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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: NEWTON DA 30 cm ,SC DA 35 cm
MessaggioInviato: sabato 27 dicembre 2008, 14:32 
Non connesso

Iscritto il: mercoledì 17 ottobre 2007, 11:38
Messaggi: 11261
fulvio mete ha scritto:
Ciao, Tuvok:

Cita:
i 5 centimetri di differenza diventano via via piu' importanti mano mano che confrontiamo diametri sempre piu' piccoli.
è ovvio che confrontare un 10cm con un 15cm è diverso che farlo con un metro e un metro e 5cm, no?


Certamente, ma anche col mio discorso provocatorio,il guadagno di luminosità di un obiettivo da 35 cm rispetto ad uno da 30 e di 2500 rispetto a 1837 (guadagno rispetto all'occhio umano) ossia il 38% circa in più è un ammontare di tutto rispetto.Inoltre,i nuovi vetri e gli ultimi trattamenti antiriflesso aumentano in media di circa il 9% la riflettività degli specchi e delle superfici ottiche degli SC, e tale percentuale è, ovviamente,maggiore con la crescita del diametro.In pratica, quanto a raccolta di luce, il mio C14 equivale quasi ad un 40 cm.E considera che a tali diametri siamo vicini al limite della strumentazione amatoriale media.
Certo, se si parla di un 2 metri di diametro, 5 cm in più fanno ridere, ma si discute di diametri ancora relativamente piccoli.
Sul piano pratico ti posso assicurare che la differenza visuale tra il C14 ed il C11 è perfettamente avvertibile, per non parlare quella con il newton da 25 cm che pure possiedo.Ciò, ovviamente, a parità di condizioni e qualità ottica.


I buoni trattamenti li hanno anche i newton tradizionali. Appunto, se vogliamo fare a parità di condizioni, dobbiamo considerare uguali (come trattamento e qualità) gli speccchi e il secondario dei due strumenti (non sapendo nemmeno come sono fatti ovvio che non si possono fare parogoni stretti quindi consideriamoli uguali).
Come uguale considero l'oculare (non sapendo anche qui quale usare e allora diciamo uguali per tutti e due).
Detto ciò rimane il fattto che:
1) Gli SC hanno un secondario più grande quindi perde più luce.
2) Ha una lastra che bene o mal eassorbe.
3) L'uso della diagobale (non e obbligatorio ma si sa che si usa riscgio se no di torcicollo! :mrgreen: ).
Detto questo la differenza si riduce e considera che già un buon variabilista (giusto per dire uno allenato a vedere differenze di luminosità) nota differenza di 0.1 mag (che quivale al 10%) e se il 38% si riduce, come dicevo sopra, a un 23% (circa 15% in meno) la differenza e solo di 0.2 che molto spesso non e notabile (almeno non da tutti e non sempre).

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 Oggetto del messaggio: Re: NEWTON DA 30 cm ,SC DA 35 cm
MessaggioInviato: sabato 27 dicembre 2008, 16:43 
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Iscritto il: mercoledì 8 novembre 2006, 22:16
Messaggi: 1521
Località: Trentino
Tipo di Astrofilo: Visualista
fulvio mete ha scritto:
il mio C14 equivale quasi ad un 40 cm.E considera che a tali diametri siamo vicini al limite della strumentazione amatoriale media.

Fammi capire: 16" newton con specchio tipo oblo da finestrella da nave con tanto di bordo ribattuto o c14 confezionato ad hoc semplicemente? :mrgreen:

Cita:
Sul piano pratico ti posso assicurare che la differenza visuale tra il C14 ed il C11 è perfettamente avvertibile, per non parlare quella con il newton da 25 cm che pure possiedo.Ciò, ovviamente, a parità di condizioni e qualità ottica.

Si ma grazie, son dello stesso sistema ottico ci credo che 3" in più rendono di più e col newton siamo già a 4" di più, in questo caso è chiaro che si senta anche se ostruito

_________________
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 Oggetto del messaggio: Re: NEWTON DA 30 cm ,SC DA 35 cm
MessaggioInviato: sabato 27 dicembre 2008, 18:30 
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Iscritto il: mercoledì 2 gennaio 2008, 9:06
Messaggi: 6502
Località: Roma
Ciao, Ras:

Cita:
1) Gli SC hanno un secondario più grande quindi perde più luce.
2) Ha una lastra che bene o mal eassorbe.
3) L'uso della diagobale (non e obbligatorio ma si sa che si usa


-La trasmissione degli SC con trattamento XLT (ma quelli Meade con l'UTHC dovrebbe essere analoga) è dell'88% circa complessiva (considerando riflessione del secondario e trasmissione della lastra) tra il 500 e 600 nm con un picco di 88,9 a 520 nm, nella parte dello spettro nella quale l'occhio umano è più sensibile.
La trasmissione finale di un Newton con l'alluminatura fresca è dell'83-84% con una ostruzione media.Considerando anche nel Newton un trattamento di riflettività degli specchi (che è ben diverso dalla semplice alluminatura), penso che anche questo dovrebbe dare una riflessione finale di circa l'88%.Quindi, quanto a raccolta di luce i due strumenti dovrebbero equivalersi a parità di diametro.
-Il diametro dello specchio secondario, a mio avviso influisce essenzialmente sul contrasto piuttosto che sulla raccolta di luce, e comunque un riflettore Newton classico da 30 cm a f 5-6 ha un secondario di circa 9 cm, mentre gli SC di solo 1-2 cm superiore.D'altro canto i newton hanno le barre di sostegno del secondario che, a meno non siano estremamente sottili , provocano anch'esse un incremento dell'ostruzione ed una perdita di contrasto.
Concludendo, a mio parere una eventuale superiorità del newton non si esplicherebbe nella raccolta di luce, ma nella possibilità di lavorazione più accurata dello specchio primario, in genere aperto da f 4 in su (mediamente a f 5-6) mentre, com'è noto , quelli degli SC sono degli F 2, al massimo 2,5, di difficile lavorazione, e quindi nella maggiore puntiformità delle immagini stellari.
Ciò detto, vorrei sgombrare il campo dall'impressione di essere solo un acceso sostenitore degli SC , dato che posseggo ben 4 Newton (un 11, un 15, un 20 ed un 25, ognuno con una finalizzazione propria)che uso con soddisfazione.

Per Stargazer:
Il paragone era ovviamente riferito ad uno SC di 40 cm, nel senso che i nuovi trattamenti rendono gli SC attuali superiori ai modelli più vecchi quanto a raccolta di luce nel visibile.

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Fulvio Mete
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