Queste discussioni, che tanto vanno di moda ultimamente, noto che tengono troppo poco conto del terzo anello della catena ottica.
Oltre ad obbiettivo ed oculare esiste anche l'occhio, che ha delle capacità fisiologiche limite. Inoltre ognuno di noi è diverso dagli altri, c'è chi ha una maggiore percezione delle sfumature di colore, c'è chi ha una maggiore sensibilità al buio, chi coglie di più il movimento, senza considerare poi i difetti che possiamo avere.
Tutto ciò aumenta ancora le variabili.
Senza entrare nei meandri di un discorso medico anatomico, per il quale non ho la minima preparazione, possiamo limitarci a dire che la nostra pupilla si è evoluta per lavorare ottimamente fra i 5 ed i 2mm. In condizioni di buio quasi totale, sappiamo che si può (soprattutto in giovane età) arrivare anche a 7mm. di dilatazione, ma in linea di massima questo è l'intervallo nel quale il nostro organo lavora, per soddisfare le nostre esigenze visive.
Infatti tutti noi sappiamo che non è utile comprare un oculare che ci dia 8mm. di p.u. sul nostro telescopio
Stranamente invece, quando si parla di spingere con gli ingrandimenti, sembra che i limiti siano solo quelli del nostro telescopio, o del seeing, come se per il nostro occhio, osservare in una p.u. di 2mm, di 1mm. o di 0,3mm. sia del tutto indifferente.
Ed invece non lo è! Quei quei vermetti vaganti o come volete chiamarli, che si intravedono, quando ci si spinge a p.u. microscopiche, segnalano la difficoltà nostro occhio, nel guardare attraverso un pertugio così minimo.
Considerato che spesso, la differenza tra un'osservazione interessante ed una banale è data proprio dalla pazienza di fermarsi a lungo sullo stesso oggetto, è evidente che, se a parità di ingrandimento, posso godere di una p.u. maggiore (perché l'obiettivo è più grande), il mio occhio lavorerà in condizioni meno esasperate, cogliendo maggiori dettagli.
Questa considerazione, dovrebbe da sola far sempre preferire un diametro più generoso ad uno più piccolo, nell'osservazione visuale. A 250x, col mio dobson di 250mm. ho ancora una p.u. di 1mm. , nel più bel apocromatico del mondo da 100mm (capace magari di reggere agevolmente anche 300x), sono già sceso ad un valore molto più critico e faticoso (per l'occhio) di 0,4mm.
Naturalmente, a questo punto entrano in gioco anche le variabili personali, che possono modificare il giudizio, perché il mio occhio non è quello di Vicchio, non è quello di Mauro Dalio, di Cherubino o altri.
E' il mio.
_________________ Stefano Binocoli: Nexus 100; Vortex Vulture 10x50; Pentax Papilio 6,5x21 Telescopi: Dobson GSO 300 deluxe; WO Zenithstar 66SD
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