Se uno facesse le porte di casa con gli stipiti regolabili in modo che siano "più" ortogonali questo sarebbe meglio? Se uno facesse i tavoli con le gambe che incorporano un sistema idraulico autolivellante sarebbe meglio? Se uno facesse i mattoni in forma di perfetti parallelepipedi lisci sarebbe meglio?
Apparentemente sì potrebbe dire di sì. Ciò che è meglio è meglio no? Invece no, sarebbe overengineering, che spesso si traduce in prestazioni inferiori a ciò che si potrebbe ottenere bilanciando bene l'uso delle risorse.
Chi vorrebbe una casa con i mattoni perfetti perché "ciò è meglio" quando con i mattoni normali ne può avere una più grande (che tanto poi la malta aggrappa pure meglio)?
Certo, se non si hanno conoscenze di ingegneria è difficile distinguere ciò che è fatto bene perché è necessario da ciò che è fatto bene ma non è necessario.
Il meglio è ciò che è strettamente necessario alla funzione. A volte ci si mette qualche cosa di più per avere un margine si sicurezza, ma spesso questa è una dichiarazione di ignoranza. I margini di sicurezza esistono perché non siamo sicuri di sapere che cosa è assolutamente necessario e allora abbondiamo un po'. Ma più si abbonda e più si rivela di non sapere.
Non molti anni fa, ai tempi in cui non esisteva né PLOP né gli elementi finiti, la regola per lo spessore di uno specchio era "un sesto del diametro". Si abbondava "per sicurezza". Era sovraingegnerizzazione dovuta alla non conoscenza e non capacità di calcolare con precisione la deformata dello specchio. Poi si è capito come calcolare le deformate, e di pari passo si è capito quali celle servono per quali diametri e spessori.
Uno SC non ha la lastra regolabile né il secondario centrabile perchè (come ho dimostrato nell'altro thread
viewtopic.php?f=3&t=63334 ) non serve. Non è un difetto. Farlo sarebbe overengineering e a me va la ammirazione verso gli ingegneri che, evidentemente, hanno preferito gettare la luce della conoscenza e concludere che non serve, piuttosto che costruire un oggetto più complesso del necessario. C'è un bell'articolo sulla storia di Celestron su Cloudy Nights. Leggendolo si capisce quanto siano stati innvatori e quanto, soprattutto, avessero capito fin da subito il concetto di "value engineering".
Non bisogna mai dimenticare che le risorse extra spese per overengineering potrebbero essere spese con più profitto in uno strumento più grande e ingegnerizzato nella giusta misura. Il successo del C14 (e della EQ6) in alta risoluzione sta qua: le risorse sono state spese nella apertura invece che nella sovraingegnerizzazione.
Alla fine arriviamo al solito punto: il telescopio migliore non è "il migliore in rapporto alla apertura" ma quello che, data una certa quantità di risorse, le ha impegnate in modo tale da ottenere il massimo risultato assoluto. E qua ci metto anche l'impegno, la voglia di capire e l'esperienza di chi lo usa.