Il (macro) contrasto dipende dalla luce diffusa, o più precisamente dallo "scattering" della luce dovuto alle superfici. Il grosso dello scattering è dato dalla polvere (in seconda battuta dalla qualità dei coating e in terza battuta dalla qualità della microrugosità superficiale).
Vedi questo per esempio:
http://www.cosmo.ucar.edu/publications/ ... _10-06.pdfUn telescopio nuovo e con superfici pulite produce il massimo contrasto (c'entra molto poco che sia un "rifrattore" o riflettore, c'entra lo stato delle superfici).
Io e mars4ever abbiamo avuto una impressione simile. E' stato nella primavera del 2010 quando abbiamo puntato la Luna con il 60 cm a 265x con l'ETHOS. Sembrava di essere sull'apollo. Il coating era nuovo e pulito come in questa foto (se riesci a capire quale è la superficie ... :-)
http://2.bp.blogspot.com/_rzxz_YRzFn8/S ... 0569_2.jpgUn telescopio tenuto con cura, specie se ha un obiettivo di piccole dimensione resta pulito. Superfici che si sporcano tendono invece a rendere i neri meno neri. A mano a mano che le superfici si sporcano la luce diffusa può aumentare di un fattore dieci o cento (vedi l'articolo citato) ed ecco che i neri sono meno neri e l'effetto meraviglia scompare.
Un test che si può fare con facilità è puntare un laser sulla superficie (riflettenete o meno che sia) e notare quanto è intensa la macchia che si vede. In una rilflessione ideale o rifrazione ideale non si dovrebbe vedere la macchia del laser sulla superficie.
Ecco come appare una superficie che sembra "abbastanza pulita"
http://imageshack.us/photo/my-images/689/img1401e.jpg/Ed ecco come appare una signora superfice:
http://imageshack.us/photo/my-images/822/img1402d.jpg/Anche le lenti degli oculari possono essere determinanti nell'abbassare il contrasto. Puntando il laser attraverso i miei oculari migliori, molte superfici sono come il secondo esempio ma la prima e l'ultima (anche se sembrano pulite) sono come il primo esempio, e spesso anche qualche superficie interna.
Un altro testo da fare, ed è molto istruttivo, è osservare dentro il tubo ottico senza l'oculare e allineare gradualmente il telescopio al bordo della Luna. Se le superfici non diffondono luce il cielo resta nero finchè entra la Luna. Se diffondono luce si rischiarano (e si capisce anche quale si rischiara). Se poi c'è lo strato limite si vede e si vede anche quanto contribuisce alla diffusione di luce (contribuisce anche lui).
Io adesso sono nella condizione in cui la maggior parte di luce diffusa arriva dagli oculari.
ohhhh mi dispiace per chi sperava in qualche proprietà speciale dei rifrattori :-). E' solo una questione di qualità del coating e pulizia delle superfici :-))) - comunque è vero che un rifrattore con lenti pulite va meglio di un riflettore con specchio impolverato: ma non perché è un rifrattore e l'altro un riflettore, ma perché le lenti sono pulite in un caso e sporche nell'altro.
Altri due riferimenti che consiglio di leggere possono essere:
Steve E. Watkins, J. Paul Black, and Bradley J. Pond, Optical scatter characteristics of high-reflectance dielectric coatings and fused-silica substrates, APPLIED OPTICS, Vol. 32, No. 28, October 1993.
K. C. Hickman, R. Wingler, F. L. Williams, C. E. Sobczak, C. K. Carniglia, C. F. Kranenberg, K. Jungling, J. R. McNeil, and J. P. Black Correlation between substrate preparation technique and scatter observed from optical coatings, APPLIED OPTICS Vol. 32, No. 19, July 1993
Come conclusione e suggerimento di valore generale si può dire che NON è vero che la polvere non fa danni. Ne fa nel senso che rende i neri meno saturi. Se si vuole evitare il problema la prima regola è tenere pulite e asciutte le ottiche (l'umidità crea dei piccoli nuclei di degrado che funzionano come la polvere diffondendo la luce). Per esempio io inserisco un piccolo phon da viaggio nel mirror box quando smonto e torno indietro dalle uscite per evitare che si formi condensa e sembra funzionare.