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Volevo intitolarlo "Pimp my Dob", ma mi sembrava di esagerare.
Era da un po' di tempo che volevo scrivere una recensione su questa marca di "strutture" per Dobson, però prima volevo venire a capo dei problemi a cui sono andato incontro. Ho comprato il telescopio in oggetto MOLTO in occasione, pagato ben di meno di quanto costa a listino, perchè era da finire e chi l'aveva preso non lo voleva più. Lo specchio è un 16" GSO, la struttura è in legno multistato, quasi sicuramente betulla e forse "fenolico", da quanto mi ha detto un falegname. La cella è in legno anch'essa, con 9 punti d'appoggio ricavati su tre piastrine di un materiale composito, che forse è un legno molto duro o una plastica rigidissima.
Specchio: un gradita sorpresa Non c'entra con la Dieter Martini, ma ne parlo comunque. Ho fatto personalmente testare lo specchio GSO da 16" da Riccardi (persona splendida e che ringrazio per la chiaccherata e le nozioni), ottenendo un risultato molto buono e che mi lascia soddisfatto: -Strehl ratio 0,953 -RMS 1/28,8 lambda -P/V 1/3,9 lambda Come sapete la correzione in P/V ha ormai scarso utilizzo, perchè esprime come si comporta lo specchio nel punto peggiore. L'RMS fornisce invece una media statistica più valida e più conforme a quello che nello specchio si vede realmente quando è in opera. Diciamo quindi che lo specchio è garantito a 1/4 di lambda P/V, ma nella resa si dimostra di certo migliore. Il capitolo "specchio" finisce qui, e questo mi lascia molto soddisfatto.
La struttura però aveva pesanti problemi meccanici, che ora vi spiego. Li dico tutti perchè, nel caso qualcuno intenda acquistare questa struttura, possa controllare bene che la Dieter non usi più il sistema che usava sul mio, che oramai potrebbe essere una versione superata.
Cella: una schifezza! Una buona ottica, montata in una pessima cella, diventa una pessima ottica. Se i 9 supporti della mia cella sono ben costruiti, basculanti e solidi nel contempo, niente di positivo si può dire sul supporto laterale dello specchio. L'idea di fare una intera corona circolare che percorre lo specchio è buona, e se ben progettata e realizzata può dare anche ottimi risultati. Diciamo che è paragonabile, a mio parere, al sistema a cinghia. Ma nel mio esemplare lo specchio risultava "incassato" nella corona, facendo si che il peso dello specchio gravasse proprio vicino all'alluminatura. Potete immaginare come la superficie, e quindi la parte alluminata, si tensionassero, ed c'era quindi un evidente astigmatismo. Il test ha fugato il dubbio: l'ottica non è astigmatica, ma è la cella che la tensiona. Ho quindi abbassato la corona della cella, di modo che ora appoggi almeno mezzo cm sotto la superficie dello specchio. I primi test hanno dato un esito positivo: l'astigmatismo non c'è più
Sistemi di scorrimento: voto positivo La struttura è abbastanza leggera, e i sistemi di scorrimento su Ebonystar + teflon rendono i movimenti abbastanza dolci. Si guida facilmente, con un po' di esperienza, anche ad ingrandimenti elevati, anche se naturalmente non raggiunge la fluidità che ho trovato, finora, solo nei Reginato. Le mezzelune sono ben dimensionate, la rocket-box non è esageratamente grande, è robusta e facile da sollevare. Non è previsto un sistema di ventilazione, ma ne sto progettando uno io che mi dia un flusso laminare sulla superficie dello specchio, di modo da eliminare completamente il famoso "strato limite".
Supporto secondario, razze e focheggiatore: soddisfatto Le razze sono correttamente dimensionate, e c'è la possibilità, anche se non proprio immediata, di regolare l'offset (come sempre, nei telescopi quasi autocostruiti, bisogna rimboccarsi le maniche e ingegnarsi). Ho infatto dovuto spessorare con qualche rondella i sistemi di ancoraggio delle razze, di modo da poter correttamente regolare l'offset, che di fabbrica non era regolato Il supporto del secondario ha un sistema strano di collimazione: tre viti che stringono e una guarnizione in gomma che spinge: funziona, se non si deve riparare a danni di disassialità meccanica enormi. Il focheggiatore è un Moonlite CR2 (con la demoltiplica). Me lo sono montato da solo, verificandone l'assialità con il centro del secondario.
Sistema di tralicci: nota dolentissima! Questa è la vera pecca del telescopio. Potrei spiegarvelo per ore, ma il sistema non consente di raggiungere la precisione che voglio io. In molte prove, segando le aste a varie lunghezze e numerandole per metterle sempre nella stessa posizione, non sono riuscito ad ottenere una perfetta assialità tra primario e secondario. Il sistema di aggancio inferiore non permette di stringere in maniera adeguata le aste, col rischio che possano scivolare nella sede; inoltre non tutti gli otto fori sono profondi in maniera identica, quindi le aste non possono essere tutte lunghe uguali. Quello superiore col tempo rischia di lasciarsi andare, non è uniforme. Le teste delle palline che si inseriscono nelle sedi superiori non sono tutte uguali, il che fornisce un'incertezza ulteriore sul "quanto" tagliare le aste. Ho quindi deciso di eliminare tutto! Mi sono comprato da un commerciante di alluminio aste da 26mm per 1.5mm di spessore, ho preso i supporti superiori tipo "Telekit" della Astrosystem. Per i supporti inferiori ho acquistato, direttamente dalla Moonlite, i sistemi a "pallina", che però nel loro caso sono TUTTE uguali. Ho trovato un difetto anche nel sistema "telekit", che sto modificando rendendo quadrata la base, per ottenere un'assialità (e collimazione) riproducibile ad ogni montaggio.
Conclusioni Non so se avete letto tutto, e non vi ho nemmeno detto tutte le mie peripezie, ma spero che la mia recensione sia d'aiuto. Dopo tutto questo lavoro (4 mesi) sono quasi alla fine dell'opera, ora il sistema ha una collimazione riproducibile tra uno smontaggio e l'altro, è in asse e non comporta difetti otticamente visibili ... anche se non canto ancora completamente vittoria. Col tempo sto imparando che i Dobson, e soprattutto la loro autocostruzione o "tuning" come nel mio caso, sono un'ottima scuola per chi intende capirne di telescopi. Mi sto convincendo piano piano, che un Dobson non si deve scollimare, ma appare scollimato in maniera evidente, tra un montaggio e l'altro, solo se il montaggio non ha tolleranze minime. Se fissate le aste sempre nello stesso punto, numerandole, e il telescopio appare scollimato, allora il problema sta probabilmente nell'assialità della struttura.
Controllate i vostri Dobson, ne avete solo da imparare!
_________________ Massimo Alessandria Dobson 16" "self-tuned" - Paracorr, Meade UWA 24, Pentax XW 20, 14, 7, Zoom Nagler 3-6, Supermono TMB 6Rete di Monitoraggio dell'Inquinamento LuminosoInquinamento Luminoso: astrofilo, hai fatto la tua parte?
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