Credo che farne una questione di autorevolezza sia il modo sbagliato di procedere.
Riepilogando, la questione è nata con un resoconto di un test, accompagnato da alcune conclusioni più o meno implicite, che però avevano qualche elemento illogico. Questi elementi sono ancora non spiegati, ma è stato avanzato il punto della esperienza dei tester, che in qualche modo dovrebbe "blindare l'esito". Se però vogliamo discutere di questioni oggettive il principio di autorità non può essere invocato. Non fa parte del metodo scientifico e, oltre a portare a un risultato sterile (non si discute e non si chiedono spiegazioni) ha anche un altro insormontabile difetto: quando si invoca il principio di autorità è inevitabile che prima o poi qualche altra autorevole fonte riporti un esito diverso, anche questo non discutibile.
In altre parole se la si mette sul piano della esperienza di chi ha fatto i test, è inevitabile che si ponga la questione dei risultati di un altro tester (Yoshida) che sono opposti. Esistono due autorità che sono in contraddizione. La questione diventa come risolvere questa contraddizione e la soluzione è impossibile se ci si limita solo al principio di autorità (è per questo che la scienza non ammette questo principio). Se si lascia da parte questo principio nessuno si deve sentire messo in discussione per il fatto che i suoi risultati non coincidono con quelli di qualcun altro o non sono spiegati.
Adesso il punto centrale della discussione è capire perché questi esiti sono doversi da quelli di Yoshida. Alcuni elementi (per esempio ripetere il test in campagna oltre a tutta la questione delle termiche) che potrebbero far fare un progresso sono stati evidenziati (e in parte anche accettati).
Una spiegazione che è stata avanzata è che gli esemplari testati in un caso sono diversi da quelli testati in un altro caso. Questa spiegazione, come ho detto, non è del tutto soddisfacente, perché: a) Yoshida fa test su diversi esemplari di uno stesso telescopio (quindi i suoi risultati tengono conto anche della varianza); b) se dovessimo assumere che da un esemplare all'altro l'esito può essere addirittura capovolto questo vorrebbe dire che la variazione da pezzo a pezzo è maggiore di quella da marca a marca e allora lo scopo stesso di questi confronti (in cui si classifica per marca) verrebbe meno.
Invocare il principio di autorità fa degenerare la discussione e la porta fuori dei confini scientifici. Se questa è l'intenzione io lascio.
PS per fugare ogni dubbio aggiungo che io ho un debole per i telescopi che riescono a raggiungere risultati notevoli a costo contenuto
http://www.trekportal.it/coelestis/show ... hp?t=28584 (quindi da questo punto di vista il Vixen mi starebbe pure simpatico). Ma la questione come credo di essermi spiegato riguarda gli elementi oggettivi che possono essere portati o meno a supporto di un risultato di un test. Se per esempio (per cambiare tema del report) io scrivo che ho visto M81 a occhio nudo e non si discute perché io sono esperto, chi legge come minimo si indispone. Ma se articolo la mia descrizione come ha fatto Brian Skiff[
http://www.cloudynights.com/ubbthreads/ ... ost4382625 , allora fornisco alcuni elementi oggettivi che avvalorano il mio resoconto. Il mio racconto ha più forza ed è più convincente (ma non è ancora certezza). Non so se mi sono spiegato, ma la differenza è tutta là: un conto è dire che le cose stanno in un certo modo invocando il principio di autorità, altro e fornire passo passo alcuni elementi di riscontro che possano avvalorare il report.
PPS vorrei fare una proposta: perché non traduciamo in inglese il resoconto e lo mettiamo su Cloudy Nights. Io credo che arriveranno le stesse richieste di spiegazione.