soverchiando il lettore di pattume pubblicitario, che se ufficialmente esposto è legittimo e corretto, ma se celato malamente per i piu' sprovveduti, è come un faro che segnala immediatamente la scarsa serietà dell'editore, che - diciamocelo chiaramente - tira a campare con le poche copie che vende in questo settore.
Io credo che di 4 riviste ne potremmo tenere 1, ma modificandola profondamente, dando spazio a tutto e a tutti ma soprattutto dando luce alla vera astronomia, che oggi in un momento di consumismo sfrenato è intesa da molti come una "esposizione" del telescopio piu' bello, o della foto - magari tarocca - piu' elaborata........Ma mi domando io, non avvezzo per scelta a queste tecnologie, con le possibilità di oggi dove puoi comperati un 300 mm a 800 euro(una volta costava ben oltre 15 stipendi....) seppur di miserabile qualità, perchè non si incentivano e non si aiutano gli interessati e sviluppare quello che è il vero succo delle notti osservative? Bene la fotografia, bene l'osservazione deep sky degli oggetti deboli, bene disquisire sulle superfici planetarie con un taka piuttosto che con un pentax, ecc ecc...ma quanti oggi sanno tracciare una curva di luce di una variabile? quanti oggi sanno effettuare osservazione visuale di meteore? quanti oggi sanno osservare con metodo e costanza le superfici planetarie? e potrei continuare. Certo - esistono associazioni specializzate in questo in cui chi vuole puo' accedervi - resta che il neofita si tarla il cervello in frivolezze, quasi quanto una ragazza che fa shopping al sabato, e non va al sodo delle potenzialità del proprio strumento. Ma questo è demerito di tutti noi che non cerchiamo di impostare - proponendo ovviamente - i discorsi con una certa piega.
Ad esempio sono molto belli i post, in questo forum, che parlano delle osservazioni di stelle doppie e mi pare di capire che stanno suscitando un certo interesse, limitato fin che si vuole, ma comunque meritorio. Ecco penso che si potrebbe parlare di molto altro e, forse, molti smetterebbero di sognare mega telescopi senza poi essere in grado di usarli e si concentrerebbero in questioni veramente propedeutiche e metodologiche.
L'editoria rispecchia solo e semplicemente questo andazzo. E' lo specchio di quello che siamo.
Escludo da questo discorso quella schiera quasi sconosciuta di astrofili con un bagaglio di conoscenze ed esperienze che molti di noi, io per primo, ci sognamo.
Forse avro' fatto un discorso fuori moda per molti ragazzi, che curano di piu' il proprio sito internet che non le osservazioni al telescopio, o lo studio dell'astronomia. Ma credo che la giusta via sia dare il giusto equilibrio ad ogni aspetto di questa scienza multidisciplinare e cercare con cura di evitare che i futuri astrofili siano solo consumatori di telescopi, e altra paccottiglia.
Massimo
_________________ non basta sapere si deve anche applicare, non è abbastanza volere, si deve anche fare. (W. Goethe) Quindi, non per il sapientone che pretende "applicare", non so bene cosa più delle chiacchiere, comunque......(Sergio) Cassegrain coudè 450 mm f 15 OPS optics (1/16 pv - 1/43 rms sthrel 0,97) terminato. SUINOX (r) 80/540 ed. - Acro 100/1300 "Old Style" Acromatico folded 230 mm. f 18 in costruzione. Dall Kirkham "Raptor" 277 mm. f 24,3 ostr. 18% in costruzione.
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