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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Day and Night e qualche dubbio
MessaggioInviato: lunedì 16 giugno 2008, 21:11 
Piano piano sto acquisendo più informazioni sul mio cannocchiale nautico antico: un J.J. Messer London Imp. Day or Night del 1820 circa.
Intanto ho scoperto cosa vuol dire "Day and Night":
a metà del cannocchiale c'è il gruppo raddrizzatore, composto da un cilindretto interno svitabile con 2 lenti, che si può rimuovere per un uso notturno del cannocchiale, che restituisce una immagine capovolta ma risulta nettamente più luminoso che on nell'uso diurno "raddrizzato".
Da cui il nome "giorno e notte".
Purtroppo come dissi a suo tempo una delle due lenti dell'obbiettivo è mancante.
La lente presente è una lente biconvessal con la parte più concessa rivolta verso l'oculare.
Direi senza ombra di dubbio che si tratta del crown, ed il vetro mancante deve essere il flint.
Ovviamente ho dei dubbi:
come è possibile che il vetro "rotto" sia quello interno?
Si sarebbe dovuto rompere quello esterno, il più esposto e presumibilmente anche il più sottile...
quindi le domande che pongo agli esperti è questa:
esistono o sono esistiti doppietti acromatici con il flint all'esterno?
tutti gli schemi che ho visto in rete riportano un crown esterno ed un flint interno, così:
http://allabout-telescopes.com/mech_p1.html
ma ho trovato anche "roba" così:
http://www.strangehorizons.com/2003/200 ... rple.shtml

Poi ho una domanda "più ingenua", ma che mi preme:
il flint erve solo per la correzione cromatica o cambia anche la lunghezza focale dell'obbiettivo, e se si, allunga o accorcia la focale del solo crown?
Perchè se il flint non varia di molto la focale del crown potrei anche pensare di usare il cannocchiale, soffrendo solo di un po' di cromatismo e forse di aberrazione sferica...


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 Oggetto del messaggio: Re: Day and Night e qualche dubbio
MessaggioInviato: venerdì 20 giugno 2008, 12:53 
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Iscritto il: venerdì 2 novembre 2007, 18:42
Messaggi: 1222
Località: Roma, EUR
Fede67 ha scritto:
Piano piano sto acquisendo più informazioni sul mio cannocchiale nautico antico: un J.J. Messer London Imp. Day or Night del 1820 circa.
Intanto ho scoperto cosa vuol dire "Day and Night":
a metà del cannocchiale c'è il gruppo raddrizzatore, composto da un cilindretto interno svitabile con 2 lenti, che si può rimuovere per un uso notturno del cannocchiale, che restituisce una immagine capovolta ma risulta nettamente più luminoso che on nell'uso diurno "raddrizzato".
Da cui il nome "giorno e notte".
Purtroppo come dissi a suo tempo una delle due lenti dell'obbiettivo è mancante.
La lente presente è una lente biconvessal con la parte più concessa rivolta verso l'oculare.
Direi senza ombra di dubbio che si tratta del crown, ed il vetro mancante deve essere il flint.
Ovviamente ho dei dubbi:
come è possibile che il vetro "rotto" sia quello interno?
Si sarebbe dovuto rompere quello esterno, il più esposto e presumibilmente anche il più sottile...
quindi le domande che pongo agli esperti è questa:
esistono o sono esistiti doppietti acromatici con il flint all'esterno?
tutti gli schemi che ho visto in rete riportano un crown esterno ed un flint interno, così:
http://allabout-telescopes.com/mech_p1.html
ma ho trovato anche "roba" così:
http://www.strangehorizons.com/2003/200 ... rple.shtml

Poi ho una domanda "più ingenua", ma che mi preme:
il flint erve solo per la correzione cromatica o cambia anche la lunghezza focale dell'obbiettivo, e se si, allunga o accorcia la focale del solo crown?
Perchè se il flint non varia di molto la focale del crown potrei anche pensare di usare il cannocchiale, soffrendo solo di un po' di cromatismo e forse di aberrazione sferica...


Può darsi che la lente mancante si sia semplicemente persa dopo uno smontaggio del gruppo ottico o che sia stata riciclata per altri usi.
Degli schemi ottici in uso nel 1820 non so granché. Ma non vedo alcunché di strano nell'anteposizione del flint negativo al crown.
Il flint cambia la focale del crown: la riduce. Una volta avevo trovato la formula per calcolare la focale risultante di due lenti partendo dalle loro focali e dalla distanza a cui venivano poste. Me le ero anche messe in un foglio elettronico. Ma sta in un computer da mesi in manutenzione e sul quale chissà quando riuscirò a rimettere le mani.
Dovresti comunque trovarla o desumerla dal testo del Ferioli 'Ottica astronomica' se lo possiedi. Per quanto ne so è il miglior trattato in lingua italiana.
Credo comunque che dato il valore credo non solo storico dello strumento, valga la pena tentarne un restauro. Perché non senti Adriano Lolli?

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Quello che ci mette nei guai non è quello che non conosciamo, è quello che crediamo di conoscere bene, senza conoscerlo davvero. (Mark Twain)
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MessaggioInviato: venerdì 20 giugno 2008, 13:02 
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Messaggi: 1222
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Precisazione.
Per 2 o più lenti accostate e quindi ad una distanza molto breve rispetto alle loro focali, la lunghezza focale risultante si ricava facilmente:
Potenza diottrica risultante = somma delle potenze diottriche delle singole lenti
Ciao
Pino

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MessaggioInviato: venerdì 20 giugno 2008, 13:40 
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quindi come le lenti per la macrofotografia?
io ho quelle da 1, 2 e 4 diotrie, avvitandole una sopra l'altra si vanno sommando fra di loro :D


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MessaggioInviato: venerdì 20 giugno 2008, 13:49 
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fede googla steinheil e troverai lo schema ottico che cerchi


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MessaggioInviato: venerdì 20 giugno 2008, 14:07 
La lente c'era ma era rotta in due pezzi.
L'antiquario mi ha detto di averla rimossa per farla rifare da sua moglie che lavora in ottica, ma durante il trasloco del negozio andò smarrita.
Siccome l'antiquario non smontò mai il cannocchiale, ne deduco appunto che la lente fosse esterna, e dalle carateristiche della lente "orfana" deduco anche che si fosse trattato appunto del flint.
Sto googlando, ma pare che il cognome steinheil sia parecchio diffuso... ;)


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MessaggioInviato: venerdì 20 giugno 2008, 14:29 
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Iscritto il: venerdì 2 novembre 2007, 18:42
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Fede67 ha scritto:
...
Sto googlando, ma pare che il cognome steinheil sia parecchio diffuso... ;)

Steinheil è l'inventore del monocentrico.
Compì numerosi studi ed esperimenti con ottiche formate da un solo gruppo di lenti incollate. Ai suoi tempi gli oculari (tutte le ottiche) non avevano trattamenti superficiali, per cui i riflessi interni si sprecavano. Pensava quindi che l'oculare migliore dovesse essere di quel tipo con due sole superfici aria-vetro.
Ciao
Pino

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MessaggioInviato: venerdì 20 giugno 2008, 14:39 
Si, ma Steinheil lo inventò nel 1865.
Il mio cannocchiale è da datarsi fra il 1820 ed il 1825.


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MessaggioInviato: venerdì 20 giugno 2008, 14:46 
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Ma questo nome dove lo hai trovato?

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MessaggioInviato: venerdì 20 giugno 2008, 15:15 
In che senso?
Quale nome, Steinheil?
Lo diceva Daniela in riferimento allo schema col flint davanti...
forse si riferisce ad un altro Steinheil...


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